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Giornale del mese di guigno 2009

ALDO INNOCENTI

RELAZIONE WALKING DEL MESE DI GIUGNO 2009

Giorno 1

Montefollonico

MONTEFOLLONICO: PALAZZO PUBBLICO 3' IMMAGINE Montefollonico sorge su uno sperone roccioso e domina la Val di Chiana: dal paese si gode di una panorama eccezionale sulla valle fino al lago Trasimeno. Il toponimo Montefollonico deriva dal latino fullones (persone che lavoravano i panni di lana): questo perche' anticamente gli abitanti si dedicavano alla follatura della lana (Mons a Fullonica = luogo dei lavoratori di panni).

Il paese e' ancora oggi circondato per gran parte dalle mura medievali, anche se diroccate in piu' punti, munite di sette torrioni di fortificazione a forma cilindrica. I monumenti da visitare sono : Palazzo Pretorio (XIII sec.), Porta a Follonica, Porta del Triano, Porta del Pianello, Chiesa della Madonna delle Fonti, Chiesa di S. Leonardo, Chiesa della Madonna del Triano; da vedere anche il Parco del Tondo, situato poco fuori del paese, dove s’incontra un boschetto di cipressi che si dipana su 15 ettari in forma circolare. Percorso Trekking - Agli appassionati di Trekking proponiamo di raggiungere Montefollonico tramite un lungo itinerario che ha inizio da Montepulciano, precisamente dalla chiesa di S. Biagio, situata ad ovest, subito sotto la cittadina: il percorso si snoda su paesaggio collinare dove si alternano colture di cereali, vite e olivo, boschi di rovere e cerri, con visione stupende sulla Val di Chiana fino al lago Trasimeno. L’itinerario misura circa 9,00 chilometri e per percorrerlo occorrono circa 2 h. e 30 minuti di cammino. 560 - MONTEFOLLONICO

Giorno 3

Petroio

PETROIO: PANORAMA 2' IMMAGINE Petroio e' un antico borgo situato nel comune di Trequanda, provincia di Siena: e' la patria della terracotta e proprio qui si trova il Museo della Terracotta. La tradizione vuole che la lavorazione della terracotta in questo territorio risalga addirittura agli Etruschi, come testimoniato anche dai reperti e dai frammenti ritrovati in un sito posto nella valle del torrente Trove e all'interno del paese. Dalla porta d’ingresso al paese si dipartono una serie di tortuosi vicoli che salgano fino alla torre del Cassero, dove si trova la piccola statua in terracotta ad effige di Bartolomeo Carosi, detto il Brandano, famoso ed eccentrico predicatore medioevale. La caratteristica del paese e' l'uso ornamentale degli originali e preziosissimi manufatti in terracotta, tutt'ora prodotti dagli artigiani locali: cani vigilanti, leoni, pigne, vasi ed anfore, orci, edicole sacre, balconi, grondaie e comignoli.

Percorso Trekking

Agli appassionati di Trekking proponiamo di raggiungere Petroio attraverso un lungo itinerario (16 km., effettuabile in circa 3 h. e 30 minuti di cammino) che parte da Montefollonico (567 m. s.l.m.), borgo situato in comune di Torrita di Siena, circondato da mura medioevali e posto su una collina che fa da spartiacque fra la Val di Chiana e la Val d’Orcia e che offre scorci stupendi del paesaggio circostante. Fra l'altro questo percorso collega tra loro due localita' legate al nome di Bartolomeo Carosi, detto Brandano, figura particolare d'eremita, asceta, predicatore, preveggente che, nato a Petroio, si sposo' a Montefollonico e vi abito' per qualche tempo, prima di andare in giro per l'Italia a fare prediche e emettere giudizi e sentenze, rischiando spesso di essere ucciso per i suoi violenti atti d'accusa contro il papa e i potenti del tempo. Mori' nel 1551 a 68 anni. La salma fu esposta nella chiesa di S. Martino a Siena e successe che

... venne un contadino al quale Brandano aveva promesso di parlare di un certo affare. Si lamentava perche' non aveva mantenuto la parola, cosi' Brandano si giro' dalla sua parte e gli parlo' nell'orecchio per tre quarti d'ora poi torno' ad essere morto...

La chiesa, che avrebbe dovuto subire un restauro, crollo' in parte ed il corpo di Brandano non fu piu' trovato.

