ALDO INNOCENTI
RELAZIONE WALKING DEL MESE DI APRILE 2010
Giorno 3
Farnocchia
Farnocchia
, 652 m. s.l.m., e' un paese dell’Alta Versilia nel comune di Stazzema: offre stupendi panorami su molte cime dell’Apuane (Matanna, Procinto, Forato, Pania e, soprattutto, Corchia), mentre a nord si trovano i monti Lieto e Gabberi. La piu' antica menzione risale al 789 in un documento dell'Archivio Vescovile di Lucca. La chiesa, intitolata a S. Michele Arcangelo, nella struttura originaria risale a prima del Mille.
Questo borgo, come altri dell’Alta Versilia, nell’estate del 1944 subi' la ferocia delle truppe naziste. Il 31 luglio 1944 una squadra di soldati tedeschi arrivo' a Farnocchia e diede l'ordine di evacuare immediatamente il paese. Fallito il tentativo del parroco Don Lazzeri, che meritera' la medaglia d'oro al valor militare il 12 agosto a Sant'Anna di Stazzema, di prendere tempo per dare la possibilita' alle famiglie di Farnocchia di portarsi dietro l'indispensabile il paese divenne in breve deserto. I partigiani, intervenuti, riuscirono farli fuggire dopo una cruenta battaglia. I tedeschi ebbero la loro rivincita sette giorni piu' tardi e, decisi a non far passare impunito lo smacco subito, l'8 agosto salirono di nuovo a Farnocchia: la squadra partigiana presente venne annientata ed il paese bruciato. 620 - FARNOCCHIA
Giorno 6
Le Balze
Il paese de
Le Balze
, situato a ridosso del monte Fumaiolo, nell’Appennino tosco – romagnolo, é un luogo di villeggiatura situato a 1090 m. s.l.m., in un ambiente di grande valore naturalistico, vicino alle sorgenti del fiume Tevere. Deve il nome alle alte rupi rocciose che lo sovrastano e l'origine ad un fatto miracoloso: narra la tradizione che il 17 luglio del 1497 la Madonna apparve a due pastorelle e l'una cieca, riacquisto' la vista, l'altra muta la parola. Da allora ai piedi della scogliera, intorno al masso ove avvenne il prodigio, fu costruito un piccolo oratorio e cominciarono a nascere le prime abitazioni, e poco a poco vi confluirono gli abitanti dai piccoli e scomodi castelli circostanti. La buona ricettivita' alberghiera e la natura circostante ne fanno luogo ideale per vacanze estive e invernali. Nei pressi del paese, a circa 1 h. di cammino, si trova il suggestivo
Eremo di S. Alberico
. 622 - LE BALZE
Giorno 10
Empoli
Empoli
e' il capoluogo della Valdelsa: e' una citta' che vanta antiche origini, come testimonia il centro storico con piazza Farinata degli Uberti, circondata da portici e con al centro la fontana in marmo di Luigi Pampaloni, sulla quale s’affacciano i piu' importanti edifici storici come la Collegiata di Sant’Andrea, il Palazzo Pretorio ed il Palazzo Ghibellino.
In questa citta' sono nati due personaggi famosi come il pittore Jacopo Carrucci, detto il Pontormo e la cui casa natale e' stata recentemente restaurata ed aperta al pubblico, e Ferruccio Busoni, pianista e compositore d'inizio del XX secolo, di cui e' possibile ammirare la casa, oggi sede del Centro studi Busoniani. Empoli e' conosciuta anche per la secolare tradizione nella lavorazione artistica ed artigianale del vetro, che tutt'oggi rappresenta una delle attivita' maggiori di tutta l'area, realizzando vetri colorati e bianchi oltre al cristallo ed al tradizionale vetro verde empolese. Inoltre e' stata un mercato fiorente di prodotti agricoli, tanto da dare il nome ad una varieta' commerciale di carciofo. Sempre nell'ambito alimentare da ricordare la produzione di gelato industriale mentre assai importante e' l’industria di confezioni che ricevette notevole impulso dalle commesse per la produzione di cappotti e impermeabili durante la prima guerra mondiale e che seppe poi svilupparsi notevolmente. 621 - EMPOLI
Giorno 12
Montecatini Val di Cecina e Querceto
Montecatini Val di Cecina
ha tutte le prerogative per essere annoverato tra i piu' genuini borghi della Toscana. Arroccato su una delle ultime propaggini meridionali delle colline pisane, separato da Volterra dall’ampia valle del Gagno e circoscritto a sud dalla valle del cecina, il borgo ebbe in epoca feudale notevole importanza militare: ne sono testimoni la possente torre che si erge al culmine dell’altura e tutto il complesso abitativo che intorno ad essa si raccoglie. La piazza principale dell'antico borgo costituisce senz'altro uno degli angoli piu' genuini d'architettura medioevale toscana: su di essa s’affacciano la chiesa di S. Biagio e il Palazzo Pretorio, attualmente sede del Centro di Documentazione del Museo delle Miniere. Domina l’abitato la Torre dei Belforti, costruzione con base quadrangolare e a scarpata, fatta erigere nel sec. XI dalla famiglia Belforti, signori di Volterra e di Montecatini Val di Cecina.
