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Giornale del mese di agosto 2017

ALDO INNOCENTI

Relazione Walking Italy agosto 2017

Giorno 2

Foce a Giovo e Monte Femminamorta


MONTE RONDINAIO: FOCE A GIOVO 6 Foce a Giovo (1674 m. s.l.m.) e' un valico situato fra il monte Femminamorta e il monte Borra al Fosso nell'Appennino tosco - emiliano. Da qui transita la Via della Foce (o Strada del Duca), strada che unisce la Valle delle Pozze (l’odierna Val di Luce), versante modenese, con la Val Fegana, versante lucchese. I lavori di costruzione ebbero inizio nel 1819 e terminarono nel 1823. Nei pressi del valico si trova un piccolo Oratorio dedicato alla Vergine Maria, costruito nel 1902 e, poco prima del valico, in versante modenese, una piccola sorgente. 1553 - FOCE a GIOVO nell'Appennino tosco - emiliano


IL MONTE FEMMINAMORTA DA FOCE A GIOVO Il Monte Femminamorta si erge con i suoi 1881 m. s.l.m. fra il Passo di Foce a Giovo (1674 m. s.l.m.) e l’Alpe delle Tre Potenze (1940 m. s.l.m.), nei pressi del crinale dell'Appennino tosco - emiliano. La partenza di questo itinerario avviene dal valico di Foce a Giovo, dove transita l’antica Via della Foce o Strada del Duca. Il monte Femminamorta trae il toponimo dal fatto che il suo profilo in lontananza somiglia al viso di una donna coricata. Dalla sua vetta si gode un panorama eccellente su tutta la Val di Luce, la Valle delle Tagliole, la catena dell'Appennino appenninica e sulle Alpi Apuane. La montagna, spazzata spesso da un forte vento, e' ricca di brughiere a mirtillo. 263 - MONTE FEMMINAMORTA


Giorno 6

Tereglio


TEREGLIO: PORTA DEL FORTINO E CAMPANILE DELL'ORATORIO DI S. MARIA DEI DOLORI 2' IMMAGINE Tereglio , frazione del Comune di Coreglia Antelminelli, e' situato sui pendii dell'Appennino tosco - emiliano, nei pressi della Via Della Foce o Strada del Duca, antica strada che collega la Valle del Serchio con l'Emilia, transitando dal Valico di Foce a Giovo. Proprio nei pressi del paese si trova un grosso edificio, noto come La Dogana, che svolgeva proprio questa funzione. Il paese, arroccato su un versante della Valle Fegana, e' ricordato per la prima volta in un documento dell'856: vi si conservano ancora le antiche porte di accesso e due chiese. Nella chiesa parrocchiale, dedicata a Santa Maria Assunta, si trova un'opera d'arte d'inestimabile valore: il crocifisso dipinto di Berlinghiero Berlinghieri. 1281 - TEREGLIO


Giorno 10

Monti Rondinaio e Rondinaio Lombardo


MONTE RONDINAIO DALLA VAL FEGANA Il Monte Rondinaio , (1964 m. s.l.m.) ha un profilo cosi' slanciato da essere degno di paragone con qualche vetta delle Alpi: sicuramente e' la vetta dell'Appennino tosco - emiliano con la fisionomia piu' bella. Questo itinerario ha inizio da Foce a Giovo, valico posto sullo spartiacque appenninico, da dove transita la Via della Foce o Strada del Duca. Ci troviamo sullo spartiacque principale della zona piu' affascinante dell'Appennino Modenese, perché, mentre altrove le cime sono quasi sempre tondeggianti, qui il crinale e' in gran parte roccioso, sospeso su imponenti precipizi che incombono a occidente sulle valli e sui crinali che degradano verso il fiume Serchio. 130 - MONTE RONDINAIO (da Foce a Giovo)


MONTE RONDINAIO: RONDINAIO LOMBARDO 1 Scostato dal crinale principale dell'Appennino tosco - emiliano, il Monte Rondinaio Lombardo (1825 m. s.l.m.) e' una cima meno nota dei vicini e famosi Giovo e Rondinaio: resta pero' una bella montagna che domina il sottostante Lago Baccio. Il curioso toponimo nasce dal fatto che si trova interamente in territorio emiliano: infatti, fino dai tempi piu' remoti per gli abitanti della Garfagnana coloro che risiedevano oltre il crinale appenninico (gli Emiliani) erano chiamati Lombardi (contrazione di Longobardi) perche' abitanti della Lombardia, intesa non come la regione attuale, bensi' di quell'area oggi definita col termine di Padania. Cosi' mentre il Monte Rondinaio vero e proprio si erge sul confine geografico e spartiacque tra il versante tirrenico e quello adriatico, il Rondinaio Lombardo assume questa denominazione in quanto trovasi interamente in territorio modenese. $W1693


Giorno 14

Alpi Apuane: Pizzo d'Uccello (da Val Serenaia)


PIZZO D'UCCELLO E QUOTA 1539 Il Monte Pizzo d'Uccello (1781 m. s.l.m.) e' formato da roccia dolomitica: costituisce la piu' ambita meta alpinistica di tutte le Apuane, con la sua parete nord di 700 metri di caduta verticale, con moltissime vie tracciate. La nord del Pizzo offre emozioni uniche: fu scalata ufficialmente per la prima volta nel 1927, quando fu tracciata la “Via dei Genovesi” perché percorsa dai genovesi Piantanida e Stagno: altra importante via fu quella tracciata nel 1940 da Oppio e Colnaghi e chiamata Via Classica. Il Pizzo d’Uccello e' la piu' settentrionale tra le cime delle Apuane e da qualunque posto la si osservi rivela la sua inconfondibile figura slanciata da vetta alpina, quasi una piramide triangolare. Davanti gli si contrappone, oltre la valle di Vinca, la sagoma del Monte Sagro (m. 1749), mentre il fianco meridionale termina con la Cresta Nattapiana e la Punta Nattapiana e il fianco occidentale con il Giovetto, la quota 1539 e Foce a Giovo. 143 - MONTE PIZZO d'UCCELLO (dalla Val Serenaia)


