ALDO INNOCENTI
RELAZIONE WALKING DEL MESE DI MAGGIO 2010
Giorno 1
Chianciano
Il Centro storico di Chianciano e' chiamato Chianciano Vecchia e il suo aspetto differisce nettamente dall'agglomerato moderno che si e' sviluppato intorno alle Terme. Infatti e' ubicato su un colle e mostra parte delle sue antiche mura medievali e del suo antico assetto urbano. L'ingresso della cittadina si trova al termine di Viale Dante, qui sorge Porta Rivellini e, subito dopo l'arco, la chiesa dell'Immacolata. Proseguendo incontriamo, al termine di via Casini, la Torre dell'Orologio.
Naturalmente il nome di Chianciano e' noto nel mondo per le sue Terme, conosciute fin dal tempo degli Etruschi. Cinque sono le sorgenti, che danno acque diverse: Acquasanta (usata per curare fegato e vie biliari), Acqua Santissima (per riniti e bronchiti), Acqua Fucoli (per diuresi e regolazione dell’attivita' intestinale), Acqua Sillene ( per i disturbi cardiovascolari e nei programmi salute e benessere), Acqua Sant’Elena (per calcoli e malattie delle vie urinarie). 640 - CHIANCIANO TERME (Centro storico)
Giorno 3
Podere Lucciola Bella e Quercia delle Checche
Lucciola Bella e' un toponimo conosciuto da pochi, ma se si osserva la sterrata che collega la Strada Provinciale n. 40 della provincia di Siena all'Agriturismo omonimo, tutti, ma proprio tutti ne riconosceranno l'immagine, tante sono le volte in cui e' stata osservata, fotografata, riprodotta su televisioni, giornali e riviste, perche' si tratta di quella via che s'inerpica su di una collina con percorso a zig zag contornata da cipressi.
E' la strada che e' usata assai spesso per la pubblicita' delle autovetture: assolutamente inconfondibile. Ancora pochi sanno, pero', che Lucciola Bella e' una Riserva Naturale della provincia di Siena, nella quale l’elemento saliente e' certamente costituito dal paesaggio dei calanchi e soprattutto delle biancane, forme erosive, che ospitano importanti ed esclusivi aspetti vegetazionali ed ornitologici. La famosa strada con i cipressi, che porta al casale dell'Agriturismo Lucciolabella, e' stata ideata dall’architetto Cecil Pinsent, lo stesso che si occupo' della realizzazione della Villa e dei giardini della Foce. La Riserva Naturale, che comprende un ampio territorio (1.165 ettari) incontaminato che dalle colline dove si trova l'agriturismo si estende fino agli alvei del fiume Orcia e di un suo affluente, il Formone, prende il nome proprio dal podere di Lucciola Bella. 573
Nel Pianoro delle Checche, a lato della strada Provinciale n. 53 della provincia di Siena (la Orcia - Socenna), al km. 6 + 500, nel tratto compreso fra la Grancia di Spedaletto e il valico della Foce, a poca distanza dall'Agriturismo delle Checche, si trova la monumentale Quercia delle Checche, una roverella (quercus pubescens) ultra secolare (si dice che abbia quattrocento anni), censita tra le piante monumentali d'Italia. Il toponimo deriva dal soprannome (checche) con il quale sono chiamate le gazze in dialetto toscano. Straordinarie sono anche le sue dimensioni: circonferenza del tronco 4,50 metri, altezza 22 metri, diametro della chioma 19 metri. Cresce a pochi metri dalla strada e la sua chioma colossale e' visibile da grande distanza. Siamo in una zona splendida, la Val d’Orcia dichiarata Patrimonio mondiale dell’Umanita' dall’Unesco. 641 - QUERCIA DELLE CHECCHE
Giorno 6
Monticchiello e Lucignano d’Arbia
Monticchiello e' un borgo medioevale del comune di Pienza, in Val d’Orcia, nel quale e' possibile ammirare vie e piazze ristrutturate ed adornate di fiori, con al centro la pieve gotico - romanica dei Santi Leonardo e Cristoforo. L’accesso principale avviene da Porta S. Agata: la Rocca e' posta nel punto piu' alto della collina ove sorge il borgo. Ad essa, eretta nel 1260, resta solo il possente cassero senese con mura scarpate e dotato d'apparato a sporgere su beccatelli in pietra, si raccordavano le mura. Quest'ultime, per gran parte conservate, erano dotate di camminamento di ronda sorretto da beccatelli in pietra e intervallate da torri di varie dimensioni: sette sono ancora integre.
