ALDO INNOCENTI Relazione Walking Italy del mese di settembre 2011
Giorno 1
Val di Lima: Limano, Casoli, Palleggio, San Gemignano di Controne, Corsena
Limano
e' un antico borgo della Val di Lima, Comune di Bagni di Lucca, situato a 547 m. s.l.m., a poca distanza dalla Strada Statale n. 12 dell’Abetone e del Brennero. Il paese e' dominato dalla mole del monte di Limano, raggiungibile in circa 1 h. e 30 minuti di cammino. Posizionato su due colli, al centro del borgo si trova la piazza di Gave (il toponimo deriva dalla parola cave), dove si svolgono tutti gli avvenimenti piu' importanti. La chiesa parrocchiale, dedicata a S. Martino, si trova sul lato est ed e' posizionata sul punto piu' alto di tutto il borgo: fu completata nel 1776 e ampliata all’ inizio del Novecento; al suo interno si conservano una Madonna robbiana e un organo di buon valore. Poco fuori del centro abitato si trova un altro edificio religioso, la chiesa della Madonna delle Grazie. 804 - LIMANO
Casoli
, situato nel Comune di Bagni di Lucca, e' il piu' antico borgo della Val di Lima: le prime tracce umane nella zona risalgono al Paleolitico Medio, presenza confermata dal ritrovamento di un manufatto in selce nera in localita' Carboneria. Nella parte piu' alta del paese, in localita' Castello, tra le rovine del castello medievale, possiamo ammirare alcuni manufatti (due grosse pietre e alcune coppelle scavate nelle rocce), d’origine celtica; approfondendo le ricerche su questo sito si e' scoperto che le pietre contraddistinguono un calendario Celtico inserito in un primitivo osservatorio astronomico. La chiesa parrocchiale e' dedicata ai Santi Donato e Andrea: le prime notizie che la riguardano risalgono al 1180; e' costruita in stile romanico a tre navate. Poco distante dal paese, edificata in mezzo ai boschi, si trova la chiesina di Colle al Piano: e' situata lungo l’antica strada che collegava Casoli a Lucchio. La chiesa di S. Andrea, invece, fu costruita intorno all’XI e XII secolo sopra l’omonimo colle, in prossimita' della localita' detta Il Lago per l’esistenza in loco di un laghetto intorno a quale si trovava l’antico abitato di Lacu, oggi scomparso: la chiesa versa in grave stato di degrado. Proprio all’ingresso del centro abitato si trova l’Oratorio della Madonna di Loreto, eretto nel XVII secolo.
Dalla parte opposta della chiesa parrocchiale, percorrendo le selve di castagni, e' possibile raggiungere, sul colle di S. Andrea, il Lago, un tempo esteso per oltre 6000 mq.: ora la sua superficie e' solo un sesto di quella originaria. 805 - CASOLI
Palleggio
e' un piccolo borgo della Val di Lima, Comune di Bagni di Lucca, situato a 330 m. s.l.m. lungo la strada che collega il fondo valle della Lima a tutti i paesi della Controneria, partendo da Astracaccio. Anticamente il borgo era conosciuto come Panulegium: il toponimo si e' trasformato in Palleggio con il trascorrere dei secoli. La sua chiesa parrocchiale e' dedicata alla S. Maria Assunta ed in passato era sotto le dipendenze della Pieve di Controni: della costruzione originaria restano solo poche tracce inglobate nell’attuale chiesa, la cui costruzione risale al 1903. 806 - PALLEGGIO
San Gemignano di Controne
e' uno dei piu' importanti borghi della Controneria, vasta area del Comune di Bagni di Lucca, che si estende fra i monti Prato Fiorito e Coronato ed il corso del torrente Lima. Il paese e' cresciuto attorno alla pieve da cui ha tratto il nome e che e' dedicata a San Gemignano, vescovo che libero' dal demonio figlia dell’imperatore di Costantinopoli. La chiesa e' d’origine romanica e ha un’unica navata: al suo interno si trovano quattro altari in legno oltre l’altare maggiore e tutti risalgono al XVII secolo. 807 - SAN GEMIGNANO DI CONTRONE
Corsena
e' una dei paesi che formano Bagni di Lucca: anzi fino all’Ottocento la cittadina era nota non come Bagni di Lucca bensi' come Bagni a Corsena. Dal colle di Corsena scaturiscono le sorgenti termali che hanno dato lustro a questo borgo situato proprio sul torrente Lima, sia sulla riva orografica destra, sia sulla riva orografica sinistra. Le sorgenti termali del colle di Corsena sono ben diciannove e sono tutte solfato – bicarbonato - calciche – radioattive, differendo fra loro solo per concentrazione e temperatura. Nell’Ottocento il turismo termale ebbe grande sviluppo e Bagni di Corsena divenne una stazione termale di moda tra l’alta societa' del tempo, frequentata da personaggi illustri, anche stranieri, soprattutto inglesi, il che ha fatto si che in paese ci sia la chiesa anglicana e il cimitero degli inglesi. A Corsena si trova la bella chiesa di S. Pietro, gia' citata nell’XI secolo, e la cui abside e' stata incorporata nella sacrestia. L’interno, a tre navate, e' stato restaurato all’inizio del Novecento, ma conserva ancora il primitivo impianto romanico. 808 - CORSENA
Giorno 5
Garfagnana: Verrucole, Caprignana, Livignano, Sillano, San Michele di Piazza al Serchio e Piazza al Serchio Bassa.
