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Giornale del mese di settembre 2017

ALDO INNOCENTI

Relazione Walking Italy settembre 2017

Giorno 2

San Mommè e Oratorio di Santa Maria a Savaiana


SAN MOMMè: CHIESA DI SAN MATTEO 4 Situato ai primi contrafforti dell’Appennino, nell’Alta Valle dell’Ombrone Pistoiese, San Momme' e' un rinomato centro di villeggiatura, immerso nel verde a 555 m. s.l.m., in un ambiente incontaminato: il paese si e' sviluppato grazie al fatto che da qui transita la Linea Ferroviaria Porrettana. L'origine del toponimo deriva dalla chiesa parrocchiale, oggi dedicata a San Matteo, ma in origine intitolata a San Mamante, martire dell'Asia Minore. 1220 - SAN MOMME'


ORATORIO DI S. MARIA A SAVAIANA 5 L' Oratorio di Santa Maria in Savaiana si trova a San Momme', nella parte alta del paese: e' sorto nel luogo dove i Longobardi crearono il primo nucleo del paese. In origine era una costruzione assai piccola: venne ingrandito ala fine del 1600, mentre nel 1741 fu costruito il piccolo portico su due colonne che la fronteggia. Oggi si presenta con facciata a capanna, pietra a vista, con navata unica: sul fianco destro si trova il campanile. 1694 - ORATORIO di S. MARIA in SAVAIANA


Giorno 8

Pieve a Celle e Verginina


PIEVE A CELLE: PIEVE S. PANCRAZIO 2' IMMAGINE L’antica Pieve di San Pancrazio, piu' nota come Pieve a Celle , si trova lungo l’antica strada che collegava Pistoia alla Lucchesia attraverso la montagna: durante il percorso incontreremo l’Oratorio della Verginina e, nei pressi di questo, un antico ponte a tre arcate che scavalca il torrente Vincio di Montagnana, sicuramente ignoto a tutti. La struttura del ponte e' quella tipica adottata in epoca medioevale: groppa d’asino leggermente slanciata con i due accessi laterali in lieve pendio e la zona centrale in piano. Il luogo e' molto suggestivo: e' forte l’impressione di un arresto del tempo mentre si oltrepassa lo stretto corridoio costruito al massimo per un uomo a cavallo. La pavimentazione e' di grossi ciottoli di fiume: purtroppo il manufatto versa in condizioni pietose. L’attuale Pieve di San Pancrazio a Celle e' stata restaurata nel XVIII secolo: dell’edificio preesistente rimane, forse, il lato nord con due finestre ad arco acuto, ora racchiuse. Della precedente chiesa romanica e' anche visibile un ampio tratto di muro a filaretto d'arenaria. 570 - PIEVE a CELLE


VERGININA: PONTE 5 La Verginina e' una localita' situata nei pressi di Pieve a Celle, lungo la strada che da Pistoia conduce verso lo Zoo e le localita' dell'Appennino. Qui, oltre l'Oratorio, che ha dato il nome alla zona, si trova anche un antico ponte che scavalca il torrente Vincio di Montagnana e che e' stato costruito con ciottoli di fiume: si tratta di un ponte medioevale a tre arcate veramente suggestivo. Vista la grandiosita' del manufatto si presume che esso si trovasse lungo la strada che collegava Celle con Groppoli e con la via che conduceva a Lucca. 1698 - VERGININA


Giorno 12

Semproniano e Olivone di Semproniano


SEMPRONIANO: PANORAMA 2 Semproniano e' il borgo situato piu' a sud di tutto il comprensorio del monte Amiata: fino a tutto il secolo XIX era conosciuto con il toponimo di Samprugnano. Il centro storico, ancora molto ben conservato, si sviluppa attorno ai resti della Rocca Aldobrandesca, con strade strette e tortuose. Sulla parte piu' alta del paese si trova anche la chiesa di Santa Croce, citata in una bolla di papa Clemente III gia' nel 1188, che conserva un Crocifisso veneratissimo, festeggiato con grande solennita' ogni venticinque anni. Discretamente conservata e' la cinta muraria: la chiesa parrocchiale e' dedicata ai Santi Vincenzo e Anastasio. 1687 - SEMPRONIANO