Monticchiello e' universalmente noto per il Teatro Povero, scritto, diretto e interpretato dalla gente del paese, dove i cittadini, recitando se stessi, testimoniano la propria realta', le autentiche situazioni esistenziali e sociali. Per questo e' stato definito “teatro - verita'", "teatro -vita". I cittadini di Monticchiello, recitando se stessi, testimoniano la propria realta', le autentiche situazioni esistenziali e sociali. 642 - MONTICCHIELLO
Lucignano d'Arbia e' una frazione del comune di Monteroni d'Arbia. Il borgo medievale di Lucignano sorge su una collina situata nella valle bagnata dal fiume Arbia: per chi, venendo da Siena, percorra la strada statale n. 2, il poggio appare sulla sinistra, circoscritto da un lato dall'Arbia e dall'altro dalla strada medesima. La strada e' la Via Cassia: in questa zona, come in tante altre, il percorso della statale Cassia coincide con quello dell'antica via Francigena, la piu' importante strada medievale che collegava Roma con la Francia e l'Europa centrale. Sicuramente questo borgo, come pure la vicina Monteroni, dovette la sua fortuna proprio alla presenza di tale strada, percorso di pellegrinaggio oltre che mezzo di collegamento con il nord. Anticamente il vecchio tracciato passava proprio per l'interno del paese attraversando le porte delle due torri. L’edificio piu' importante presente in paese e' la Pieve di S. Giovanni Battista, d'impianto romanico e piu' volte rimaneggiata che ha, d’interesse particolare, la copertura alla francese, messa in opera con archi in mattoni. 643 - LUCIGNANO D'ARBIA
Giorno 10
Val di Lima: Lugliano, Crasciana, Casabasciana e Cocciglia
Il borgo di Lugliano, prende il nome da un certo Lollis, colono romano insediatosi in quel luogo, in epoca tardo imperiale (Fundus Lollius - anus ) e compare per la prima volta, in un documento del 853. Dalla parte piu' alta del paese si gode un panorama che spazia dall’Appennino alle Alpi Apuane, dalle Pizzorne a tutto il fondo valle. Lugliano conserva antichi aspetti ed architetture al suo interno: nelle fondamenta delle attuali case si possono riconoscere i basamenti della vecchia struttura medievale. All’inizio del paese si puo' vedere la chiesa intitolata a S. Iacopo, patrono del paese.
Il nome di Lugliano e' diventato famoso in tutta Italia per un triste episodio che qui e' avvenuto il 16 ottobre 1983: venne rapita la piccola Elena Luisi, di diciassette mesi, e questo fatto commosse tutta la nazione. Fortunatamente, pero', la bambina fu liberata dalla polizia il 25 novembre successivo e poté ritornare a casa sana e salva. 636
Crasciana e' un paese dell’Alta Val di Lima, nel comune di Bagni di Lucca, e si trova alla pendici del monte Battifolle: vanta antiche origini, tanto che il primo documento che ne attesti l’esistenza risale addirittura all’anno 824; si tratta di una pergamena nella quale il vescovo di Lucca, Pietro, allivella dei beni a un certo Luppolo de Marciana. Oggi dell’antico castello non vi e' piu' traccia, fatta eccezione per una porta presso la chiesa, che, nonostante sia stata rimaneggiata nel tempo, alla sua destra conserva sempre due feritoie per la sua difesa. La chiesa parrocchiale del borgo, in origine, era posta in un luogo isolato, tra le selve, poco piu' in basso del paese, ed era dedicata a S. Frediano, ma nel XIV secolo, in seguito allo sviluppo del borgo, la comunita' decise di costruirne una nuova in un luogo piu' sicuro, vicino alla rocca: tale edificio venne intitolato ai Santi Jacopo e Frediano, denominazione che mantiene tuttora. 637
Casabasciana e' situata a 550 m. s.l.m., dista dal capoluogo comunale di Bagni di Lucca nove chilometri e mezzo ed e' raggiungibile dalla Statale del Brennero, prendendo il bivio in localita' Fabbriche di Casabasciana. Il nome del paese e' d’origine romana: deriverebbe dal colono Bassius vissuto nella tarda romanita' e da qui Casa = capanna, bassiana (di Bassius) = Casabasciana.
Sono ormai cinquecento anni che la pieve dei SS. Quirico e Giulitta e' divenuta la chiesa parrocchiale di Casabasciana: anticamente la chiesa parrocchiale era la Pieve vecchia, che si trova piu' in basso, a circa mezzo chilometro dal paese. Poi, per maggior comodita' di tutti i paesani e anche dei sacerdoti, si comincio' a celebrare la messa nell’Oratorio di S. Pietro, dentro le mura del castello di Casabasciana, fino a che, nel XVI secolo, lo stesso l’Oratorio non fu ingrandito per divenire l’attuale pieve.