Verrucole
e' un piccolo paese dell’Alta Garfagnana, Comune di San Romano, ed e' noto per la stupenda Fortezza che sovrasta il paese e che costituisce uno dei piu' insigni monumenti della Valle del Serchio, posizionata com’e' a controllo del territorio. L’edificio piu' importante del paese e' la chiesa di S. Lorenzo Martire, d’impianto romanico, ad una sola navata con soffitto dipinto. All’interno due altari laterali in stucco di fine Seicento e una scultura lignea rappresentante la Madonna col Bambino, oltre a due dipinti che raffigurano, uno i Santi Lorenzo e Lucia, e l’altro l’Eterno e i Santi Antonio e Biagio. 809 - VERRUCOLE
Caprignana
e' un borgo dell’Alta Garfagnana che e' stato completamente distrutto dal tremendo terremoto che nel settembre del 1920 rase al suolo gran parte degli edifici della Valle garfagnina, causando diversi morti: il nuovo paese e' stato edificato in altra area rispetto a quello originario. Cosi' la chiesa di San Giovanni Battista e il campanile che la fronteggia sono stati ricostruiti nel 1950, anche se l’ attuale edificio sacro conserva al suo interno arredi della chiesa originaria. Poco lontana dall’attuale paese si trova Caprignana Vecchia, dove si possono osservare le rovine della vecchia chiesa (di cui rimane in piedi la torre campanaria) e delle abitazioni disseminate tra castagneti e prati. Poco distante dalla chiesa di San Giovanni Battista si trova il Monumento ai Caduti, realizzato nel 1995, che ricorda i quindici abitanti del paese morti nei due conflitti mondiali: ben quindici su una popolazione di sessantacinque persone. Caprignana e' famosa per il Tiro della Forma, gioco che consiste nel tirare il piu' lontano possibile una forma di formaggio: e' un gioco che sopravvive ancora oggi in Garfagnana. 810 - CAPRIGNANA
Livignano
e' un piccolo paese della Garfagnana: si trova sui contrafforti dell’Appennino tosco – emiliano, in Comune di Piazza al Serchio. La sua storia inizia da molto lontano: il comune, infatti, era possedimento dei Vescovi di Lucca fin da prima dell'anno Mille. La chiesa del borgo e' dedicata a San Giovanni Battista: fu restaurata nel 1828 mediante un sussidio di Lire 1000 elargito dal Duca d’Este Francesco IV. Al suo interno troviamo, sopra l’altare maggiore, il quadro rappresentante l'Ascensione di Cristo con i Santi Giovanni Battista e Pietro, attribuito a Benedetto Brandimarte. Livignano, come gran parte della Garfagnana, subi' gravissimi a causa del terremoto che si verifico' il 7 settembre 1920: la scossa principale avvenne alle ore 7,55, con una durata di circa 20 secondi, e raggiunse il grado 6,6 della scala Richter. Considerando la condizioni degli edifici a quel tempo, la scossa fu disastrosa. 811 - LIVIGNANO
Sillano
, 750 m. s.l.m., situato sui contrafforti dell'Appennino Tosco - Emiliano, percorso dal Serchio di Dalli e da quello di Soraggio, e' il comune piu' settentrionale della Garfagnana: le frazioni del comune di Sillano sono Brica, Villa Soraggio, Metello, Dalli Sopra, Dalli Sotto, Camporanda, Capanne, Magliano a Mattina e Magliano a Sera. Nel versante del Serchio di Dalli si trovano le due frazioni piu' importanti, Dalli di Sopra e Dalli di Sotto, adagiate ai piedi dell'Alpe di Mommio e di Faggiola, mentre nella valle di Soraggio, zona ancora intatta e di grande bellezza, un tempo selvaggia e rupestre, un tempo si diceva che vi abitassero le fate. A Soraggio e' ancora vivo il detto di Come menar l'Orso a Modena, quando si parla di una cosa molto pericolosa: infatti, il territorio di Sillano e' stato per molti secoli dominio