INNCENTI ALDO
RELAZIONE WALKING DEL MESE DI AGOSTO 2009
Giorno 5
Cardoso di Garfagnana, Castelnuovo di Garfagnana, Coreglia Antelminelli
Il borgo di Cardoso, Vicus Cardusius, toponimo di origine latina derivante da una pianta Cardus (presente nel luogo), trasformatosi nel corso dei secoli in Cardusium, Cardosi e infine Cardoso, e' citato per la prima volta in un documento nel 996. Provenendo da Lucca, Cardoso e' il primo paese della Garfagnana: all’interno dell'abitato si scoprono caratteristici vicoli, piazzette, severi portali in pietra e tipiche finestre ad altane. Di grande interesse e' poi la massiccia torre campanaria risalente al XIII secolo, che domina tutto il paese, oltre la suggestiva chiesa del 1220 intitolata a San Genesio. All'interno si trova anche un tabernacolo attribuito a Matteo Civitali. Stupendo il panorama sulla Valle del Serchio che si gode dal piazzale antistante la chiesa. Di fronte la chiesa sovrasta imponente il monte Penna, dove si trova anche la famosa grotta Buca di Casteltendine. Il paese e' ricco di fontane (ad esempio quelle della Piazza Nuova, Piazza Vecchia, della Foce, di Colle, della Grabbia e i Pozzi da Colli, conche naturali scavati nella pietra dall'erosione dell'acqua). Merita ricordare quella presso la Chiesa - Eremo di San Doroteo, sorgente che si dice scaturita improvvisamente per dissetare il Santo.
Il percorso trekking di questo itinerario inizia dal Valico di San Luigi, localita' posta nella vallata delle Turrite Cava in posizione assolata su antichi terrazzamenti: si trova nel comune di Fabbriche di Vallico. Transiteremo anche nei pressi della vetta del monte Penna, che raggiungeremo con una breve deviazione, e della Buca di Casteltendine, anche questa raggiungibile con breve deviazione. SWK 578nn
Situato a 274 m. s.l.m., alla confluenza del torrente Turrite Secca con il fiume Serchio, Castelnuovo di Garfagnana e' il capoluogo amministrativo della Comunita' Montana della Garfagnana, composta da sedici comuni, ed e' il capoluogo della Garfagnana stessa, meravigliosa e verde valle racchiusa tra i contrafforti dell'Appennino e delle Alpi Apuane. Le prime notizie storiche su questo borgo risalgono all'epoca longobarda, quando con il nome di Castro novo compare in una carta dell'archivio arcivescovile la fortezza di San Niccolao. In un altro documento pressoche' coevo e' ricordata la prima chiesa del paese, detta in vico Campulo, sulle cui rovine nel Seicento fu eretto il romitorio di Santa Maria del Piano, portato via da una piena del Serchio nell'Ottocento. Cittadina ricca di storia, dominio degli Estensi di Ferrara per diversi secoli, ha avuto tra i suoi governatori dal 1522 al 1525 il grande poeta Ludovico Ariosto, al quale e' intitolata la Rocca che si trova all'ingresso della parte antica. Tra gli altri monumenti degni di nota citiamo il Duomo di San Pietro e Paolo e la bellissima Fortezza di Monte Alfonso, distante circa 2 km. dal centro della citta', insigne monumento di rocca circondata da mura, posizionata su uno sperone roccioso a dominio sia della Valle della Turrite Secca sia della Valle del Serchio. SWK 405nn
Coreglia Antelminelli è un borgo adagiato sui contrafforti dell’Appennino: di antica origine, è famoso per i figurinai, persone che nei secoli passati andavano in tutte le parti del mondo a vendere le figurine di gesso che essi stessi facevano. Proprio in paese si trova il Museo delle figurine di gesso e dell’emigrante, che attesta come quest’arte delle statuine di gesso si fosse diffusa da qui in tutto il mondo. 581 - COREGLIA ANTELMINELLI
Giorno 15
San Quirico d’Orcia e Bagno Vignoni