A Montecatini Val di Cecina e' legata la miniera di rame che ha dato il nome ad una delle maggiori industrie estrattifere europee, la Montecatini, meglio conosciuta in seguito, dopo la fusione con l'Edison, come Montedison. In effetti la miniera, i cui resti sono ancora ben visibili a meno di un chilometro dal capoluogo, in localita' Caporciano, ha segnato una tappa storica nel campo delle attivita' estrattive. Nel periodo di massima attivita', dal 1827 al 1907 (anno della sua chiusura), e' stata la miniera di rame piu' grande d’Europa. 623 - MONTECATINI VAL DI CECINA
Querceto
e' un piccolo borgo situato nel territorio del comune di Montecatini Val di Cecina. Il toponimo deriva con tutta probabilita' dalle piante di querce, assai numerose nella zona.
Il castello Ginori Lisci e' l’edificio simbolo del paese. I marchesi Ginori, famosi per la Manifattura di porcellane di Doccia, hanno una lunga storia: nel 1786 Francesca Lisci sposo' il Marchese Lorenzo Ginori ed, essendo l'ultima discendente della sua famiglia, lascio' al figlio Carlo Leopoldo tutti i suoi beni, tra cui la tenuta di Querceto. Quest'ultimo, per rispettare la volonta' della madre, aggiunse il cognome dei Lisci a quello dei Ginori. Il castello, come si presenta attualmente, e' frutto di lavori effettuati nel corso dei secoli. I marchesi Ginori a Querceto hanno una vasta tenuta, 2000 ettari, 700 dei quali coltivati a seminativi ed i restanti a bosco: grazie all’iniziativa del Marchese Lionardo Lorenzo Ginori Lisci e del nipote Luigi Malenchini, dal 1999 la famiglia ha dato inizio all’attivita' vitivinicola. Sono stati realizzati cosi' 15 ettari di vigneto specializzato, iscritto alla D.O.C. Montescudaio. 625 - QUERCETO
Giorno 15
Montegemoli e Pomaia
Montegemoli
e' un antico borgo della Val di Cecina che si raggiunge da una diramazione della statale 68 nei pressi di Saline di Volterra. Questo castello, situato su un costone gessoso tra le vallate del fiume Cecina e il suo affluente Trossa, era anticamente conosciuto come Mons Gemmulis, probabilmente per i cristalli di salgemma detti gemmoli. Il paese ha una storia ricca di passaggi di mano causa dell'interesse strategico che aveva per il controllo della via del sale e dei depositi salini presenti sul suo territorio, gia' noti in epoca etrusca e romana. Vale la pena di ricordare che la Strada Statale 68 (ora Strada Regionale) che unisce Volterra a Cecina e' nota come Salaiola proprio perché anticamente vi transitava il sale.