degli Estensi, i quali avevano concesso ai pastori della zona di poter portare a pascolare le proprie pecore oltre il crinale appenninico, in territorio geografico emiliano; in cambio, pero', i pastori una volta l'anno dovevano catturare vivo un orso (allora se ne trovavano molti sui contrafforti dell'Appennino) e condurlo al Duca a Modena, cosa estremamente rischiosa, che e' divenuta sinonimo d’operazione assai pericolosa. Alla testa della valle di Sillano si trova il Passo di Pradarena (1579 m. s.l.m.), il piu' alto valico dell'Appennino tosco - emiliano, che divide la valle del Serchio da quella del Secchia e sul quale, secondo la tradizione, durante uno dei suoi viaggi dal castello di Canossa in Toscana, la Contessa Matilde volle innalzare un ospizio per viandanti. Non per niente la localita' dove sorgeva questo ospizio, che aveva anche un oratorio, si chiama Ospitaletto e si trova sulla strada che da Sillano conduce al Passo: ora delle antiche costruzioni non restano che pochi sassi. La chiesa parrocchiale e' dedicata a S. Bartolomeo ed e' stata eretta nel XV secolo. 364 - SILLANO
San Michele
e' un antico borgo di
Piazza al Serchio
ed e' posizionato sulla riva orografica destra del torrente dell’Acqua Bianca, uno dei due torrenti che proprio a Piazza danno origine al Serchio (l’altro ramo e' il Serchio di Sillano): si trova su un poggio ed e' collegato alla parte nuova del paese tramite un antico ponte in pietra. La sua esistenza e' attestata fin dall’anno 883, ma, con molta probabilita', e' d’origine longobarda come attesta l’ intitolazione della chiesa, e poi del borgo circostante, a S. Michele, l’arcangelo assai caro alle genti longobarde. Il paese conserva resti di fortificazioni, viottoli e case rustiche medievali ma il suo emblema e' l’antichissimo ponte di pietra, ad un solo arco, costruito dai Nobili Spinetta, feudatari di quel castello. Da San Michele transitava la Via del Volto Santo, diramazione della Via Francigena, che collegava la Lunigiana a Lucca, dove si venerava il Volto Santo, antico Crocifisso che si trova nel Duomo di S. Martino. 812 - SAN MICHELE DI PIAZZA AL SERCHIO
Piazza al Serchio
, situata a 523 m. s.l.m., e' una delle cittadine piu' importanti della Garfagnana: il suo sviluppo nel corso dei secoli e' dovuto al fatto che si trova all’incrocio di due importanti strade: quella di fondovalle, diretta in Lunigiana, e quella diretta al Passo di Pradarena e, quindi, in Emilia. Proprio per questa sua posizione di controllo su queste antiche strade in loco esisteva gia' un borgo nell’VIII secolo, conosciuto con il toponimo di Sala, dotato di un castello che si chiamava Castrum Vetus, ovverosia Castelvecchio o Castello di Sala. Esisteva anche una pieve, tanto che il paese fino al 1863 si chiamava Pieve di Castelvecchio. Proprio nel centro di Piazza al Serchio, i due rami del Serchio, quello del Fosso dell’Acqua Bianca, proveniente dalle Alpi Apuane, e quello del Serchio di Soraggio, proveniente dall’Appennino, si uniscono per dare origine al fiume Serchio. Il paesaggio locale e' dominato dai Doglioni, alti monoliti che si ergono dall’alveo del fiume e che sono formati da ofiolite, testimonianza delle piu' remote vicende geologiche che portarono alla formazione dell’Appennino. Proprio sopra un doglione si trovava l’antico castello di Castelvecchio di Sala. 707 - PIAZZA AL SERCHIO
Giorno 12
: Chianti Fiorentino: San Donato in Poggio, Santuario di S. Maria delle Grazie a Pietracupa, Castello della Paneretta, Tignano, Chiesa di S. Maria del Carmine a Morrocco, Petrognano e Semifonte.