Vorrei iniziare la descrizione dell’itinerario di San Quirico d’Orcia parlando di quella che è l’immagine più classica della Toscana e che tutti, ma proprio tutti, hanno visto: si tratta del classico quadrato di cipressi al centro di una distesa di grano verde; bene questo luogo magico lo si incontra al lato della via Cassia quando si sta per giungere a San Quirico provenendo da Siena. Infatti la mèta del nostro itinerario è facilmente raggiungibile da Siena percorrendo la statale 2 Cassia in direzione Roma. San Quirico d’Orcia è nata e si è sviluppata sulla via Francigena: sicuramente l’importanza che ha acquisito nel tempo è dovuta al fatto che questa importantissima strada transitasse proprio nel suo centro storico. Numerosi sono i siti artistici da visitare, tutti racchiusi all'interno delle mura: infatti San Quirico e' un esempio fra i piu' notevoli di struttura urbanistica medievale e conserva, nelle presenze architettoniche, numerosi segni della antica importanza. Attualmente San Quirico conserva buona parte della cinta muraria, mancante solamente della porzione nord orientale e di un tratto a sud. Sono in parte visibili ancora ben 14 torrette, alcune delle quali incorporate in altre strutture. Non esistono purtroppo resti delle porte a nord e a sud: conservata e particolarmente originale e' invece quella orientale. 296 - SAN QUIRICO D'ORCIA nn
Bagno Vignoni (306 m. s.l.m.) e' un piccolo borgo della Val d'Orcia che ha una caratteristica unica e inconfondibile: la piazza centrale non e' quella che comunemente si intende con questo termine bensi' una grande vasca termale d'acqua calda dove, fino a qualche anno fa, era possibile anche immergersi, cosa che ora, dopo la costruzione dello stabilimento termale, non e' piu' possibile fare; oltretutto si tratta anche di un borgo medioevale e la grande vasca gli conferisce una atmosfera veramente affascinante. Oggi Bagno Vignoni e' conosciuta ed apprezzata in tutto il mondo come rinomata localita' termale ed e' posta nel bellissimo comprensorio del Parco Artistico e Culturale della Val d'Orcia: la grande vasca rettangolare, dove si bagnarono Santa Caterina da Siena e Lorenzo il Magnifico, costituisce sicuramente un grande richiamo turistico. L'atmosfera che emana dalla vasca e' unica: nei freddi giorni d'inverno i vapori tiepidi che emanano dall'acqua avvolgono tutta la piazza di nebbia; e' questa atmosfera che ha mostrato il regista Andrei Tarkovsky nel suo celebre film Nostalghia.
Per gli amanti del trekking proponiamo un percorso che giunge a Bagno Vignoni partendo da Ripa d’Orcia: l’itinerario si snoda in prossimita' del fiume Orcia in un punto molto suggestivo, nei pressi di un vecchio ponte travolto da una piena dell’Orcia e di un antico mulino. La lunghezza del percorso e' di circa 6 chilometri, tempo necessario ad effettuarlo circa 1 h. e 30 minuti. 104 - BAGNO VIGNONI nn
Giorno 16
Piazza al Serchio e Maggianti della Garfagnana
Piazza al Serchio e' composta di piccoli borghi: a Borsigliana troviamo la chiesa di Santa Maria Assunta, in stile romanico che presenta sulla facciata un antico bassorilievo in pietra, proprio nel punto in cui vi era un vecchio portale di ingresso. All'interno della Chiesa troviamo un trittico quattrocentesco di Pietro da Talada, pittore del XV sec. Il fonte battesimale ed il tabernacolo sono del '500. A Petrognano si puo' ammirare la chiesa di San Biagio. Suggestivo edificio romanico attaccato ad un rilievo roccioso sul fondovalle, circondato dalle case del paese, risale al sec. X. A Piazza al Serchio troviamo Castelvecchio e Borgo Sala. Castelvecchio era un importante presidio militare di origine medioevale, del 1100. E' posto su un rilievo a strapiombo sul Serchio nei pressi dell'antico Borgo Longobardo di Sala. San Michele si trova a destra del fiume Serchio e' ed diviso dal Fosso dell'Acqua Bianca, uno dei