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Giornale del mese di aprile 2009

ALDO INNOCENTI

RELAZIONE WALKING DEL MESE DI APRILE 2009

Giorno 5

Artimino

ARTIMINO: VILLA LA FERDINANDA 3' IMMAGINE Siamo andati nella vicina Artimino, antico borgo di origine etrusca adagiato sui pendii del Montalbano: nei suoi pressi si trovano alcuni edifici di grande importanza storica come la Villa la Ferdinanda (fatta erigere da Ferdinando I de’ Medici e detta anche dei cento camini per la numerosa presenza di comignoli); l'Abbazia di San Martino in Campo (eretta probabilmente intorno al Mille, si presentava in origine con tre navate e cinque campate); la Pieve di San Leonardo (in origine dedicata ai Santi Maria e Giovanni, fu eretta probabilmente prima del X sec., anche se la tradizione la vuole fondata dalla contessa Matilde di Canossa). Inaugurato nel 1983, il Museo Archeologico di Artimino ha sede nei sotterranei della villa Medicea e presenta gran parte dei reperti provenienti dagli scavi nelle necropoli e nell’abitato del centro etrusco di Artimino. Artimino si presenta oggi un piccolo agglomerato di case che conta appena duecento abitanti e domina da sopra un colle un paesaggio straordinario, proprio dirimpetto alla Villa Medicea detta dei Cento Camini costruita dal granduca Ferdinando I sul finire del '500. Per lo storico dell'Ottocento Emanuele Repetti il nome di Artimino deriverebbe dal latino arctus minor, cioe' stretto minore rispetto all'altro stretto, piu' ampio ed esteso lungo sempre il corso dell'Arno, della Gonfolina. Gia' centro abitato in epoca etrusca e romana, il primo documento che lo ricorda e' un privilegio del 25 febbraio 998 in cui Ottone III lo consegna, insieme ad altri possedimenti, al vescovo di Pistoia Antonio. Il castello di Artimino, i cui resti sono ancora in parte visibili, e' documentato fin dal 1026 e fu un forte di frontiera del comune di Pistoia molto importante, vista la posizione strategica. Della stessa epoca e' la torre turrita (oggi con orologio), che da sempre contraddistingue l'accesso al centro del paese. 103 - ARTIMINO

Giorno7

Massa e Cozzile

Siamo stati in Valdinievole a visitare gli antichi borghi di Massa e Cozzile, adagiati sui contrafforti dell’Appennino: i due paesi uniti danno origine al comune di Massa e Cozzile.

MASSA: PANORAMA 1' IMMAGINE Alto sui colli della Valdinievole (223 m. s.l.m.) si erge il borgo di Massa, da cui lo sguardo abbraccia un panorama vastissimo, che si spinge dalla Valdinievole fino al Monte Serra e a una grande area della Toscana. Grazie alla mitezza del clima di cui godono tutti i paesi della Valdinievole esposti a mezzogiorno, anche qui, come nella vicina Buggiano, abbondano le piante di agrumi e fiori. Massa prende il nome di castello dal fatto che, come molti insediamenti medievali toscani, e' un paese fortificato cinto da mura, sorvegliato da torri e chiuso da porte con una rocca nel punto piu' elevato. Posto in alto, alla quota di 223 metri, il sito ove sorge il paese e' un poggio dal quale la valle del torrente Borra si allarga in una conca ondulata esposta a sud, resa fertile dai terreni alluvionali e abbondantemente irrigata. Il comune di Massa e Cozzile, con grande accortezza, dal 2004 ha creato il piccolo ma suggestivo Museo di San Michele, adiacente alla chiesa omonima, e ricco di arredi religiosi di grande valore: non solo ma nel paese e' conservato l'Archivio storico del comune, contenente 1800 documenti storici compresi nell'arco di tempo che va dal 1299 al 1865 e che gli studiosi possono consultare previa autorizzazione del comune. Tra i monumenti di Massa degni di nota citiamo: la Pieve di S. Maria Assunta, la chiesa di S. Michele, il Palazzo Pretorio, la Porta ai Campi. SWK349