Con cio' si avverava la sua ultima profezia il mio corpo non sara' trovato fino alla fine del mondo. 564 - PETROIO

Giorno 5

Monastero di S. Anna in Camprena e Pienza

S. ANNA IN CAMPRENA: CHIESA Il Monastero di Sant'Anna in Camprena si trova nei pressi di Pienza ed e' divenuto noto in tutto il mondo perche' proprio qui sono state girate diverse scene del film Il Paziente Inglese del regista Antony Minghella, che nel 1998 ha vinto ben nove premi Oscar. Fondato dal Beato Bernardo Tolomei, fondatore dell’Ordine Monastico degli Olivetani e, quindi, anche del santuario di Monte Oliveto Maggiore, intorno al 1320, fu in seguito ingrandito ed arricchito da numerose opere d’arte. Si trova immerso tra i cipressi della campagna toscana e la chiesa e' visibile anche da grande distanza: si tratta di un edificio religioso a navata unica con pianta a croce latina. Tutto il complesso del monastero e' realizzato in laterizio: accanto alla chiesa di trovano i locali monastici, tra i quali la sala del Capitolo ed il refettorio, famoso perché ospita cinque grandi affreschi del Sodoma, eseguiti durante gli anni 1503 – 1504. Percorso Trekking - Agli appassionati di Trekking proponiamo un lungo itinerario che parte Montefollonico (567 m. s.l.m.), borgo situato in comune di Torrita di Siena, circondato da mura medioevali e posto su una collina che fa da spartiacque fra la Val di Chiana e la Val d’Orcia e offre scorci stupendi del paesaggio circostante. SWK310nn

PIENZA: PALAZZO CIVICO 1'IMMAGINE

Pienza - Durante una visita compiuta nel 1459 nel paese nativo di Corsignano (l’antico nome di Pienza ) Enea Silvio Piccolomini, che da un anno era stato eletto con il nome di Pio II, ideo' il progetto di trasformare questo antico borgo in una residenza temporanea per lui e la sua corte per lasciare un monumento a diuturna memoria delle proprie origini: ecco che la storia da di questo paese cambia completamente da allora in poi. Fulcro della citta' ideale voluto da Enea Silvio Piccolomini e' la Piazza Pio II che si apre nel luogo dell’antica piazza di Corsignano, di cui conserva le contenute dimensioni per rispettare l’allineamento con l’asse viario della citta' medioevale: Bernardo Rossellino risolse il problema dell’esiguita' dello spazio creando una insolita pianta trapezoidale imperniata sulla Cattedrale, ai lati della quale si dispongono i corpi divergenti del Palazzo Borgia (poi Palazzo Vescovile) e del Palazzo Piccolomini, inclinati per aumentare l’effetto prospettico e la monumentalita' volumetrica e spaziale.

Rilevanti ritrovamenti archeologici effettuati in zona fanno senz’altro risalire l’origine di questo borgo al V millennio a. C.: si tratta di manufatti dell’eta' della pietra e dell’eta' del bronzo nonché di numerose necropoli; successivamente la zona fu abitata dagli Etruschi anche perché nella vicina Chiusi si trovava una delle piu' importanti Lucumonie dell’Etruria. Dopo alcuni secoli agli Etruschi subentrarono i Romani che hanno lasciato importanti testimonianze della loro presenza: sembra addirittura che Corsignano, il nome che aveva il paese prima che glielo cambiasse il Papa Pio II, derivi da Corsinio legionario romano al servizio di Silla, che sarebbe stato il fondatore del primo nucleo abitato. Nel medioevo il borgo di Corsignano costituiva una delle tante rocche costruite sulle alture per difendere meglio il territorio dall’attacco dei nemici: con il suo antico nome compare anche in una delle Novelle del Decamerone del Boccaccio. Percorso Trekking - Agli appassionati di Trekking proponiamo un bellissimo percorso che ci permettere di raggiungere Pienza partendo da Bagno Vignoni, bellissimo borgo situato in comune di San Quirico d’Orcia, dove la piazza altro non e' che una grande vasca termale, attorno alla quale si affacciano la chiesa, un loggiato ed altri antichi edifici. L’itinerario misura circa 12 chilometri e per percorrerlo occorrono circa 3 h. di cammino. La lunga passeggiata si snoda tra campi coltivati a frumento e i dolci declivi delle colline cretacee: incontriamo molte emergenze storico artistiche, talvolta solo tracce, come la massicciata dell’antica Via Francigena, o resti di antiche stazioni di posta, o altre spettacolari, come il complesso di Spedaletto o la pieve di Corsignano. 68 - PIENZA

