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ALDO INNOCENTI
RELAZIONE WALKING DEL MESE DI SETTEMBRE 2009
Giorno 7
Badia Tedalda
Siamo andati a trovare l’amico Dr. Augusto Tocci, che per tutta l’estate è
stato presente il giovedì mattina sulla Rai a “Uno Mattina” e che sarà presente
anche durante la trasmissione “Uno Mattina” che andrà avanti da ora fino a
giugno. Non solo, ma in questa stagione televisiva sarà presente anche durante
alcune puntate di “Linea Verde”: è sicuramente un grande, per noi è il
“Maestro”. Con lui siamo andati alla ricerca di tartufi: in questo periodo si
trova il tartufo nero, detto “Scorzone”. Abbiamo alloggiato nell’agriturismo
della figlia Teresa, il “Casalone”, che si trova nella frazione di San
Patrignano, a pochi km. dal capoluogo comunale di Badia Tedalda.
Badia Tedalda e' il paese dove e' nato e abita il mitico Dr. Augusto Tocci, per
me e tanti altri “il maestro”, nel senso di maestro di vita: una persona unica,
eccezionale, per cui mi sento onorato di poter godere della sua amicizia. Badia
Tedalda, 750 m. s.l.m., si trova in provincia di Arezzo ma fisicamente fa parte
del territorio marchigiano del Montefeltro perché si trova oltre lo spartiacque
appenninico, all’inizio della Val Marecchia. Il paese e' raggiungibile da
Sansepolcro attraverso il Passo di Viamaggio, dove transitava la strada che
univa Arezzo a Rimini, l’antica Via Maior, strada che ha dato il nome al passo
stesso: a Badia Tedalda nella chiesa di San Michele si trovano alcune ceramiche
robbiane.
Montebotolino e' un piccolo paese: un gioiello incastonato nell’Alta Val
Marecchia a 998 m. s.l.m., formato da poche case, ancora ben conservate. Degna
di nota e' la chiesa parrocchiale di S. Tommaso apostolo, edificio costruito
sui resti di un antico castello, che conserva al suo interno una terracotta
robbiana raffigurante l’apostolo Tommaso che tocca il costato di Gesu',
terracotta che si chiama appunto “L’incredulita' di S. Tommaso”. Stupendo e' il
panorama che si gode da quassu': infatti il paese e' affacciato su uno
strapiombo spaventoso ed affascinante che si chiama, per contrasto, Paradiso.
442 - BADIA TEDALDA E MONTEBOTOLINO
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Giorno 8
San Marino
Partendo dall’Agriturismo “Il Casalone” della famiglia Tocci, situato nella
frazione di san Patrignano di Badia Tedalda, siamo andati a visitare la
Repubblica di San Marino.
Visitate San Marino.
Giorno 9
San Leo
Partendo dall’Agriturismo “Il Casalone” della famiglia Tocci, situato nella
frazione di san Patrignano di Badia Tedalda, siamo andati a visitare San Leo.Il
possente masso calcareo di San Leo, trasportato nel Miocene dal Tirreno verso
l'Adriatico, con le pareti scoscese, costituisce di per sé una fortezza
naturale: qui storia e leggenda si intrecciano. Sulla sua rupe, alta 650 m.,
popolazioni antichissime trovarono valido rifugio, ma solo quelle di eta'
romana lasciarono qualche testimonianza: la stesso toponimo ci conferma che gli
stessi romani lo chiamavano "Mons Feltrius" per la presenza sulla rupe di un
tempio dedicato a Giove Feretrio. Montefeltro si chiamera' finché diverra' S.