La vecchia pieve dei SS. Quirico e Giulitta, dedicata anche a S. Giovanni, sorge in una localita' isolata, lungo la strada che dal torrente Lima risale verso il paese di Casabasciana. L´edificio, che risale all’Alto Medioevo, conserva la struttura romanica del XII secolo, che si caratterizza per la semplicita' dell’architettura e delle tecniche costruttive. 638 - CASABASCIANA
Cocciglia e' un piccolo borgo della Val di Lima, situato a 330 m. s.l.m. Vanta origini assai antiche: infatti, il toponimo deriva dal colono romano Cocilius. E’ citato per la prima volta in una pergamena del 985 e, successivamente, in un atto della contessa Matilde di Canossa del 1105. Dell’antico castello restano soltanto pochi resti: l’edificio piu' importante e' la chiesa parrocchiale di S. Bartolomeo, eretta nel XIV secolo in sostituzione del piu' antico oratorio di S. Michele, tuttora esistente.
Sotto il paese il torrente Lima si restringe dando origine alle Strette di Cocciglia, canyon generato dalla forza delle acque. Soprattutto quando i nevai si sciolgono, le acque si gonfiano, si attorcigliano e scavano sculture naturali nelle gole della Lima. Le Strette si trovano in localita' Ponte Nero, dove si trova anche l’Oratorio di S. Rocco, eretto nel 1532. 639 - COCCIGLIA
Giorno 15
Roseto Botanico “Carla Fineschi” di Cavriglia
Il
Roseto Botanico "Carla Fineschi"
di Cavriglia e' un giardino botanico di grande bellezza, in cui e' presente una delle piu' grandi collezioni di specie di rose ed e' uno dei pochi giardini privati, di tale dimensione, che esistono al mondo. L'impostazione del roseto e' dettata dalla tradizionale struttura botanica, pertanto le rose sono state piantate in spazi separati e suddivise in sezioni, specie e sottospecie e ibridi. Ogni pianta e' contraddistinta da un cartellino contenente le informazioni identificative di base (il nome botanico, l'anno di introduzione in Europa, la possibilita' o meno di produrre ibridi). Il roseto attualmente contiene 7000 varieta' di piante uniche, alcune delle quali si pensavano estinte, ed e' possibile affermare che grazie a tale quantita' di piante, in esso e' rappresentata la storia della rosa con tutti i suoi riferimenti culturali e scientifici. Il Roseto di Cavriglia e' il risultato di piu' di trenta anni di lavoro del Prof Gianfranco Fineschi che lo ha dedicato a sua moglie Carla. 504 - ROSETO BOTANICO CARLA FINESCHI
Giorno 18
Pieve di S. Pietro a Gropina
La
Pieve di San Pietro a Gropina
e' la chiesa piu' visitata di tutta la provincia di Arezzo: e' una splendida costruzione romanica con caratteristiche molto particolari, con splendidi capitelli, con un pulpito unico e con una chiesa d'origine longobarda che si trova sotto il pavimento di quella attuale.
Al visitatore la Pieve si presenta con semplice facciata che ripete la tripartizione interna, eseguita in muratura di pietra arenaria a filaretto: l'interno e' a tre navate e racchiude il pulpito, che e' il coronamento di tutta la bellezza artistica della Pieve.
Questa e' un'opera mirabile, unica e antichissima (addirittura dell'VIII sec.), un'opera in cui l'arte diviene simbolismo e mistero: la forma particolare delle colonne, intrecciate, esprime il piu' grande mistero della fede: la Trinita' di Dio, perché esiste un Dio in tre persone uguali e distinte, Padre e Figlio, espressi con le due colonnine annodate, e Spirito Santo, il cui simbolo e' il nodo. 75 - PIEVE DI S. PIETRO A GROPINA
Giorno 26
Monte Croce
Il
monte Croce
, vetta delle Alpi Apuane, e' privo di vegetazione ma nel mese di maggio i suoi prati assumono una veste inconsueta e meravigliosa: si coprono completamente di giunchiglie facendo assistere, a chi ha la fortuna di salirvi in questo periodo, ad un vero spettacolo della natura. Un'antica leggenda apuana narra che le giunchiglie altro non sono che le lacrime versate da una giovane pastora in ricordo del suo amato morto in guerra e che ogni anno, la notte del due novembre, le anime dei due giovani amanti si ricongiungono sulla vetta della montagna. Voglio anche far notare che non appena spariscono le giunchiglie, il Croce si copre di asfodeli: anche questa e' una visione assai suggestiva.
In questo itinerario proponiamo di raggiungere questa montagna delle Alpi Apuane partendo dal piccolo borgo di Ontanelli situato a 1027 m. s.l.m., oltre la frazione di Palagnana, nella valle della Turrite Cava: dalla vetta del monte Croce (1314 m. s.l.m.) godiamo di un panorama stupendo che spazia dal Mar Tirreno a tante vette delle Apuane come il Matanna, il Nona, il Procinto e le Panie. 145 - MONTE CROCE
|