OLIVONE DI SEMPRONIANO 18 L’ Olivone di Semproniano si trova in localita' Fibbianello: era famoso per la circonferenza del fusto (5,50 metri), per l'eta' (stimata sui 2.000 anni), ma, soprattutto per la sua altezza (24 metri), che lo portava ad essere l'olivo piu' alto d'Italia. Era, perche' tutto questo e' stato cancellato nella notte tra il 10 e l'11 maggio 1998, quando qualcuno ha provocato l'incendio della pianta, versando benzina o cherosene nella parte interna del tronco ed incendiando la pianta alle radici. Per fortuna l'incendio non ha causato la morte della pianta che, notevolmente ridotta in altezza, ha prodotto nuovi polloni dalle radici. 1699 - OLIVONE di SEMPRONIANO


Giorno 18

Pitigliano e Sovana


PITIGLIANO DI NOTTE 4 Pitigliano e' un borgo della Maremma che poggia su un grosso sperone di tufo: l'immagine piu' bella di questa antica cittadina si ha dal Santuario della Madonna delle Grazie. Non sembra reale tanto e' bella e suggestiva, specialmente di notte: una delle piu' belle vedute al mondo. Pitigliano non delude nemmeno a visitarla, tante sono le cose che ci mostra: il Ghetto con la Sinagoga, il quartiere di Capisotto, il Palazzo Orsini, il Duomo dei SS. Pietro e Paolo. Da Pitigliano si dirama una miriade di Vie Cave, strade scavate nel tufo dagli Etruschi. Il borgo, come accennato, e' posizionato su uno sperone di tufo, con le case che si confondono con la roccia sottostante. Questa cittadina e' uguale da secoli: un dedalo di vicoli che si susseguono, vicoli certe volte talmente stretti che una persona fa fatica a passarci. Qui ogni epoca ha lasciato un segno: etrusca, romana e medievale e ogni popolo ha scavato il tufo, creando una citta' sotto la citta': cunicoli, pozzi, tombe, cantine, colombari. 58 - PITIGLIANO


IL PALAZZO DELL'ARCHIVIO A SOVANA Sovana : entrati in questo borgo della Maremma ci sembra d'essere tornati nel Medioevo, tanto si e' ben conservato. Le origini di Sovana sono antiche, risalgono all'Eta' del Bronzo (Mille a. C.), passando poi agli insediamenti villanoviani e agli Etruschi, i quali le hanno dato fama e lustro (la chiamavano Suana), come attestano le sue monumentali Necropoli e le Vie Cave.

Qui e' nato Ildebrando di Sovana, Papa Gregorio VII, il pontefice che ricevette a Canossa l'imperatore Enrico IV, costretto ad attendere l'udienza scalzo nella neve. Con questo papa, uno dei piu' famosi della storia, e con l'imperatore tedesco la lotta per le investiture ed il potere temporale raggiunge il suo culmine. Un tempo Sovana, posta sopra un'altura di tufo alla confluenza dei torrenti Calesine e Folonia, era circondata da una cinta muraria etrusca lunga un chilometro e mezzo. 111 - SOVANA


