ALDO INNOCENTI
RELAZIONE WALKING DEL MESE DI GIUGNO 2010
Giorno 2
Massa Marittima e Monterotondo Marittimo
Siamo tornati in queste località dopo qualche anno: entrambe sono assai distanti dal mare, eppure hanno il suffisso di marittimo. In questo caso, però, marittimo non significa “di mare” bensì di Maremma, cioè Massa della Maremma e Monterotondo della Maremma.
Massa Marittima
si trova a 380 m. s.l.m. in provincia di Grosseto e domina una vasta area della Maremma sud - orientale: citta' di pregio monumentale ed artistico, e' divisa in due nuclei, Massa Vecchia (d'impronta romanica e corrispondente all'antico polo dei poteri vescovile e comunale) e Massa Nuova (pianificata nel 1228 con l'espansione del libero comune). La cattedrale, dedicata a San Cerbone, e' l'edificio per cui Massa Marittima e' famosa nel mondo: e' un'opera insigne dell'architettura romanico - gotica ed e' stata eretta dal 1287 al 1304 su disegno di un architetto pisano che si suppone essere Giovanni Pisano; e' rivestita di conci di travertino che le conferiscono il caratteristico color cenere.
Entrando in citta' nella parte vecchia il primo edificio che s'incontra e' il Palazzo dell'Abbondanza, che poggia su tre archi ogivali ed era il granaio della citta': nel suo porticato si trova l'antica fonte pubblica costruita nel 1265. Proseguendo s'entra in piazza Garibaldi, fulcro della citta' comunale, sulla quale s'affacciano: il Duomo, il Palazzo Vescovile, il Palazzo dei conti di Biserno, il Palazzo Comunale, il Palazzo Pretorio, Le Logge Pubbliche. SWK166
Monterotondo Marittimo e il Parco delle Biancane
Situato a 550 m. s.l.m., al centro delle Colline Metallifere,
Monterotondo Marittimo
e' un borgo d'origine medioevale che fu possesso dei Conti Alberti, della cui rocca non restano che poche mura: dobbiamo far notare che il suffisso Marittimo non sta ad indicare la vicinanza del mare, che, anzi, e' assai distante, ma vuol dire di Maremma.
Questo il paese e' famoso, oltre che per aver dato i natali al grande scrittore Renato Fucini, per i fenomeni naturali dei soffioni boraciferi che escono dal sottosuolo a temperature che oscillano dai 100° ai 160° C. Con grande intelligenza tutta la zona interessata di fenomeni geotermici, le Biancane, e' stata attrezzata per le visite turistiche ed ora il
Parco delle Biancane
si puo' esplorare grazie a due percorsi, uno di 20 minuti e uno di 40 minuti, che permettono di addentrarsi in un paesaggio infernale, ma unico e spettacolare. 352 - MONTEROTONDO MARITTIMO E LE BIANCANE
Giorno 6
Castelnuovo Val di Cecina e Montecastelli Pisano
Il nucleo abitato di
Castelnuovo di Val di Cecina
si e' sviluppato su tre livelli: il piu' basso, il cosiddetto Borgo, costituisce la parte piu' recente e scende lungo la riva sinistra del Pavone; il nucleo centrale, che fa da tramite fra il Borgo e il castello vero e proprio si sviluppa lungo una strada tortuosa e stretta che conduce alla zona piu' alta, la piu' antica, formata attualmente dalla parrocchiale e da una scuola ma dove un tempo si innalzava il castello, poi palazzo pretorio e infine signorile villa di proprieta' privata. Circondato da folti boschi di castagno, e' situato in posizione panoramica a 576 m s.l.m., sullo spartiacque tra la Valle del Cecina e quella del Cornia: la zona dove si trova il paese e' quella delle Colline Metallifere, da sempre sfruttata per la grande ricchezza di minerali fornita dal sottosuolo. Inoltre Castelnuovo e' sede di impianti di sfruttamento dell'energia geotermica: ancora oggi si possono osservare le vecchie gigantesche torri di raffreddamento che si innalzano possenti nei pressi del paese. 475 - CASTELNUOVO DI VAL DI CECINA
Montecastelli Pisano
Giorno 7
Villa Medicea di Castello e Villa Medicea La Petraia
Siamo tornati a distanza di circa un mese a visitare queste due ville che si trovano sulle colline di Castello, a Firenze, per due motivi: primo per vedere tutti gli agrumi esposti nel grande giardino di Castello (nell’altra visita erano ancora chiusi al coperto nelle limonaie), agrumi che formano la più vasta collezione d’Italia di queste specie, e per visitare l’interno della Villa di Petraia.