San Donato in Poggio
e' un antico borgo del Chianti fiorentino, Comune di Tavarnelle Val di Pesa: ancora oggi mostra la conformazione urbanistica assunta nel XIV secolo, quando era un potente castello. Di questo maniero restano parte delle mura, le due porte d’accesso (Porta Fiorentina e Porta Senese), ed alcuni torrioni fra cui la torre campanaria, detta Campanone, ed il Torrino. Nella piazza centrale del borgo si trovano il Palazzo Malaspina (gia' Palazzo Ticci), il pozzo, di forma esagonale, che costituiva l’unico approvvigionamento idrico del castello, la chiesa di Santa Maria della Neve e il Palazzo Pretorio. Subito fuori del paese si trova l’antica Pieve di San Donato, ricordata fin dal 989: e' stata eretta in stile romanico, con tre navate che terminano con tre absidi. Posta sull’antica strada regia romana, mostra le forme originarie grazie a sapienti restauri effettuati nel 1870: al suo interno si conserva il fonte battesimale in terracotta, opera di Giovanni della Robbia. 813 - SAN DONATO IN POGGIO
Il
Santuario di S. Maria delle Grazie a Pietracupa
si trova nei pressi di San Donato in Poggio, antico borgo e frazione del Comune di Tavarnelle Val di Pesa: la sua origine e' legata ad un tabernacolo, posto sulla strada romana, con un affresco quattrocentesco dipinto da Paolo Schiavo rappresentante la Madonna col Bambino. Questo tabernacolo, che costituiva un punto di riferimento per i viandanti, era gia' oggetto di devozione quando, alla fine del Cinquecento, si comincio' a diffondere la voce che quest’immagine sacra dispensasse grazie. I fedeli accorsero numerosi e allora si decise di costruire una chiesa per proteggere il tabernacolo: i lavori ebbero inizio nel 1596. Successivamente l’edificio fu ampliato e fu costruito un portico: al suo interno, tra altre opere d’arte, si conserva una tela, realizzata dal Passignano, con la rappresentazione dei Santi Pietro, Donato, Lorenzo e l'arcangelo Gabriele. 814 - SANTUARIO DI S. MARIA DELLE GRAZIE A PIETRACUPA
Il
castello della Paneretta
si trova nel Comune di Barberino Val d’Elsa: la sua costruzione inizio' dopo il 1260 quando, dopo la Battaglia di Monteaperti, i fiorentini distrussero il castello di Cepparello, che si trovava poco distante sul versante opposto della valle. Passato di mano a varie nobili famiglie toscane (fu proprieta' dei Vettori, dei Capponi, dei Medici – Riccardi, degli Strozzi, e, attualmente, degli Albisetti), e' formato da una struttura quadrilatera, con massicce mura che terminano con merlatura guelfa e con il mastio al centro. Era dotato di una ricca biblioteca che e' servita per costituire il nucleo iniziale della Biblioteca Riccardiana di Palazzo Medici – Riccardi a Firenze. 815 - CASTELLO DELLA PANERETTA
Il
castello di Tignano
, situato a 334 m. s.l.m. nel Comune di Barberino Val d’Elsa, possiede gran parte delle mura: vi s’accede tramite una rampa che conduce alla Porta Fiorentina, a difesa della quale si erge il Cassero. Entrati nel borgo, sulla destra troviamo la cisterna e il trecentesco Palazzo Begliuomini. Di fianco a questo si trova la chiesa di San Romolo, edificio in stile romanico a pianta rettangolare, che ha subito rilevanti ristrutturazioni all’inizio del XX secolo. Tutto il complesso del borgo di Tignano e' costruito con materiali reperibili sul luogo, pietra insieme a ciottoli alluvionali del vicino torrente Borro delle Drove. 816 - TIGNANO
La
chiesa di Santa Maria del Carmine
si trova a
Morrocco