Giorno 9

S. Quirico d’Orcia

I CIPRESSI LUNGO LA STATALE CASSIA VICINO SAN QUIRICO D'ORCIA Vorrei iniziare la descrizione di San Quirico d’Orcia parlando di quella che è l’immagine più classica della Toscana e che tutti, ma proprio tutti, hanno visto: si tratta del classico quadrato di cipressi al centro di una distesa di grano verde; bene questo luogo magico lo si incontra al lato della via Cassia quando si sta per giungere a San Quirico provenendo da Siena. Infatti la mèta del nostro itinerario è facilmente raggiungibile da Siena percorrendo la statale 2 Cassia in direzione Roma. San Quirico d’Orcia è nata e si è sviluppata sulla via Francigena: sicuramente l’importanza che ha acquisito nel tempo è dovuta al fatto che questa importantissima strada transitasse proprio nel suo centro storico. Numerosi sono i siti artistici da visitare, tutti racchiusi all'interno delle mura: infatti San Quirico è un esempio fra i più notevoli di struttura urbanistica medievale e conserva, nelle presenze architettoniche, numerosi segni della antica importanza. Attualmente San Quirico conserva buona parte della cinta muraria, mancante solamente della porzione nord orientale e di un tratto a sud. Sono in parte visibili ancora ben 14 torrette, alcune delle quali incorporate in altre strutture. Non esistono purtroppo resti delle porte a nord e a sud: conservata e particolarmente originale è invece quella orientale. 296 - SAN QUIRICO D'ORCIA

Giorno 12

Buonconvento

ALTRA IMMAGINE DEL PALAZZO DEL PODESTA' E DELLA TORRE CIVICA DI BUONCONVENTO Buonconvento deve le sue fortune al fatto di essere collocata lungo la Via Francigena, l'importante arteria che collegava nel Medioevo Roma all'Europa Centrale: nell'itinerario descritto da Filippo II re di Francia nel 1191 la localita' e' ricordata come Bon - Couvent. Infatti il toponimo Buonconvento deriva dal latino bonus conventus e ha il significato di comunita' felice, fortunata: una comunita' di persone che gode della fertilita' della terra e dei vantaggi derivanti dal passaggio dell'importante Via Francigena o Romea. Qui i viandanti interrompevano il viaggio per alloggiare e rifocillarsi. La struttura urbanistica del borgo si articola sull'asse nord - sud lungo l'antica Via Francigena: nel centro del paese questa strada ha la denominazione di via Soccini e su di essa si affacciano gli edifici principali, la chiesa dei Santi Pietro e Paolo, l'Oratorio di San Sebastiano o dell'Arciconfraternita della Misericordia, il Palazzo Pretorio, il Palazzo Ricci - Socini, che ospita il Museo d'Arte Sacra della Val d'Arbia. Al borgo di Buonconvento, circondato da mura trecentesche, si accedeva da due porte: la Porta Senese, a nord e ancora intatta, e la Porta Romana, a sud e distrutta dai tedeschi nel 1944. Percorso Trekking - Agli appassionati di trekking proponiamo un bellissimo percorso che si snoda dall'Abbazia di Monte Oliveto Maggiore fino a Buonconvento e che si svolge per il primo tratto interamente su una cresta argillosa circondata da boschi e ginestre: lunghezza circa 10 km., tempo necessario per effettuare la camminata circa 2 h. e 30 minuti. 512 - BUONCONVENTO

Giorno 18

Bagno Vignoni

ALTRA IMMAGINE DELLA PIAZZA E DEL LOGGIATO DI SANTA CATERINA A BAGNO VIGNONI Bagno Vignoni (306 m. s.l.m.) e' un piccolo borgo della Val d'Orcia che ha una caratteristica unica e inconfondibile: la piazza centrale non e' quella che comunemente si intende con questo termine bensi' una grande vasca termale d'acqua calda dove, fino a qualche anno fa, era possibile anche immergersi, cosa che ora, dopo la costruzione dello stabilimento termale, non e' piu' possibile fare; oltretutto si tratta anche di un borgo medioevale e la grande vasca gli conferisce una atmosfera veramente affascinante. Oggi Bagno Vignoni e' conosciuta ed apprezzata in tutto il mondo come rinomata localita' termale ed e' posta nel bellissimo comprensorio del Parco Artistico e Culturale della Val d'Orcia: la grande vasca rettangolare, dove si bagnarono Santa Caterina da Siena e Lorenzo il Magnifico, costituisce sicuramente un grande richiamo turistico. L'atmosfera che emana dalla vasca e' unica: nei freddi giorni d'inverno i vapori tiepidi che emanano dall'acqua avvolgono tutta la piazza di nebbia; e' questa atmosfera che ha mostrato il regista Andrei Tarkovsky nel suo celebre film Nostalgia.