La
Villa di Castello
fu acquistata verso la fine del XV secolo da Lorenzo e da Giovanni Pier Francesco dei Medici, che l'ampliarono e l'arricchirono d'opere d'arte. Alla morte di Giovanni di Pierfrancesco la Villa fu ereditata dalla vedova e dal figlio Giovanni delle Bande Nere, che vi risiedé con la moglie Maria Salviati e il figlio Cosimo. Intorno al 1540 , Cosimo I commissiono' a Niccolo' Tribolo il progetto del giardino, considerato dal Vasari uno dei piu' ricchi giardini d'Europa.
Alla villa si arriva tramite un viale alberato perpendicolare alla via Sestese che termina in un grande piazzale erboso semicircolare, circoscritto da un basso muretto di cinta. L'accesso al giardino avviene attraverso un grande cancello posto sulla sinistra della villa. Il giardino rappresenta uno degli esempi meglio conservati di giardino all'italiana. La prima terrazza, che puo' essere considerata un proseguimento esterno della villa, e' caratterizzata da un disegno con 16 aiuole pressoché quadrate al cui centro si trova una bella vasca su gradini, opera del Tribolo sulla quale e' posta la statua di Bartolomeo Ammannati raffigurante Ercole ed Anteo. Nelle serre vengono collocate in inverno le centinaia piante rare di agrumi ricavate da speciali innesti. In questo spazio si apre la splendida Grotta degli Animali, a cui s'accede da un portale fiancheggiato da due colonne tuscaniche. 626 - VILLA MEDICEA DI CASTELLO
Villa La Petraia
e' una delle piu' affascinanti ville medicee, per la felice collocazione nel paesaggio, per l'eccellenza delle decorazioni pittoriche, per la rigogliosa natura del parco. Distante pochi chilometri da Firenze e' la tipica residenza suburbana, rifugio per i granduchi della famiglia Medici dalle fatiche della citta'. Un antico edificio fortificato, di cui resta ancora la grande torre, fu ingrandito verso la fine del Cinquecento per realizzare l'attuale villa e il terreno circostante fu sbancato per inquadrarla nel bellissimo giardino a terrazze. Il cortile della villa, coperto nell'Ottocento, e' decorato con affreschi del Volterrano e di Cosimo Daddi. La famosa scultura bronzea del Giambologna raffigurante Venere - Fiorenza, che completava l'omonima fontana posta anticamente nel giardino della villa di Castello, e' ora collocata all'interno per garantirne la conservazione. 627 - VILLA MEDICEA LA PETRAIA
Giorno 9
Sassorosso, Massa di Sassorosso e Villa Collemandina
Sassorosso
e' un piccolo borgo della Garfagnana, situato a 1008 m. s.l.m., non lontano dalla Strada Statale del Passo delle Radici: si trova alla base di un cono roccioso formatosi in epoca giurassica, composto da strati calcarei ricchi d’ammoniti, che, nel corso del tempo, hanno dato alla roccia un particolare colore rossiccio, dando origine al tipo di marmo chiamato
Rosso Collemandin
a. Proprio questo colore e' quello che caratterizza il paese: infatti, fin dai tempi antichi, gli uomini hanno estratto da piccole cave in loco le pietre necessarie per la costruzione delle loro case, che si sono mantenute assai bene, grazie anche a restauri recenti effettuati sempre utilizzando questo materiale. Oggi l’estrazione di questo marmo, ancora utilizzato nell’edilizia per pavimentazioni e rifiniture di pregio, continua in una cava situata poco piu' in basso del paese, sul versante nord - ovest del colle, mentre sulla sommita' del cono roccioso che domina il borgo e' possibile visitare la vecchia cava, ormai in disuso. L’edifico piu' importante e' la chiesa parrocchiale dedicata a San Michele Arcangelo. 645 - SASSOROSSO
La storia del borgo di
Massa di Sassorosso
, si accomuna fin dalla sua origine con quella di Sassorosso, della cui comunita' faceva parte: divenne parrocchia autonoma nel 1417 quando fu concessa licenza dal vescovo di Lucca di erigere la chiesa dedicata a San Michele Arcangelo. Il paese e' situato a 828 m. s.l.m., lungo la strada che unisce Sassorosso a Magnano, ed e' posizionato vicino alla Strada Statale del Passo delle Radici. A Massa ancora oggi e' praticata la pastorizia, che, nel periodo estivo, usufruisce dei vasti pascoli del crinale appenninico che rendono particolarmente gustosi i formaggi prodotti ancora in modo artigianale. Caratteristici gli scorci all’interno del paese, con edifici rurali, sottopassaggi, scalinate e portali in pietra. Suggestivo il paesaggio che lo circonda con estesi boschi di castagni. L'edificio principale e' la chiesa parrocchiale dedicata a San Michele Arcangelo. 646 - MASSA DI SASSOROSSO