, piccola frazione del Comune di Tavarnelle Val di Pesa: la tradizione afferma che il nobile fiorentino Ser Niccolo' Sernigi, passando per Morrocco, si convertisse davanti ad immagine della Vergine che si trovava nel cavo di una quercia e che, per ringraziamento, nel 1459 decidesse di farvi edificare una chiesa. Il sacro edificio, ristrutturato nel XVII secolo, si presenta con navata unica e con un particolare porticato che copre i due lati esterni dell'edificio: all’interno di questo portico si trovano affreschi quattrocenteschi rappresentanti la Trinita' e San Domenico e Storie del Carmelo. Sul lato destro della chiesa si trova il convento di clausura delle suore carmelitane. 818 - CHIESA DI S. MARIA DEL CARMINE A MORROCCO
Petrognano
e' una frazione del Comune di Barberino Val d’Elsa: in origine costituiva il borgo del castello di Semifonte. Questo maniero fu distrutto dai fiorentini nel 1202 perché cresciuto talmente d’importanza da preoccupare seriamente Firenze: cosi' lo rasero al suolo non lasciandone alcuna traccia e non permettendo di costruirci piu' niente. Solo dopo alcuni secoli fu concesso alla nobile famiglia Capponi, che risedeva nella Villa di Petrognano, di edificare una capella dedicata a S. Michele: questa fu costruita come copia esatta della cupola della Basilica di S. Maria del Fiore di Firenze (scala 1 a 8). A Petrognano, tuttavia, qualcosa del vecchio castello di Semifonte e' rimasto: la casa torre Morello, per esempio. Comunque l’edificio principale del paese e' la Villa Capponi, che fu per molti secoli residenza di questa nobile famiglia fiorentina: all’interno della villa si trova la chiesa di S. Pietro, che un tempo conservava diverse opere d’arte, la cui piu' importante e' il cosi' detto Cristo di Petrognano, crocifisso di grandi dimensioni, ora custodito al Museo d’Arte Sacra di Certaldo. 817 - PETROGNANO
Semifonte
e' un nome che oggi pochi conoscono: ma nel XII sec. il Castello di Semifonte divenne talmente potente da fare paura perfino a Firenze. Oggi di questo possente castello non resta piu' niente, nemmeno un misero resto: la causa risale al 1202, quando i Fiorentini sconfissero gli abitanti di questo borgo fortificato e fecero tabula rasa di tutte le mura e di tutti gli edifici, tanto era stato il timore che ne avevano avuto.
Oggi al posto dell’antico castello sorge una cappella ottagonale, dedicata a San Michele, che ha delle caratteristiche veramente particolari: infatti, riproduce fedelmente in scala 1 a 8 la cupola del Duomo di Santa Maria del Fiore di Firenze (la famosa cupola del Brunelleschi). Fu eretta fra il 1594 e il 1597 per volonta' di Giovanbattista di Neri Capponi, originario del luogo e canonico di Santa Maria del Fiore in Firenze. Egli ottenne dal granduca Ferdinando l'abolizione del divieto di costruire in quella zona, dove in antico sorgeva il castello di Semifonte: l'edificio esprime nella scelta della tipologia architettonica la volonta' di riaffermare il dominio fiorentino sul territorio. 181 - SEMIFONTE
Giorno 21
Lunigiana: Castello di Verrucola de’ Bosi, Fivizzano, Castello Malaspina, Castello dell’Aquila e Fosdinovo
Il
castello di Verrucola de’ Bosi
si trova in Lunigiana, a poca distanza da Fivizzano: posto a dominio dell’antica strada che collegava le terre lunigianesi a quelle di Reggio Emilia, e' posizionato al km. 18 della Strada Statale n. 63 del Valico del Cerreto. Il nome deriva dai primi proprietari del maniero, i Bosi, discendenti da Rodolfo da Casola di Lunigiana, vassallo di Matilde di Canossa. Nel 1300 divenne di proprieta' di Spinetta Malaspina, detto il Grande, che lo ingrandi' aggiungendo alcune torri accanto al mastio e cingendolo di possenti mura: nel secolo XV a fianco del castello fu costruita la chiesa di S. Margherita, contraddistinta da un loggiato di tipo rinascimentale. 819 - CASTELLO DI VERRUCOLA DE' BOSI
Fivizzano