Giorno 23

Cascata del Gorello a Saturnia


CASCATA DEL GORELLO: PANORAMICA 3' IMMAGINE Due km. circa a sud di Saturnia , poco oltre lo Stabilimento Termale, si trova la famosa Cascata del Gorello , detta anche Cascata del Mulino perche' su uno dei suoi lati si trova un vecchio mulino. La sorgente termale di Saturnia si trova all’interno di un cratere vulcanico, dal quale esce dando forma ad un ruscello, detto Gorello, che scorre per oltre cinquecento metri, fino a formare questa cascata dall’aspetto suggestivo, le cui acque vanno a finire nel vicino torrente Stellata. Nelle vasche che si trovano subito sotto la cascata sono numerosissime le persone che si recano a fare liberamente il bagno, affascinati dalla suggestione del luogo e dalla gratuita' del bagno stesso. Nei pressi della cascata si trovano un ampio parcheggio gratuito e un bar ristoro. 1473 - CASCATA del GORELLO a SATURNIA


Giorno 27

Orvieto


ORVIETO: DUOMO 2' IMMAGINE Orvieto e' una cittadina dell'Alto Lazio che vanta origini antichissime: i primi insediamenti umani risalgono al IX secolo a.C. e furono realizzati nelle numerose grotte che punteggiamo la rupe tufacea sul quale sorge. Furono gli Etruschi a dargli fama: nel III secolo a.C. poi Orvieto fu conquistata dai Romani e nell'orbita di Roma rimase fino alla Caduta dell'Impero Romano d'Occidente. Durante le lunghe lotte che caratterizzarono l'Alto Medioevo fra guelfi (sostenitori del papa) e ghibellini (sostenitori dell'imperatore) la citta' fu sempre fedele al papato. Dall'alto di una rupe di tufo, la cittadina domina la valle del fiume Paglia: anche da lontano, al di sopra delle case e dei palazzi, si nota la cuspide della facciata del Duomo, il vero e proprio simbolo di Orvieto. Fu costruito alla fine del XIII secolo per conservare una preziosa reliquia: il lino insanguinato utilizzato nella miracolosa Messa di Bolsena (1264) e macchiatosi di sangue sprizzante dall'Ostia al momento della celebrazione eucaristica da parte del sacerdote boemo Pietro da Praga. Con la sua facciata gotica e il suo interno ricco di preziosi affreschi eseguiti da celeberrimi pittori (Beato Angelico, Benozzo Gozzoli, Luca Signorelli) e' uno dei capolavori dell'arte religiosa italiana. Numerose sono le chiese e gli edifici di grande importanza presenti in citta': tra gli altri citiamo il Pozzo di San Patrizio, profondo sessantadue metri e largo tredici. Orvieto, oltre che per la normale strada carrozzabile, e' raggiungibile anche da un'antica funicolare, recentemente restaurata. 1018 - ORVIETO

Giorno 30

Via Francigena: da Gambassi Terme a San Gimignano


VIA FRANCIGENA DA GAMBASSI A SAN GIMIGNANO: IN CAMMINO 3 Il percorso della Via Francigena che va da Gambassi Terme a San Gimignano e' compreso totalmente nella nona tappa toscana: e' lungo 13,4 km. e, nonostante tutti i siti la contemplino come facile, a noi e' parsa abbastanza impegnativa. Si dice che occorrano circa 3 ore per completarla, ma noi riteniamo che ne occorrano piu' di quattro. L'itinerario e' bellissimo, perche', partendo da Gambassi Terme, si transita sulle colline della Val d'Elsa, in un paesaggio bellissimo: si passa dal Santuario di Pancole (dove s'incontra l'unica fonte del tragitto, anche se l'acqua non e' un granché), dall'antico borgo di Collemuccioli, dalla bella Pieve di Cellole fino ad entrare in San Gimignano attraverso Porta San Matteo. Volendo, facendo una deviazione di 2,5 km. fra andata a ritorno, si puo' andare a vedere la sorgente Ipotermale de I Bollori, che si trova sul greto del Rio Casciani, che ha una caratteristica che la rende unica: sorga da un piccolo geyser a intervalli regolari, grazie alla forte pressione del gas. Il percorso e' segnalato circa 20 minuti dopo aver lasciato Gambassi. 1703 - VIA FRANCIGENA: da GAMBASSI TERME a SAN GIMIGNANO

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