due rami che danno origine al Serchio. Costituito da vecchie case in pietra ed uno stupendo ponte medioevale appartenne ai Malaspina. Nicciano si trova a 529 m. s.l.m. ed anticamente era detto Nizzano. I monumenti piu' significativi di Nicciano sono il borgo e la Chiesa di San Matteo. Piazza Bassa e' un borgo antico dalle caratteristiche medioevali attraversato dalla ferrovia, nel quale si possono ritrovare alcune tipiche strutture quali un ponte non databile. Nel paese di Piazza al Serchio si puo' incontrare quello che oggi viene considerato un vero e proprio monumento: una vecchia locomotiva, divenuta simbolo del paese, che per lungo tempo ha fatto servizio sulla linea ferroviaria Lucca - Aulla, finché nel 1977 il progresso l'ha messa in pensione. Adesso si trova in bella mostra all'entrata del paese quasi a dare il benvenuto a chiunque voglia visitare il Comune. Ad evitarne la distruzione furono le autorita' ed i cittadini: recentemente ristrutturata, e' collocata su un rilievo roccioso in posizione estremamente strategica. Il nome originario di Piazza al Serchio era Pieve di Castelvecchio, solo nel 1863 venne a chiamarsi con il nome attuale. Per la sua posizione geografica ha sempre rivestito una notevole importanza commerciale che, negli ultimi decenni, ha favorito l’espansione edilizia ed il sorgere di numerose aziende di tipo artigianale. Caratterizzano il paesaggio alcuni torrioni di roccia vulcanica detti "Doglioni", tra i quali il Serchio di Sillano ha scavato una stretta gola che evidenzia la struttura "a cuscini" della lava diabasica. Piu' a valle, nella borgata di Petrognano, aggrappata ad uno sperone diabasico rossastro posto a picco sul Serchio, si puo' notare una singolare chiesetta intitolata a San Biagio. In paese si trova la chiesa parrocchiale di San Pietro, con facciata in pietra conserva al suo interno un dipinto su tela dei "Santi Pietro e Paolo" del XVIII secolo. 386 - GARFAGNANA: 1' parte nn
Dopo aver visitato Piazza al Serchio siamo andati ad assistere allo spettacolo del canto del Maggio, che la Compagnia di Gorfigliano ha effettuato nella località di Varliano, situata poco prima del Passo dei Carpinelli, lungo la statale che collega Lucca ad Aulla. E’ stato, come sempre, uno spettacolo affascinante ed emozionante.
Il Canto del Maggio ha radici antichissime e trae la sua origine dai canti che i contadini facevano proprio nel mese di maggio per propiziare la fertilita' del terreno ed aver cosi' buoni raccolti: questa tradizione e' ancora radicata in Garfagnana dove esistono a tutt'oggi due Compagnie di Maggianti, quella di Filicaia - Gragnanella e quella di Gorfigliano. In questa valle le rappresentazioni del maggio si rifanno ai poemi cavallereschi, con la eterna lotta dei buoni e dei cattivi che vede sempre emergere la vittoria dei buoni: un tempo il pubblico, durante le recite, parteggiava per gli eroi positivi incitando e urlando, quasi conducendoli per mano alla vittoria finale. In questi anni ho assistito ad alcune rappresentazioni del Maggio con protagonista sempre la Compagnia di Gorfigliano, nella quale ho trovato un amico nella persona di Andrea Bertei: come da tradizione garfagnina gli spettacoli avvengono all'interno di una selva (bosco di castagni) e vengono organizzati dal Centro Tradizioni Popolari della provincia di Lucca nei mesi di luglio e agosto. 429 - MAGGIANTI DELLA GARFAGNANA nn
Giorno 18
Pruno e Piastrola
Siamo andati a Piastrola, località situata poco sopra il paese di Pruno di Stazzema, in Alta Versilia, a trovare l’amico Sirio Guidi e sua moglie Zaira, persone di squisita gentilezza ed ospitalità. Qui veniamo tutti gli anni nel mese di maggio ad osservare lo spettacolo del sole che sorge nell’arco del monte Forato.