e' situata a 332 m. s.l.m. lungo la statale del Passo del Cerreto, strada che unisce la Lunigiana a Reggio nell'Emilia. Si entra nella parte piu' antica del borgo attraverso la Porta Sarzanese o Fiorentina, che c’immette in Via Umberto I. In questa strada troviamo l'Oratorio di San Carlo e l'ex Convento degli Agostiniani, oggi sede della Biblioteca Comunale. In Piazza Medicea si trovano gli edifici piu' importanti: la chiesa parrocchiale, intitolata ai Santi Jacopo e Antonio, con interno a tre navate, e la maestosa Fontana Medicea. Nel Palazzo Fantoni - Bonori si trova il Museo della Stampa, creato per ricordare che a Fivizzano nel 1471, grazie all'opera di Jacopo da Fivizzano, si procedette, per la prima volta in Italia, alla stampa dei libri con i primi caratteri tipografici italiani. SWK461
Il
Castello Malaspina
si trova a
Fosdinovo
, in Lunigiana, ed e' uno dei manieri meglio conservati di tutta la Toscana: l'origine della costruzione attuale non e' databile con precisione, sicuramente esisteva come opera di difesa gia' prima del 1200. Certo e' che a Spinetta Malaspina il Grande e a suo nipote Galeotto si deve attribuire la costruzione della parte piu' importante del castello. La fama di questa costruzione e' dovuta anche alla presenza di un fantasma che si aggirerebbe nottetempo per le stanze: si tratterebbe della marchesina Bianca Maria Aloisia Malaspina, che a 15 anni s’innamoro' perdutamente di un giovane stalliere. A nulla valsero i consigli, le esortazioni e le minacce dei familiari per fare cessare tale relazione amorosa. Dopo una fuga dal convento di S. Croce del Corvo e il rifiuto di sposare il nobile imposto dai genitori, ai parenti non rimase che tentare di eliminare lo scandalo, uccidendo il giovane stalliere e Bianca Maria. La leggenda vuole che Bianca Maria sia stata murata assieme al suo cane (simbolo di fedelta' verso il ragazzo amato) e ad un cinghiale (simbolo di ribellione verso la volonta' dei genitori): da allora sembra che vaghi nel castello per far conoscere a tutti la sua triste storia. 821 - CASTELLO MALASPINA
Il
castello dell’Aquila
si trova in Lunigiana: si tratta di un’imponente struttura che domina dall’alto di un colle il borgo medievale di Gragnola, paese situato alla confluenza tra i torrenti Aulella e Lucido. Il maniero, come molti altri dell’area lunigianese, e' sorto per controllare il traffico di uomini e merci che si volgeva nella vallate circostanti: ancora oggi dal castello con uno sguardo si puo' avere quasi tutta la Lunigiana sotto controllo. Oggi appare formato da un unico corpo di fabbrica che ingloba il mastio, composto da quattro piani, e altre tre torri angolari, mentre sulle mura situate a nord sono ancora visibili alcuni tratti di merlatura. Il lento degrado, e gli ulteriori danni subiti a causa del terremoto che colpi' la Lunigiana il 7 settembre 1920, porto' al suo abbandono definitivo nei primi decenni del XX secolo. Nel 1996 e' iniziato un grande lavoro di restauro, terminato dopo una decina d’anni: ora il castello si presenta in tutta la sua bellezza e imponenza. 820 - CASTELLO DELL'AQUILA
Fosdinovo
e' un antico borgo della Lunigiana che si trova a circa 500 m. s.l.m.: le sue origini si rifanno al Medioevo quando fu costruito un nuovo tracciato fra la zona costiera e le valli interne della Lunigiana. Da qui trae il suo nome (Fauce Nova, ovvero nuovo Passo), per la prima volta attestato nell'XI secolo. In paese s'entra attraverso due porte, la Porta di Sopra, situata ad est presso il castello Malaspina, e la Porta di Sotto, situata ad ovest, rivolta verso il mar Tirreno. Nel centro storico s’ incontrano tre edifici religiosi importanti: l'Oratorio dei Bianchi, l'Oratorio del Santissimo Sacramento (o dei Rossi) e la chiesa parrocchiale di San Remigio, la quale custodisce il bellissimo monumento sepolcrale di Galeotto Malaspina, eretto nel 1367. Fosdinovo e' famosa soprattutto per il Castello Malaspina, uno dei manieri meglio conservati di tutta la Toscana. 462 - FOSDINOVO |