Il borgo conserva ancora la struttura di rocca fortificata: su tutto svetta la torre medioevale di forma cilindrica, che si trova sul lato nord. Per visitare il paese il miglior ingresso e' a sud: salendo una scalinata si giunge alla piazzetta della chiesa ricavata sui resti della seconda torre, gemella della superstite. Qui troviamo la chiesa di San Bartolomeo che risale al secolo XIII. 624 - MONTEGEMOLI
A
Pomaia
, in provincia di Pisa, a circa 7 km. da Vada, dal 1976 si trova l'Istituto Lama Tzong Khapa, il
più importante centro buddhista in Italia ed uno dei maggiori in Europa
L’Istituto ha sede in un’ampia palazzina - costruita in due fasi nel XVIII e XIX secolo e completamente ristrutturata vent’anni fa – dotata di sale di meditazione, sale da pranzo, biblioteca e camere per gli ospiti, attorno alla quale si trovano la villetta dei lama residenti ed una ventina di cottage in legno per gli ospiti e, in particolare, per coloro che svolgono dei ritiri di meditazione. Intorno al centro si è formata una comunità di monaci e laici, dediti allo studio e alla pratica degli insegnamenti del Buddha secondo il lignaggio di Lama Tzong Khapa. Chiunque si rechi a visitare l'Istituto, anche se per un solo giorno, è tenuto ad osservare delle regole di comportamento: per il buddismo il comportamento etico è la base di tutte le realizzazioni della mente. Senza moralità non è possibile la concentrazione, senza concentrazione non è possibile la meditazione, senza meditazione non è possibile lo sviluppo della saggezza. 411 - POMAIA: IL PIU' GRANDE CENTRO BUDDISTA D'ITALIA
Giorno 19
Ville Medicee di Castello e di Pietraia
La
Villa di Castello
fu acquistata verso la fine del XV secolo da Lorenzo e da Giovanni Pier Francesco dei Medici, che l'ampliarono e l'arricchirono d'opere d'arte. Alla morte di Giovanni di Pierfrancesco la Villa fu ereditata dalla vedova e dal figlio Giovanni delle Bande Nere, che vi risiedé con la moglie Maria Salviati e il figlio Cosimo. Intorno al 1540 , Cosimo I commissiono' a Niccolo' Tribolo il progetto del giardino, considerato dal Vasari uno dei piu' ricchi giardini d'Europa.
Alla villa si arriva tramite un viale alberato perpendicolare alla via Sestese che termina in un grande piazzale erboso semicircolare, circoscritto da un basso muretto di cinta. L'accesso al giardino avviene attraverso un grande cancello posto sulla sinistra della villa. Il giardino rappresenta uno degli esempi meglio conservati di giardino all'italiana. La prima terrazza, che puo' essere considerata un proseguimento esterno della villa, e' caratterizzata da un disegno con 16 aiuole pressoché quadrate al cui centro si trova una bella vasca su gradini, opera del Tribolo sulla quale e' posta la statua di Bartolomeo Ammannati raffigurante Ercole ed Anteo. Nelle serre vengono collocate in inverno le centinaia piante rare di agrumi ricavate da speciali innesti. In questo spazio si apre la splendida Grotta degli Animali, a cui s'accede da un portale fiancheggiato da due colonne tuscaniche. 626 - VILLA MEDICEA DI CASTELLO
Villa La Petraia
e' una delle piu' affascinanti ville medicee, per la felice collocazione nel paesaggio, per l'eccellenza delle decorazioni pittoriche, per la rigogliosa natura del parco. Distante pochi chilometri da Firenze e' la tipica residenza suburbana, rifugio per i granduchi della famiglia Medici dalle fatiche della citta'. Un antico edificio fortificato, di cui resta ancora la grande torre, fu ingrandito verso la fine del Cinquecento per realizzare l'attuale villa e il terreno circostante fu sbancato per inquadrarla nel bellissimo giardino a terrazze. Il cortile della villa, coperto nell'Ottocento, e' decorato con affreschi del Volterrano e di Cosimo Daddi. La famosa scultura bronzea del Giambologna raffigurante Venere - Fiorenza, che completava l'omonima fontana posta anticamente nel giardino della villa di Castello, e' ora collocata all'interno per garantirne la conservazione. 627 - VILLA MEDICEA LA PETRAIA
Giorno 22
Castelnuovo Berardenga e Monastero d’Ombrone
Territorio d'antico insediamento, la
Berardenga
prende il suo nome dal nobile Berardo, di stirpe franca, vissuto nella seconda meta del X secolo e discendente da quel Guinigi da Lucca che, tra l'867 e l'881, era stato Conte di Siena.
Castelnuovo
sorse al centro del vasto territorio della Berardenga: l’origine di Castelnuovo si deve pero' all’iniziativa di Siena, il cui Consiglio Generale, nel 1366, delibero' la costruzione di Castel Nuovo, in una posizione strategica ai confini del contado senese.