Pruno e' un paese dell'Alta Versilia, in comune di Stazzema, ed e' dominato dalla mole della Pania della Croce, del monte Procinto e del monte Forato: anzi questo borgo, e segnatamente la casa di Piastrola, e' uno dei migliori luoghi per osservare il fenomeno del sole che, all'alba, passa dentro l'arco del Monte Forato. Situato a 468 m. s.l.m., Pruno si raggiunge passando da Seravezza, proseguendo per Ponte Stazzemese, fino a giungere a Cardoso: qui, poco prima della chiesa, si svolta seccamente a sinistra e, oltrepassato Volegno, si arriva al piazzale posto proprio all'ingresso del paese, dove va lasciata l'auto.
In questo itinerario si parla dell'amico Agostino Bartolucci, nipote del Nonno di Collemezzana Angiolo Bartolucci: purtroppo il 16 marzo 2006 Agostino e' deceduto ed e' stata una grande perdita non solo per me ma anche per tutti gli amanti delle Alpi Apuane, perché la sua casa di Collemezzana ha fornito ospitalita' a tante persone.
Il paese mantiene un impianto prettamente medioevale come evidenziano le strette viuzze che lo attraversano: si e' conservato magnificamente tanto che, prestando un po' d'attenzione, e' ancora possibile rilevare incisa la data di costruzione d'alcune abitazioni (ho notato un 1739 e un 1782) sopra l'arco posto sopra la porta d'ingresso. Tra i materiali impiegati per costruire queste antiche case, soprattutto sulle soglie e sui davanzali, si nota il marmo cipollino (e' di un verde chiaro) di cui esisteva una cava poco sopra l'abitato. 176 - PRUNO nn
Il monte Forato (m. 1223 e m. 1209 le sue due cime) e' una delle vette piu' famose e piu' frequentate della catena apuana: l’arco naturale che fa del monte Forato una montagna veramente unica, e' alto 32 m. e alto 26 m. con uno spessore minimo e' di 8 m. All'origine di questa caratteristica figura, da cui la montagna ha tratto il nome, c'e' l'azione erosiva di vento e acqua che hanno inciso il calcare sfruttando le fratture della roccia. Il Forato ha sempre attratto l'uomo per la sua forma unica e anche i poeti lo hanno declamato, come nel secolo scorso Giuseppe Tigri che cosi' lo descriveva:
D'immane ponte adamantino a foggia, ch'arte tu credi, eppur natura eresse!.
In questo itinerario voglio raccontare della visione del sole che passa nell'arco del monte Forato, che avviene a Piastrola (localita' posta sopra Pruno, in Alta Versilia) circa 20 minuti dopo il sorgere del sole nei giorni che vanno dal 22 al 25 maggio (nei quali si osserva nel miglior modo possibile) e dal 20 al 23 luglio (per essere precisi a maggio intorno alle 7,25 e a luglio intorno alle 7,35).