Villa Collemandina
e' un grosso borgo della Garfagnana, segnato per sempre da una data,
7 settembre 1920
, giorno in cui fu completamente raso al suolo da un violento
terremoto
(6,6° Scala Richter, 10° Scala Mercalli). Villa Collemandina, che aveva un centro storico esteso e che ospitava centinaia di persone, rovino' completamente: le case, costruite prevalentemente con acciottolato di fiume e malta di poco valore, si aprirono e si distrussero. La Regina d’Italia accorse, dopo alcuni giorni, a portare aiuti alle popolazioni colpite. I Carabinieri reali precedevano il corteo e accadde un fatto singolare e sconosciuto: in quell’occasione furono distribuite anche le scarpe, ma con l’insolito sistema del
basta che siano due scarpe per ognuno
. La maggior parte dei terremotati dunque ne ricevette spaiate o di taglie differenti. In molti furono poi costretti a cercare di trovare la gemella o di ricorrere alle riparazioni del ciabattino. A seguito di quel sisma molti garfagnini decisero di raggiungere parenti o amici che erano emigrati nelle Americhe.
Anche la chiesa di San Sisto, sorta sulle rovine di un antico castello dell’Alto Medioevo, fu completamente ricostruita grazie alla tenacia degli abitanti: cosi' come fu ricostruito il chiostro, adiacente alla chiesa, in bello stile romanico, e che un tempo ospitava il cimitero della Comunita' monastica. A poca distanza dal paese si trova il lago artificiale di Villa Collemandina, creato da una diga eretta nel 1914. 647 - VILLA COLLEMANDINA
Giorno 13
Bagno Vignoni
Bagno Vignoni
(306 m. s.l.m.) e' un piccolo borgo della Val d'Orcia che ha una caratteristica unica e inconfondibile: la piazza centrale non e' quella che comunemente si intende con questo termine bensi' una grande vasca termale d'acqua calda dove, fino a qualche anno fa, era possibile anche immergersi, cosa che ora, dopo la costruzione dello stabilimento termale, non e' piu' possibile fare; oltretutto si tratta anche di un borgo medioevale e la grande vasca gli conferisce una atmosfera veramente affascinante. Oggi Bagno Vignoni e' conosciuta ed apprezzata in tutto il mondo come rinomata localita' termale ed e' posta nel bellissimo comprensorio del Parco Artistico e Culturale della Val d'Orcia: la grande vasca rettangolare, dove si bagnarono Santa Caterina da Siena e Lorenzo il Magnifico, costituisce sicuramente un grande richiamo turistico. L'atmosfera che emana dalla vasca e' unica: nei freddi giorni d'inverno i vapori tiepidi che emanano dall'acqua avvolgono tutta la piazza di nebbia; e' questa atmosfera che ha mostrato il regista Andrei Tarkovsky nel suo celebre film
Nostalgia
. 104 - BAGNO VIGNONI
Giorno 20
Pieve di Codiponte e Casola in Lunigiana
La
Pieve dei Santi Cornelio e Cipriano a Codiponte
è uno dei monumenti più significativi della Lunigiana. Dall'VIII secolo in questa zona sorse una pieve, poi andata in rovina e ricostruita nel XII secolo in stile romanico. Fu ristrutturata a seguito di una frana del XIV secolo, mentre la canonica fortificata è il risultato dell'evoluzione e dell'ampliamento di un'antica casa torre. La torre campanaria, del XVII secolo è l'elemento più recente, se si esclude l'abside minore ricostruita nell'ultimo restauro negli anni settanta del Novecento. Nell’interno della chiesa, al di sotto del pavimento, fu ritrovata la parte basamentale di un fonte battesimale ad immersione di pianta ottagonale. La pieve ha una struttura a tre navate separate da due file di colonne dalle quali partono archi a tutto sesto e che trovano nella facciata due pilastri triangolari che ne controbilanciano le spinte. I capitelli sono molto caratteristici con raffigurazioni tratte dal bestiario medievale. L’itinerario per la Pieve di Codiponte non è ancora pronto.