Il paese risulta diviso in due parti, quella alta del Castello e quella bassa del Borgo: lo sviluppo urbanistico si verifico' a partire dalla seconda meta' del Settecento, per iniziativa soprattutto dei conti Chigi Saracini. Tra i primi interventi vi fu l’organizzazione dei vasti possessi della famiglia intorno alla fattoria della Madonna di Provengano (oggi Fattoria Chigi - Saracini), la cui sede fu posta subito fuori dell’abitato di Castelnuovo; segui' la costruzione, promossa da Galgano Saracini, della Villa e del vasto parco annesso, situati nella parte alta del paese. Per iniziativa dello stesso Galgano vennero costruite la Chiesa Parrocchiale dei SS. Giusto e Clemente e la Cappella della Villa. 628 - CASTELNUOVO BERARDENGA
Monastero d’Ombrone
e' un piccolo e caratteristico borgo, completamente recuperato ad uso turistico e ricettivo, situato all’estremita' del territorio di Castelnuovo Berardenga. Il complesso e' formato da piu' corpi di fabbrica aggregati a schiera. La fattoria e' costituita da un fabbricato situato sul lato nord - ovest del complesso di Monastero ed e' stato completamente ristrutturato nei primi del Novecento in stile neomedievale. Nel borgo si trova la Chiesa di S. Salvatore: questa e' formata da una modesta aula rettangolare coperta con capriate lignee a vista. Nella facciata si conservano, sulla destra dell’attuale ingresso, le tracce di un portale medievale con arco a tutto sesto e mensola d’imposta.
La prima menzione di questo castello risale al 1044. Dai primi del XII secolo fino all’inizio del XIV fu sede di un ramo della famiglia dei Berardenghi e nel 1202 inizio' a far parte del sistema amministrativo del Comune di Siena. Nell’anno 1208 fu assediato, senza esito, dai Fiorentini e nel 1270 venne conquistato da Guido di Monfort. Dal 1427 al 1484 sono documentati, per iniziativa del Comune di Siena, interventi di rafforzamento della cinta muraria, con l’aggiunta di scarpe, coronamenti e un rivellino. 629 - MONASTERO D'OMBRONE
Giorno 28
Badia Monastero e castello di Meleto
Badia Monastero
, detta anche
Badia Berardenga
o
Badia d’Ombrone
, attualmente e' una villa fattoria situata nel comune di Castelnuovo Berardenga, ma un tempo era un grande complesso formato da abbazia e chiesa: nei primi del Novecento le antiche strutture sono state interessate da un intervento radicale, volto alla completa ridefinizione dei prospetti secondo un gusto eclettico di forme neogotiche e neorinascimentali. Sul lato est della villa e' situato il giardino, al quale si accede attraverso un ponte ligneo. L’accesso principale al cortile e' costituito da un monumentale portale formato da un arco a tutto sesto impostato su capitelli fogliati e stipiti modanati. La chiesa di S. Salvatore a Badia Monastero ha seguito le vicende dell’abbazia. Nel 1698 venne ricostruito l’altare maggiore e furono intonacate le pareti della chiesa. Nel 1720 il complesso fu restaurato per iniziativa del vescovo di Siena Alessandro Zondadari, il quale fece demolire alcune fortificazioni esistenti. Nei primi dell’Ottocento, a seguito della soppressione ordinata dal governo francese, il convento e i possedimenti rimasti, ad eccezione della chiesa e della casa canonicale, vennero alienati a Giulio Ranieri Piccolomini. Nel 1806 la navata della chiesa fu ridotta di circa meta' della sua lunghezza tanto che il campanile ne rimase staccato. 630 - BADIA MONASTERO
Il
castello di Meleto
si trova a poca distanza da Gaiole in Chianti: fu costruito nell’XI secolo dal nobile senese Guarnellotto dei Mezzolombardi, passato alla storia come un fiero ed acerrimo nemico dell’imperatore Federico Barbarossa. Attualmente nel castello ha sede una nota azienda vinicola sia di Chianti Classico Gallo Nero e sia di pregiati rossi IGT come il Fiore ed il Rainero. L’itinerario per il castello di Meleto non è ancora pronto |