In questo itinerario, inoltre, sono elencati il Bagno e la data per vedere il sorgere il sole nel Monte Forato direttamente dalla spiaggia della Versilia circa 20 minuti dopo l'alzata del sole stesso: infatti a nord del Forte dei Marmi si incontra una serie di stabilimenti balneari, che partendo dal Forte in direzione Massa fino a Poveruomo, per circa 3 km. di spiaggia, consente questa visione. 176 - PRUNO nn
Giorno 20
Chianti: Greve, Pieve di San Cresci e Montefioralle
Il borgo di Greve in Chianti per secoli e' stato identificato come Mercatale a Greve perché tradizionale luogo di mercato, ubicato sul fondovalle, in prossimita' del corso d’acqua della Greve e del tracciato della via Cassia che univa Firenze a Siena, e che costituiva una sorta di punto di raccolta per la popolazione di molti villaggi e castelli della zona. La prima notizia sicura su questo mercatale e' del 4 marzo del 1300, ma si pensa che sia nato addirittura durante il XIII secolo. La piazza, oggi dedicata a Giacomo Matteotti e dalla caratteristica forma a imbuto, circondata da loggiati, e' il centro della vita del paese: su di essa si affacciano gli edifici piu' importanti, il Palazzo Comunale, la chiesa di santa Croce e il monumento dedicato al grande navigatore Giovanni da Verrazzano, nato nel castello di Verrazzano, che dista pochi km. da Greve. Greve si trova nel territorio del Chianti Classico che e' formato da 9 comuni compresi tra le province di Siena e Firenze, di cui 4 interamente inclusi nei confini storici del Gallo Nero: sono quelli seguiti dal suffisso in Chianti, Greve in Chianti (Fi), Radda in Chianti (Si), Castellina in Chianti (Si) e Gaiole in Chianti (Si). E proprio al Gallo Nero a Greve hanno dedicato un monumento che si puo' osservare in via Vanghetti.
Percorso Trekking
Per gli amanti del Trekking proponiamo di raggiungere Greve in Chianti tramite un lungo itinerario che parte da Impruneta e attraversa i centri storici di Mercatale Val di Pesa, Badia a Passignano e Montefioralle, facendoci vedere il limpido corso del fiume Greve, i panorami tra Greve, Mercatale e Badia a Passignano, i fitti boschi tra Santo Stefano a Campoli e Santa Maria a Macerata. Il percorso, da compiersi in circa 6 h. e 30 minuti di cammino, e' riservato solo a chi sia dotato di un buon fondo: il dislivello in salita e' di 420 metri, in discesa di 460 metri. 509 - GREVE IN CHIANTI nn
La Pieve di San Cresci, intitolata al santo martire Acrisio, volgarmente detto Cresci, e' una delle piu' antiche della diocesi di Fiesole, documentata per la prima volta nel 963 ed e' una delle piu' importanti strutture romanesche del Chianti. La chiesa si trova a pochi km. da Greve in Chianti, immersa nel tipico paesaggio chiantigiano, ricco di boschi e vigneti. La costruzione originaria e' stata modificata da numerosi rifacimenti e dell'impianto romanico la chiesa conserva solamente un piccolo nartece anteposto alla facciata, con un portale affiancato da due bifore con le colonnine sormontate da capitelli cubici. Le opere d'arte sono state raccolte nel Museo d'Arte Sacra di Greve. La chiesa e' stata recentemente La chiesa e' stata recentemente ristrutturata e in certi giorni e' aperta al pubblico.
Nei pressi della pieve si trova il Podere San Cresci, dove e' prodotto un Chianti Classico e due vini da tavola, uno rosso ed uno bianco, nonché un Vin Santo che e' possibile anche acquistare direttamente ogni mercoledi' e sabato pomeriggio dalle ore 14,00 alle ore 19,00.