Giorno 20

Montefegatesi


PANORAMA DI MONTEFEGATESI: 1' IMMAGINE Montefegatesi e' un borgo d'origine medioevale, situato sulla cima di uno sperone roccioso in alta Val Fegana: il toponimo deriva da argille color fegato presenti nel territorio intorno al paese. Sulla sommita' del paese, dove oggi troviamo il Monumento a Dante, c'era la Rocca. Nella piazza si trova il Monumento a Giuseppe Garibaldi, opera dello scultore Urbano Lucchesi, e una stele che ricorda l'uccisione di tre partigiani da parte dei tedeschi.

Una tradizione fortemente radicata a Montefegatesi e' legata a Dante Alighieri: sembra che, nel suo lungo peregrinare durante l'esilio, sia transitato anche da qui. Addirittura si ritiene che, per creare l'Inferno, si sia ispirato al vicino Orrido di Botri, formidabile spaccatura della crosta terrestre. Certo e' che il sommo poeta e' sempre stato oggetto di grande venerazione da parte degli abitanti: a lui hanno dedicato una statua e l'hanno collocata nel luogo piu' importante, nella parte piu' alta del paese, dove un tempo sorgeva la Rocca. Fino a qualche anno fa erano numerosi gli anziani del luogo che potevano vantarsi di conoscere a mente la Divina Commedia e molti erano gli abitanti che portavano nomi tratti dall'opera di Dante. 528 - MONTEFEGATESI


Giorno 25

Ponte di Gello e Ponte a Teccioli


PONTE DI GELLO 5' IMMAGINE Il Ponte di Gello e' uno dei ponti piu' lunghi posizionati sul torrente Ombrone: e' noto anche Ponte Asinaio. Un tempo nei suoi pressi sorgeva uno hospitium con annesso ospedale di S. Pietro Romeo. Questo ponte fu completamente ricostruito nel 1500: nel nuovo assetto aveva nove arcate. Giunto immutato fino all'Ottocento, allora per migliorare la transitabilita', a meta' dello stesso venne realizzato slargo ellittico, ove le carrozze provenienti da direzioni opposte potevano agevolmente scambiarsi. Con questa struttura il ponte di Gello e' arrivato fino al 1944, quando fu distrutto dai Tedeschi. Fu ricostruito nel 1946 quindici metri piu' a monte dell'originale e con otto arcate. 1622 - PONTE di GELLO


PONTE DI GELLO SUL VINCIO DI BRANDEGLIO 4 Il Ponte a Teccioli scavalca il Vincio di Brandeglio a Gello e si trova lungo la Via Vecchia Montanina, strada che collegava Pistoia alle localita' delle Montagna; la sua costruzione originaria risale al XIII secolo. Il torrente Vincio, che trae il proprio nome da Brandeglio (antico toponimo di Cireglio), nasce dai monti posti a nord - ovest e, dopo un percorso di circa otto km., si getta, a Gello nell’Ombrone, di cui costituisce uno dei principali affluenti. Anticamente nei pressi di questo ponte si trovavano un Ospizio, dedicato a San Pietro Romeo, e la piccola chiesa di Santa Maria ad Pontes. 1644 - PONTE a TECCIOLI


Giorno 29

San Felice e Sorgente San Felice


SAN FELICE: CASTELLO San Felice e' un paese situato lungo la strada che collega Pistoia a Piteccio e San Momme', nei pressi della riva orografica sinistra del torrente Ombrone: e' conosciuto per la sorgente d'acqua oligominerale, l'Acqua San Felice, il cui stabilimento d'imbottigliamento si trova, invece, lungo la sponda orografica destra dell'Ombrone. Il paese e' dominato dalla possente mole della Villa Vivarelli - Colonna, costruita nel XVIII secolo dalla famiglia Colonna, che, originaria di Saturnana, la fece erigere e vi si trasferi'. L'edificio attuale e' frutto di ristrutturazioni ed ampliamenti effettuati nell'Ottocento: infatti, proprio in quel periodo crebbero le ricchezze e il prestigio della famiglia Vivarelli - Colonna, che, oltre a possedere alcune fabbriche di chiodi, divenne proprietaria di ferriere, distendini (dove le lastre di ferro erano tirate in fili), seterie e cartiere. A poca distanza dalla villa si trova la chiesa di San Felice, dedicata ad uno dei pochi santi pistoiesi (vissuto in epoca longobarda): presente dal 1376 negli elenchi delle decime dell’influente pieve di Saturnana, solo 1699 compare nei registri del vescovado come parrocchia autonoma. 853 - SAN FELICE


SORGENTE SAN FELICE: CANNELLA 3 La Sorgente San Felice si trova nei pressi dell'omonimo paese situato lungo la strada che da Pistoia conduce verso Piteccio e San Momme'. Lo stabilimento di Imbottigliamento si trova a breve distanza dalla riva destra del Torrente Ombrone, mentre la sorgente vera e propria, dove viene prelevata l'acqua, si trova qualche centinaio di metri piu' a monte. Un tempo la zona della sorgente era nota come Sorgente dell'Inferno proprio perche' si trattava di un'area freschissima, dove gli alberi facevano quasi buio con le loro fronde. 1697 - SORGENTE SAN FELICE

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