Percorso Trekking - Per gli amanti del trekking proponiamo un percorso che giunge a Bagno Vignoni partendo da Ripa d’Orcia: l’itinerario si snoda in prossimita' del fiume Orcia in un punto molto suggestivo, nei pressi di un vecchio ponte travolto da una piena dell’Orcia e di un antico mulino. La lunghezza del percorso e' di circa 6 chilometri, tempo necessario ad effettuarlo circa 1 h. e 30 minuti. 104 - BAGNO VIGNONI

Giorno 20

Montefioralle e Pieve di S. Cresci

MONTEFIORALLE: PANORAMA 1' IMMAGINE Montefioralle è un bellissimo paese che si trova nei pressi di Greve in Chianti: è stato, addirittura, segnalato tra i borghi più belli d’Italia. Il nome originario era Monteficalle, come attestato in un documento del 1115, che parla di un atto rogato “in castro de Monte Ficalli”. Pare che all’origine del nome ci fossero le piante di fico che numerose ricoprivano le pendici della collina intorno al castello. Successivamente venne cambiato in Montefioralle, probabilmente perché più elegante e aristocratico. Montefioralle si è sviluppato per anelli concentrici intorno al cassero, ben riconoscibile accanto alla chiesa, alla sommità del colle. L’abitato è racchiuso in un circuito murario di forma ellittica, in buona parte conservato (la torre orientale di guardia è stata recentemente restaurata), lungo una strada principale che segue l’andamento delle mura. Al centro, nella parte più alta, si trova la Chiesa di Santo Stefano. L’itinerario per Montefioralle non è ancora pronto.

PIEVE DI S. CRESCI: 1' IMMAGINE L'antica pieve di S. Cresci è intitolata ad uno dei più importanti evangelizzatori del contado fiorentino. Il suo suggestivo esterno in stile romanico risale al XII secolo; vi è stato aggiunto un portico nel XV, con arco a tutto sesto e due bifore, completato da un secondo ordine agli inizi dell'Ottocento, ad imitazione del sottostante. Vivace è il gioco coloristico della facciata, con la combinazione delle pietre bianche d'alberese e il cotto rosso dei mattoni che delimitano i portali e le finestre. Le opere d'arte sono state raccolte nel Museo di Arte Sacra di Greve. L’itinerario per la Pieve di S. Cresci non è ancora pronto.

Giorno 23

Casole e Lamole

Casole e Lamole sono due piccoli borghi situati sulle colline a nord di Greve in Chianti: inutile dire che qui dominano i vigneti dove si produce il famoso Chianti Classico Gallo Nero. La chiesa di Lamole, dedicata a San Donato, è una costruzione di stile romanico, trasformata nel 1860. All'interno, oltre ad un trittico di scuola fiorentina del XIV secolo, si custodiscono alcune tele del Seicento: una di scuola senese con la "Vergine col Bambino e Santi" ed uno "Sposalizio mistico di Santa Caterina e Santi", vicino ai modi di Matteo Rosselli. L’itinerario per questi due paesi non è ancora pronto.

Giorno 25

Abbazia di Montescalari

ABBAZIA DI MONTESCALARI: 9' IMMAGINE Il monte Scalari e' una montuosita' posta tra il Valdarno superiore e la valle dell'Ema: sulla sua sommita' sorge l'antica Badia, sul confine della comunita' di Greve con quella di Figline. Intorno al Mille i monaci s’installarono su quest’altura: nel 1040, dopo aver ricevuto in dono le terre dai signori del castello di Cintoia, vi costruirono un monastero. In origine la Badia di Monte Scalari consisteva solo in un piccolo e rozzo oratorio di pietra dedicato a San Cassiano martire da San Giovanni Gualberto, fondatore dell’Ordine dei Vallombrosani: svolgeva funzioni di Hospitium, cioe' di ricovero e posto di ristoro per i viandanti. In seguito il monastero divenne cosi' importante che, per due secoli, vide affluire lasciti e legati da parte delle nobili famiglie del territorio, finché nel 1137 fu innalzato ad Abbazia.