Casola in Lunigiana
si trova su di uno sperone roccioso nell'alto corso dei torrenti Aulella e Tassonaro, dominata dalla vista delle Alpi Apuane al confine con la Garfagnana. La sua posizione strategica permise lo sviluppo dei commerci lungo le direttrici che portavano verso Lucca, così come si denota anche dalla fondazione dell'ospedale di Tea. Il borgo si sviluppò nel XV secolo intorno a un castello di cui oggi ci rimangono solo una torre cilindrica e resti di mura. L’antico palazzo comunale è sede del museo del territorio dell’alta valle Aulella, dove sono conservati testimonianze dell’insediamento umano in Lunigiana a partire dal Paleolitico Inferiore. Il borgo è suggestivo, con palazzi, portali in arenaria e botteghe medioevali e rinascimentali. L’itinerario per Casola in Lunigiana non è ancora pronto.
Giorno 27
Pieve San Lorenzo e Minucciano
Pieve San Lorenzo
: il paese prende il nome dalla Pieve Romanica dedicata al Santo Lorenzo, costruita intorno all’anno 1000. La chiesa presenta caratteri tardo romanici con influssi gotici, che sono stati definiti di ispirazione lucchese, così come legata alla tradizione lucchese è un’immagine del “Volto Santo” posta nella navata laterale destra. Edificio costituito da blocchi di arenaria, addirittura l’altare maggiore è un unico colossale blocco, la chiesa è divisa in tre navate a capitelli cubici con archi a leggero sesto acuto. La peculiarità della chiesa è il campanile ottagonale, un preziosismo di straordinaria rarita’. L’itinerario per Pieve San Lorenzo non è ancora pronto.
Minucciano
: è uno dei più antichi paesi della provincia di Lucca. A poca diistanza dal borgo, a metà degli anni sessanta del Novecento, furono rinvenute tre stele, risalenti al periodo compreso fra il Bronzo Medio e inizio Ferro: le tre stele, denominate Minucciano I-II-III, oggi conservate nel museo Statue Stele della Lunigiana, ricavato all’interno del castello di Piagnaro (Pontremoli), furono trovate a distanza di pochi anni l’una dall’altra, all’inizio di un piccolo prato adiacente all’Eremo - Santuario della Madonna del Soccorso, fondato all’inizio del XVI secolo, in mezzo ad un bosco, dove gli abitanti del luogo da tempo veneravano una piccola mestaina o edicola, dedicata al culto della Madonna del Soccorso. Il borgo di Minucciano, prese il nome da un presidio militare, lasciato in loco (Castrum Minuciani) dal Console romano Minucio, durante la lunga guerra che Roma combatte fra quelle montagne con le tribù dei Liguri Apuani. Il borgo è dominato dalla curiosa torre circolare, dalla quale discendono le principali viuzze del paese, si presenta al turista con la stessa architettura di un tempo, volte e antiche scalinate qui la fanno ancora da padrone. L’itinerario per Minucciano non è ancora pronto. |