Leo in onore del dalmata Leone, che trasferitosi qui per lavoro, ben presto
acquisto' fama di santo per la sua vita di fervente cristiano. Con questo nome
sara' famosa solo qualche secolo piu' tardi e intanto dovra' far fronte alle
invasioni di popoli barbari, alle vicende fortemente depressive del periodo
alto medievale, alla dominazione bizantina e franca, alle lotte feudali per il
suo possesso. La casata dei Carpegna prima, quella dei Montefeltro e dei Duchi
d'Urbino poi, daranno un assetto politico e territoriale al feudo. Nel 1500
subentrarono i Della Rovere e nel 1600 lo Stato Pontificio. Qui fu rinchiuso il
famoso Conte Cagliostro che per 4 anni e mezzo rimase in completo isolamento
nella cella detta “pozzetto". Cosi' arrivera' ai tempi nostri e nel 1860, con
l'Unita' d'Italia, questa parte di Romagna verra' inglobata insieme ai domini
urbinati alle Marche. fortezza, i in un digradare di paesaggio dagli Appennini
al mare; un accavallarsi di vetuste case fra una superba rocca e un'occhiuta
torre campanaria; un intrecciarsi di storia e leggenda, di sacro e profano, fra
orride carceri e pievi: tutto questo e' San Leo. Il Bembo lo definisce
"mirabile arnese di guerra". I fasti politico - militari di San Leo cessarono
nel 1631 quando, estintasi la famiglia ducale di Urbino, il territorio passa
allo Stato Pontificio. La rocca, cessata la sua funzione militare, viene
degradata a carcere. In essa finisce i suoi giorni, tra gli altri, Giuseppe
Balsamo, meglio conosciuto come Conte di Cagliostro, figura enigmatica e piena
di fascino, intorno alla quale si e' dispiegata una vasta letteratura.
346 - SAN LEO
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Giorno 13
Montalcino
Essendo a conoscenza del fatto che in questa settimana di metà settembre si
teneva la “Sagra del Miele”, ci siamo recati a Montalcino. Montalcino e' un
borgo arroccato su un colle a 567 m. s.l.m. su una dorsale esterna della Val
d’Orcia ed e' noto in tutto il mondo per il suo vino: il Brunello, primo vino
italiano ad avere ottenuto la D.O.C.G. (denominazione di origine controllata e
garantita). Il borgo domina tutta la campagna circostante, arroccato su un
colle sul quale campeggia l'imponente Fortezza trecentesca dalle cui torri si
gode uno splendido panorama: lo sguardo, nelle giornate limpide, puo' spaziare
oltre i territori della Toscana meridionale, fino a lambire quelli del Lazio.
Nel dedalo dei vicoli, tra botteghe artigiane, piccoli caffe' e rivendite di
prodotti alimentari tipici, da vedere sono il Palazzo Comunale, il Palazzo
Vescovile che ospita i Musei Riuniti, l'antico Crocefisso di Sant'Antimo e le
chiese di Sant'Agostino, Sant'Egidio e San Francesco, tutte costruite tra il
XIII e il XIV secolo, oltre al Santuario della Madonna del Soccorso.
Ma, forse, Montalcino e' famosa nel mondo piu' che per le sue pur notevoli
bellezze storiche ed artistiche, per il suo vino, il celeberrimo Brunello, nato
dall'ingegno di Ferruccio Biondi Santi che invece di miscelare le uve bianche e
rosse per creare il vino, scommise sulla vinificazione in purezza, affidando al
solo Sangiovese (o meglio ad un suo clone attentamente selezionato, il
Sangiovese grosso) la speranza di ottenere un vino superiore. Ebbe ragione: il
successo del Brunello sconvolse i canoni della viticoltura ed ebbe l'onore di
essere il primo vino italiano ad ottenere la DOCG. Il Brunello deve invecchiare
almeno 4 anni in botti di rovere (5 anni per ottenere la riserva) ed un grado
alcolico compreso fra 12,5 e 13,5i svolge in forte salita e il dislivello
totale e' di circa 500 metri, lunghezza 14 chilometri, tempo necessario per
effettuare l’escursione circa 3 h. e 30 minuti. Oltre le emergenze storico
artistiche, incontriamo un ambiente quasi montano, con alte colline fittamente
ricoperte da vegetazione che, verso Montalcino, assume le caratteristiche di
macchia mediterranea; a meta' itinerario iniziano i bei vigneti che hanno
contribuito alle fortune della zona.