L'oggetto piu' raro della chiesa si trovava nella torre campanaria costruita in pietra serena a grandi bozze: era la grande campana lavorata a bassorilievi, con figure e ornati, che fu posta nella cella campanaria dopo essere stata fusa da Andrea del Verrocchio: dopo la soppressione della famiglia Vallombrosana per ordine del granduca di Toscana Pietro Leopoldo, la campana del Verrocchio nel 1808 fu acquistata dal pievano Sacchetti di san Pancrazio nel Valdarno, dove, nel 1815, si ruppe. Per somma ignoranza del Pievano e per negligenza delle autorita' fu quindi rifusa e ridotta piu' piccola e cosi' la grande opera del Verrocchio ando' miseramente perduta.

Danneggiati dall’esercito tedesco alla fine della seconda guerra mondiale (fu abbattuta anche la romanica torre campanaria), gli edifici della badia sono oggi in stato di quasi totale abbandono, ma le mura possenti e l’antico portale, ancora sovrastato da una gran terracotta robbiana con lo stemma di Vallombrosa, ce ne comunicano l’antico splendore.

Percorso Trekking

Agli appassionati di trekking proponiamo di raggiungere la Badia di Monte Scalari tramite un percorso della durata di 2 h. e 30 minuti, con un dislivello di 468 metri, che ha inizio da San Polo in Chianti e che transita per Il Poggio alla Croce e la Capanna dei Boschi. 562 - ABBAZIA DI MONTE SCALARI

Giorno 27

San Giovanni d’Asso e Pieve di S. Stefano a Cennano

$img7086/100/80/s San Giovanni d’Asso - Posto sopra un colle a 310 metri di altezza, l'antico castello domina da una balza di creta digradante sul versante destro valle del torrente Asso e il centro abitato del borgo medievale. Il sito fu per primo abitato dagli Etruschi e nel Medio Evo divenne feudo di vari funzionari imperiali di stanza in Toscana (famiglie dei Paltronieri di Forteguerra, Scolari, Ardengheschi di Civitella) e oggetto di contese fra i Vescovi di Arezzo e Siena fino al 1178, anno in cui fu riconosciuta sul castello l'alta sovranità del comune senese. Il complesso è stato riaperto al pubblico nel 1999 dopo anni di restauri, non ancora del tutto terminati. Il consolidamento e recupero del castello sono stati concentrati in particolare sulla parte nobile dell'edificio, oltre che sulla fortificazione strutturale. È stato il vasto salone interno, impreziosito da uno splendido camino, ad essere stato oggetto delle maggiori attenzioni, che hanno riportato alla luce parte degli affreschi di Ventura Salimbeni, coperti in epoche precedenti. Il Castello è oggi un polo espositivo e ospita, il Museo del Tartufo. L’itinerario per San Giovanni d’Asso non è ancora pronto.

CASTELMUZIO: PIEVE DI S. STEFANO IN CENNANO 1' IMMAGINE Pieve di S. Stefano a Cennano - A poche centinaia di metri da Castelmuzio, opportunamente segnalata, si trova l’antica Pieve di S. Stefano a Cennano, in origine tempio etrusco e poi romano. La chiesa fu costruita in pietra arenaria verso la seconda meta' del XII secolo (1285). La zona e' stata certamente insediamento etrusco come rilevato da molti ritrovamenti di tombe, urne cinerarie ed iscrizioni. Fu chiesa madre sotto la cui giurisdizione dipendevano le chiese di S. Flora e S. Maria in Montisi, S. Giusto in Castelmuzio, S. Giorgio in Petroio ed il Monastero di S. Pellegrino in Passeno a Castelmuzio. Nei secoli XIV e XV inizia la lenta decadenza della Pieve per il radicale cambiamento della vita nelle campagne, sino al totale abbandono. Oggi, restaurata, maestosa e semplice nel suo stile romanico, presenta un impianto basilicale a tre navate concluse da absidi.

Percorso Trekking

Agli appassionati di Trekking proponiamo di raggiungere la Pieve di Cennano attraverso un lungo itinerario (14 km., effettuabile in circa 3 h.di cammino) che parte da Montefollonico (567 m. s.l.m.), borgo situato in comune di Torrita di Siena, circondato da mura medioevali e posto su una collina che fa da spartiacque fra la Val di Chiana e la Val d’Orcia e che offre scorci stupendi del paesaggio circostante. Durante il tragitto splendide immagini sulla campagna circostante e sui paesi adagiati sulle vette dei colli. 563 - CASTELMUZIO e PIEVE DI S. STEFANO IN CENNANO

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