COZZILE: PANORAMA 2 Sui colli della Valdinievole (410 m. s.l.m.) si erge il piccolo borgo di Cozzile che, insieme a Massa, da' origine al comune di Massa e Cozzile. Cozzile e' sempre stato nominato insieme al paese di Massa, che e' d'origine piu' antica, ed e' raggiungibile in breve tempo dal casello di Montecatini Terme dell’autostrada A 11 Firenze - Mare. Nella cinta muraria, di cui sono ancora visibili resti importanti inglobati nelle abitazioni, si aprivano tre porte: una ad est, in corrispondenza con l’ingresso in paese della strada medioevale da Massa (Porta a Massa), una ad ovest, sul lato diametralmente opposto (Porta Vecchia), e una a sud (Porta Nuova), che si apriva nei pressi della chiesa di San Iacopo. Lungo la strada che fa da spina dorsale dell’abitato, incontriamo l’oratorio di San Filippo Neri, l’Oratorio della Compagnia e al termine la chiesa di San Jacopo Maggiore, che forse risale al XII secolo e che si trova in prossimita' del castello: costruita in pietra serena, e' divisa in due navate, di cui quella laterale e' la piu' antica, delimitate da quattro colonne gotiche in pietra; il soffitto e' a capriate a vista, tranne che nell'abside, quadrata, che e' a volta.

Il borgo di Cozzile e' dominato dal castello, il Palazzo de Gubernatis, che prende il nome dal suo antico proprietario, colui che rifece di sana pianta le fortificazioni di Cozzile nel XIX secolo. Nel 1553 la famiglia Polidori ebbe il permesso dal comune di costruire a Cozzile un edificio dove abitare: di mano in mano esso arrivò in possesso di Giovan Battista Giuliani, un illustre dantista di Canelli, in Piemonte, che insegno' a Firenze a partire dal 1860. Alla sua morte ne acquistò la proprieta' Angelo De Gubernatis, un orientalista anch'egli docente universitario a Firenze di sanscrito e di mitologia comparata, poeta, drammaturgo e autore perfino di un libro per ragazzi: il libro, autobiografico, Fibra, fu concepito quasi come contrapposizione al famoso Cuore di Edmondo De Amicis. Fu lui a volerlo ricostruire completamente trasformandolo in un castello di forme medioevali. 270 - COZZILE

Giorno 9

Castello di Verruca

Siamo andati alla ricerca dei ruderi dell’antico castello di Verruca, che si trova nei pressi di Massa, in Valdinievole, ed è raggiungibile con breve cammino partendo dal Santuario di Croci. Del castello è rimasto ben poco: il colle sul quale sorgeva è completamente coperto di vegetazione e sono visibili soltanto alcune mura sopravvissute alla devastazione compiuta dall’incedere del tempo e, soprattutto, dalle radici degli alberi che hanno frantumato quello che restava. Nel punto più alto del colle, dove si trovava il nucleo centrale del castello, è stata installata una croce in ferro, il cui basamento è formato dalle vecchie pietre delle mura. Qua e là, fra la vegetazione, si intravedono solo i resti delle antiche mura, ma c’è una cosa che si è conservata ancora integra: l’antica cisterna che forniva l’acqua agli abitanti del maniero. Poco sotto la croce, in direzione est, coperta da una grata in ferro, si trova infatti la cisterna originale: è stupefacente vedere come si è conservata. Consigliamo, pertanto, a chi si rechi a vedere questi ruderi di portarsi dietro una torcia elettrica per illuminarne l’interno: si può così osservare la volta semisferica della cisterna e l’acqua che ancora si trova al suo interno. Un tempo questo castello era di proprietà pistoiese e costituiva l’avamposto di Pistoia contro i castelli della Valdinievole, di dominio lucchese: i manieri di Massa e Cozzile sono distanti solo poche centinaia di metri. 553 - CASTELLO DI VERRUCA (ruderi)

Giorno 11

Pieve dei Santi Ippolito e Cassiano

La Pieve dei Santi Ippolito e Cassiano, pur essendo distante solo due chilometri da Montelupo Fiorentino, è compresa nel territorio comunale di Lastra a Signa. Di questa chiesa, situata vicino al fiume Pesa, a un miglio dal castello di Montelupo, si hanno le prime notizie in un documento del 9 aprile 1005, quando alcune terre del piviere furono donate dal conte Cadolo alla Badia a Settimo. Anche se danneggiata alla metà del Duecento dalle scorrerie ghibelline era dotata di ventuno chiese suffraganee e alla fine del XIII secolo disponeva di un buon reddito. Nel XV secolo l’interno dell’edificio sacro fu arricchito di un ciborio marmoreo dell’ambito di Mino da Fiesole. Per la comodità della crescente popolazione di Montelupo, il 21 aprile 1789 fu trasferito il titolo plebano alla chiesa di San Giovanni Evangelista del castello, determinando la decadenza dell’antica sede battesimale. La pieve ha iconografia a croce commissa con navata unica coperta a tetto, transetto voltato a botte e abside semicircolare: la facciata è a capanna, con il lato destro incompleto. 555 - PIEVE dei SANTI IPPOLITO e CASSIANO e FIUME PESA