Percorso Trekking - Agli amanti del Trekking proponiamo di raggiungere la Pieve di San Cresci attraverso un itinerario che ha inizio dalla Badia di Passignano, borgo magnifico: il percorso si snoda tra le colline del Chianti con continui saliscendi e panorami stupendi. Per percorrerlo occorrono 2 h. di cammino. SWK 572nn
Montefioralle e' un borgo assai ben conservato che si trova nei pressi di Greve in Chianti: il paese e' citato tra I borghi piu' belli d'Italia. E’ posto, infatti, su un’altura dalla quale si domina l’alta valle del fiume Greve e il crinale dei monti del Chianti: dal castello passa la strada che collega il fondovalle alla cosiddetta strada dei Poggi. Percorrendo questa strada di crinale da Panzano a Montefioralle, nel paesaggio si offrono allo sguardo scorci di rara bellezza, con i vigneti a mezza costa, i boschi sulla sommita' dei rilievi e le case contadine sparse nei poderi. Montefioralle si e' sviluppato per anelli concentrici intorno al cassero, ben riconoscibile accanto alla chiesa, alla sommita' del colle. L’abitato e' racchiuso in un circuito murario di forma ellittica, in buona parte conservato (la torre orientale di guardia e' stata recentemente restaurata), lungo una strada principale che segue l’andamento delle mura.
Percorso Trekking - Agli amanti del Trekking proponiamo di raggiungere Montefioralle attraverso un itinerario che ha inizio dalla Badia di Passignano, anche questo un borgo magnifico: il percorso si snoda tra le colline del Chianti con continui saliscendi e panorami stupendi. Per percorrerlo occorrono 1 h. e 45 minuti di cammino. 571 - MONTEFIORALLE nn
Giorno 23
Monte Falterona
Il monte Falterona (m. 1654) si trova al confine tra Casentino e Mugello, su una deviazione verso nord della dorsale appenninica che comprende anche altre cime come il Monte Falco che, con i suoi 1658 m., è addirittura più alto del Falterona stesso ma che è meno noto proprio perché da quest’ultimo nasce il fiume più famoso della nostra regione: l’Arno. Inoltre il Falterona era considerato sacro dagli Etruschi: infatti nei pressi della Sorgente dell'Arno esisteva un piccolo lago,ora asciutto, chiamato Lago degli Idoli, dove sono stati rinvenuti numerosi bronzetti votivi etruschi. La zona del Falterona, dopo gli Etruschi, i Romani e la dominazione longobarda, passò progressivamente sotto il controllo dei potenti Conti Guidi, costituendo la propaggine occidentale del loro dominio, delimitato da una serie di castelli posti a difesa dei confini e delle vie di comunicazione: Castagno d’Andrea, ubicato a guardia del Valico delle Crocicchie, San Godenzo, sede di una antica abbazia benedettina fondata nel 1028 posto a difesa da un sistema di fortezze che controllavano il territorio dal Muraglione a Dicomano. 228 - MONTE FALTERONA nn
Giorno 25
Sorgente dell’Arno
La Sorgente dell'Arno (quota 1358) si trova alle pendici del monte Falterona ed e' un luogo carico di suggestione: oltre a veder sgorgare l'acqua che da' origine al grande fiume, il piu' importante della Toscana e uno dei piu' lunghi d'Italia con i suoi 241 km., a pochi minuti di cammino si trova il Lago degli Idoli, un tempo piccolo specchio d'acqua e ora solo depressione erbosa, luogo caro al culto degli Etruschi, dove sono stati rinvenuti tantissimi bronzetti, ora collocati quasi tutti in musei esteri.
Il monte Falterona (m. 1654) e' posto al confine tra Casentino e Mugello, lungo una deviazione dell'Appennino che comprende anche altre cime come il Monte Falco che con i suoi 1658 m. e' addirittura piu' alto del Falterona ma che e' meno noto proprio perché da quest'ultimo nasce il fiume piu' famoso della nostra regione.
Il punto di partenza per effettuare questa escursione si chiama Fonte del Borbotto e si trova sulle pendici del Falterona oltre il paese di Castagno d'Andrea, paese famoso per aver dato i natali al grande pittore Andrea del Castagno.
Alla sorgente, sopra un masso, e' apposta una lapide che cita le parole con cui Dante nella Divina Commedia (Purgatorio, canto XIV) parla del piu' importante fiume della Toscana "Per mezza Toscana si spazia / un fiumicel che nasce in Falterona / e cento miglia di corso nol sazia". 20 - SORGENTE DELL'ARNO nn
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