ALDO INNOCENTI
RELAZIONE WALKING DEL MESE DI FEBBRAIO 2009
Giorno 7
Escursione a Baggio: Baggio è il paese più in alto della Valle della Bure di Baggio (495 m. s.l.m.): si trova proprio sul percorso di una antica strada, la Via Baiana, che prende il nome da questo antico borgo. Questa strada proveniva da Pistoia, attraversava Bigiano e Germinaia, e, dopo aver oltrepassato Baggio, proseguiva per l'importante Abbazia di S. Salvatore alla Fontana Taona (l'odierna località di Badia a Taona, dove nell'Alto Medioevo si trovava si trovava una grande abbazia che arrivò ad ospitare fino a duecento monaci) per andare a terminare a Bologna. La strada c'è ancora, solo che dopo Baggio e fino a Badia a Taona diventa sterrata ma praticabile. SWK373
Giorno 13
Siamo andati sulla Montagna Pistoiese a visitare Gavinana: Gavinana e' un antico borgo situato alle sorgenti del torrente Limestre sulle pendici del monte Crocicchio, a 819 m. s.l.m. E’ una rinomata stazione di villeggiatura: a partire dagli ’30 del Novecento e' stata sede di ben cinque colonie estive. Il paese, comunque, deve la sua fama alla battaglia che qui avvenne il 5 agosto 1530, durante la quale Francesco Ferrucci, comandante delle truppe della Repubblica fiorentina, fu ferito e catturato. Fu portato al cospetto del comandante in carica, in quel momento, delle truppe imperiali, Fabrizio Maramaldo, che aveva sostituito il Filiberto di Chalon - Principe d’Orange - ucciso anche lui in questa battaglia. Maramaldo, comandante di origine italiana, sconfitto piu' volte da Francesco Ferrucci, odiava il rivale e lo uccise a sangue freddo, contro tutte le regole della cavalleria, volendosi vendicare delle precedenti sconfitte subite. Celebre la frase Tu dai a un morto rivolta dal Ferrucci al Maramaldo, che si apprestava ad ucciderlo col pugnale, mentre era ferito e indifeso: lo storico Benedetto Varchi la cambiera' in seguito in Vile tu uccidi un uomo morto. La figura di Francesco Ferrucci e' sempre stata esaltata come strenuo difensore della liberta' degli italiani contro il dominatore straniero: durante il Risorgimento venne preso ad esempio come italiano di valore tanto da essere citato nella quarta strofa dell'Inno di Mameli: Dall'Alpi a Sicilia / Dovunque e' Legnano, / Ogn'uom di Ferruccio / Ha il core, ha la mano, /I bimbi d'Italia / Si chiaman Balilla, / Il suon d'ogni squilla / I Vespri suono'. / Stringiamci a coorte / Siam pronti alla morte / L'Italia chiamo'. SWK544
Giorno 23
Escursione a Campore, piccolo borgo situato a sud di Casore del Monte, nel Comune di Marliana: è composto di due piccoli nuclei poco distanti tra loro, di cui il primo raccolto intorno ad una piccola chiesa con case ristrutturate e l’altro che conserva ancora la sia struttura di fine Medioevo. Si trova lungo un’antica strada transappenninica che dal fondovalle del torrente Nievole portava a Casore del Monte e da qui agli alti valichi dell’Appennino. Il nome Campore deriva da campora, plurale latino di campus, cioè pianoro coltivato: non si hanno notizie della zona se non con riferimento alla chiesa, che è stata eretta nel 1098 in sostituzione di un precedente oratorio. Agli inizi del 1500, lungo l’antica strada che conduceva ai passi dell’Appennino, sorse un piccolo nucleo abitato intorno alla piccola chiesa. L’edificio religioso è in realtà un oratorio campestre di piccole dimensioni in cui si celebrano Messe solo saltuariamente: è intitolato a Santa Maria delle Grazie e dipende dalla pieve di San Bartolomeo di Casore del Monte. La tradizione, convalidata anche da due lapidi all’interno dell’edificio, narra che nel 1098 un certo Oliviero Francescani avrebbe fatto costruire il primitivo oratorio al ritorno dalla Crociata per aver ricevuto dalla Madonna la grazie di tornare sano e salvo dalla guerra. In segno di devozione depositò nell’oratorio l’immagine miracolosa della Madonna col bambino che aveva preso a Corfù. L’itinerario per Campore non è stato ancora ultimato. |