Giorno 14

Marliana

MARLIANA: CHIESA DI SAN NICCOLAO E ROCCA 1' IMMAGINE Marliana si trova nell'Appennino pistoiese, sulla parte preminente di uno sprone del monte Serra, arroccata in forma pressoché triangolare, con le case digradanti dal punto piu' alto, dove si trova la pieve di San Niccolao, verso levante, in direzione della strada che conduce a Casore del Monte. Girando per il paese i resti antichi che si possono vedere sono assai scarsi: rimangono pochi resti del muro di cinta e la porta che si apre in direzione di Montecatini. Nella parte alta del paese, dove si trovava la rocca, si trovano ora il Palazzo Comunale, recentemente restaurato e ristrutturato, e, soprattutto, la Pieve di San Niccolao, menzionata a partire dal XIV secolo. In un documento del 1319 e' citata come semplice chiesa curata, cioé officiata, dal pievano di Sant'Andrea in Furfalo (vedi itinerario Walking Italy), dipendente dalla Diocesi di Pistoia, nel piviere della Pieve di Sant'Andrea in Furfalo. Fu eretta in parrocchia all'inizio del XVI secolo ed in pieve nel 1593. 551 - MARLIANA

Giorno 19

Villa Peruzzi e Antella

VILLA PERUZZI: 3' IMMAGINE Antella e' un grosso borgo che si trova in comune di Bagno a Ripoli, nei pressi di Firenze: l’edificio piu' famoso e' la Pieve di Santa Maria, anticamente detta Santa Maria Incinula. La chiesa e' ricordata in un documento del 1040, benché la sua fondazione risalga certamente ad epoca anteriore. Il territorio del plebato ad essa sottoposto era attraversato dalla primitiva via medioevale Aretina e dalla via Cassia Adrianea; la pieve si trova esattamente su di un tracciato medioevale che si staccava dalla strada romana e conduceva verso Montisoni e San Donato. Nella piazza dove si trova la chiesa, piazza Ubaldino Peruzzi, si trova un busto di Ubaldino Peruzzi, famoso uomo politico fiorentino dell'Ottocento e membro della nobile famiglia fiorentina dei Peruzzi, nonche' proprietario della Villa Peruzzi, altra meta di questo itinerario. A poca distanza dall'Antella, si trova l'antica Villa Peruzzi con la sua Torre, oggi trasformata in un Country Hotel. Villa La Torre era conosciuta anche come Villa Peruzzi o Torre del Figna, dai nomi delle famiglie che la possedettero. Fu proprieta' dei Peruzzi fino al 1901 quando mori' Emilia, moglie d'Ubaldino Peruzzi, l’ultimo proprietario di quella famiglia, illustre uomo politico fiorentino, fautore del Risorgimento italiano, oltre che sindaco di Firenze. 554 - ANTELLA e VILLA PERUZZI

Giorno 26

Vicopisano

ALTRA IMMAGINE PANORAMICA DI VICOPISANO Vicopisano e' uno splendido borgo medievale ed indubbiamente il miglior modo per visitarlo e' passeggiare per le sue stradine osservando da vicino i suoi bellissimi monumenti: la Rocca del Brunelleschi, il Palazzo Pretorio, le Torri (dell'orologio, delle 4 Porte, dei Seretti, dei Malanima, le due Torri Gemelle, di Pietraia), le Case Torri, le Mura e la Chiesa di S. Maria, unico edificio religioso rimasto tra quelli che numerosi vi sorgevano nel Medioevo. Visitare Vicopisano e' come fare un salto nel medioevo: basti pensare che all'interno del suo centro storico sono conservate ben 9 torri medioevali databili ad un periodo che va dal XI al XV sec., un vero e proprio campionario di edilizia medievale e di quella civilta' che aveva nella torre la massima espressione di potenza e dominio della citta'. Inoltre lungo il percorso delle mura sono ancora visibili 4 torrioni cilindrici utilizzati per il controllo strategico delle mura. Ben 13 torri, di tipologia militare e civile, possono essere quindi visitate a Vicopisano, un numero che gia' da solo e' testimone dell'importanza di questo borgo. Ma quello che è più affascinante è, senza dubbio, la visita alla Rocca del Brunelleschi, visita guidata che possibile effettuare il sabato pomeriggio o le mattine e i pomeriggi delle domeniche e dei giorni festivi: consiglio assolutamente di farla. 262 - VICOPISANO

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