156 - MONTALCINO
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Giorno 15
Greve in Chianti
Il borgo di Greve in Chianti per secoli e' stato identificato come Mercatale a
Greve perché tradizionale luogo di mercato, ubicato sul fondovalle, in
prossimita' del corso d’acqua della Greve e del tracciato della via Cassia che
univa Firenze a Siena, e che costituiva una sorta di punto di raccolta per la
popolazione di molti villaggi e castelli della zona. La prima notizia sicura su
questo mercatale e' del 4 marzo del 1300, ma si pensa che sia nato addirittura
durante il XIII secolo. La piazza, oggi dedicata a Giacomo Matteotti e dalla
caratteristica forma a imbuto, circondata da loggiati, e' il centro della vita
del paese: su di essa si affacciano gli edifici piu' importanti, il Palazzo
Comunale, la chiesa di santa Croce e il monumento dedicato al grande navigatore
Giovanni da Verrazzano, nato nel castello di Verrazzano, che dista pochi km. da
Greve. Greve si trova nel territorio del Chianti Classico che e' formato da 9
comuni compresi tra le province di Siena e Firenze, di cui 4 interamente
inclusi nei confini storici del Gallo Nero: sono quelli seguiti dal suffisso in
Chianti, Greve in Chianti (Fi), Radda in Chianti (Si), Castellina in Chianti
(Si) e Gaiole in Chianti (Si). E proprio al Gallo Nero a Greve hanno dedicato
un monumento che si puo' osservare in via Vanghetti.
509 - GREVE IN CHIANTI
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Giorno 20
Castello di Verrazzano
Il Castello di Verrazzano si trova a pochi km. da Greve in Chianti: il toponimo
Verrazzano e' noto in tutto il mondo perché qui e' nato il famoso esploratore
Giovanni da Verrazzano, colui che scopri' per primo la baia di New York e che
mori' tragicamente, assalito e divorato dagli indigeni. A lui e' dedicato uno
dei piu' famosi ponti del mondo, il Ponte da Verrazzano a New York, la cui
immagine e' resa celebre quando vi transitano sopra le migliaia di partecipanti
alla Maratona della grande citta' americana. La famiglia dei Verrazzano e'
stata proprietaria dell’omonimo castello per circa mille anni: dal IX secolo
fino all’anno 1819, quando si estinse. Il Castello, che nel corso dei secoli
ando' spegnendosi, ha ritrovato oggi l'antico splendore: non e' possibile
visitarlo perché di proprieta' privata, ma e' possibile effettuare, con vari
programmi, la visita alle cantine storiche, tuttora in uso, e ai giardini. La
visita si conclude sempre con una degustazione guidata di vini, i quali sono
prodotti al castello con il simbolo del Gallo Nero, che identifica il Consorzio
del Chianti Classico.
583 - CASTELLO DI VERRAZZANO
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Giorno 23
Colonnata
Colonnata, al centro di un grande bacino marmifero, e' famosa in tutto il mondo
per il marmo che vi si estrae e per il lardo che vi si produce. E' un borgo di
origine romana e il nome stesso deriva da colonia: vi vennero ad abitare coloro
che erano addetti ad estrarre il marmo, il famoso marmo lunense dei Romani,
cosi' detto perche' veniva caricato nel porto di Luni. Il Bacino di Colonnata
costituisce la parte orientale della regione marmifera carrarese e conta una
settantina di cava, di cui 44 attive, distribuite su una superficie di 500
ettari: l’accesso al bacino e' consentito da una strada asfaltata che risale la
valle del torrente Carrione, sede di numerose segherie per la lavorazione del
marmo, fino a giungere al paese di Bedizzano; da qui la strada, attraversando
un fitto bosco di castagni, corre lungo il versante orientale della valle ed in
breve giunge all’imbocco del bacino. In paese non si puo' entrare con l'auto
che va, invece, parcheggiata nei due piazzali posti all'ingresso del centro
abitato; le vie sono, infatti, molte strette, ripide, passano sotto
caratteristici archi e raggiungono il punto piu' alto nel luogo ove e' posta la
chiesa che risale al XII secolo e dove si trova il Monumento al Cavatore.
Comunque non si puo' visitare il paese senza fare una sosta nelle botteghe dove
si vende il lardo che sono assai numerose.
23 - COLONNATA
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