ALDO INNOCENTI
RELAZIONE WALKING DEL MESE DI GENNAIO 2009
Giorno 4
Ci siamo recati a
Monsummano Alto
. Percorrendo l’autostrada Firenze – Mare
A11
non si può fare a mento di notare, subito dopo Serravalle se si proviene da Firenze, o subito prima se si proviene dalla direzione mare, quel colle, pur devastato da numerose cave (che ora costituiscono una palestra di roccia tra le più famose della Toscana), che domina tutta la Valdinievole: si tratta di Monsummano Alto, facilmente raggiungibile seguendo le indicazioni che si trovano a Monsummano Terme, cittadina posta vicinissimo al casello autostradale di Montecatini della A11.
La costruzione del castello di Monsummano, oggi chiamato Alto per distinguerlo dal borgo di Monsummano Terme sviluppatosi ai piedi del rilievo ove sorge, non è storicamente certa anche se la sua forma ellittica e la sua locazione lo rendono molto simile ad un borgo fortificato longobardo. A corona di un colle di 340 metri d'altezza la fortificazione domina tutta la Valdinievole, il cui fondovalle rimase per tutto il medioevo praticamente disabitato a causa del suo impaludamento. 161 - MONSUMMANO ALTO
Giorno 8
Visita
Uzzano
, borgo che domina tutta la Valdinievole e la citta' di Pescia dall’alto dei suoi 250 m. s.l.m.: quello che colpisce il visitatore e' sicuramente il grande numero di piante di limoni e di aranci che qui hanno la loro dimora, segno evidente che il borgo, cosi' come il vicino castello di Buggiano, gode di un clima mite risentendo dell’influsso del mare e della posizione a mezzogiorno. Incerta e' la data di fondazione del castello cosi' come non se ne conosce l’origine del toponimo: Uzzano potrebbe derivare da Uccio, capitano longobardo che avrebbe fondato il castello, oppure dal torrente Furicaia, che a cicli periodici avrebbe trascinato grossi sassi lungo il suo alveo.
Tre erano le porte che davano accesso al castello:
Porta Tassinara, Porta Nuova
, ormai scomparsa e che si trovava nei pressi della chiesa dei SS. Jacopo e Martino, rivolta in direzione di Pescia, e
Porta delle Pille
, che costituisce ancora oggi la porta di accesso al borgo. Due sono gli edifici storici di rilevante importanza presenti a Uzzano Castello: il
Palazzo del Capitano del Popolo
e la chiesa dei
SS. Jacopo e Martino
. Il Palazzo del Capitano del Popolo, di origine trecentesca, e' di forma quadrata e sorretto da grossi pilastri in pietra: al piano terra si presenta con un vasto loggiato dove sono apposte epigrafi che ricordano il referendum popolare che sanciva l’annessione al regno d’Italia e la figura del re Vittorio Emanuele. La bella chiesa dei SS. Jacopo e Martino, la piu' alta testimonianza artistica di Uzzano, risulta essere nel catalogo delle chiese Lucchesi del 1260. 281 - UZZANO CASTELLO
Giorno 11
Siamo andati a
Monte a Pescia
. Il percorso da Pescia a Monte a Pescia si snoda lungo sentiero CAI n. 53: la partenza avviene dalla piazza Santo Stefano di Pescia e da qui si percorre la via di Castello, si raggiungono le case di Cafaggio, la localita' de Le Pancore, le case di Barignano e, infine, Monte a Pescia (quota 319).
Dell'antico castello resta ben poco: all'interno di un'abitazione costruita proprio dove sorgeva il maniero si trovano resti delle mura della fortezza che, dopo oltre 500 anni, mostrano ancora evidenti segni dell'incendio appiccato al maniero quando venne assalito e distrutto nel 1502.
L'edificio piu' importante del piccolo paese e' la
Pieve dei Santi Bartolomeo e Andrea
, di origine romanica, ad una sola navata, molto nota in passato perché conserva come reliquia una spina delle corona posta sulla testa di Gesu'. Al suo interno conserva numerose opere d'arte tra le una cinquecentesca scultura di San Bartolomeo in terracotta dipinta e invetriata, attribuibile alla scuola dei della Robbia. Nella cappella dell'Opera si trova sepolcro del famoso musicista Giovanni Pacini (1796 -1867). 540 - MONTE A PESCIA
Giorno 20
Escursione in Valdinievole per vedere il Santuario della Madonna del Buonconsiglio a Ponte Buggianese: Ponte Buggianese e' situato a pochi chilometri da Montecatini Terme, ed e' facilmente raggiungibile dall'uscita Chiesina Uzzanese dell'Autostrada A 11 Firenze - Pisa Nord. In paese si trova la chiesa di
San Michele Arcangelo
che ha assunto recentemente la denominazione di
Santuario della Madonna del Buon Consiglio
in quanto conserva l'immagine devozionale della
Madonna del Buonconsiglio
risalente al XVIII secolo. Originariamente era un piccolo oratorio costruito nei primi anni del 1500 nei pressi del torrente Pescia.
Il maggior motivo d'interesse del Santuario e' dato dal ciclo di affreschi dipinti, a partire dal 1967, da
Pietro Annigoni
e dai suoi allievi. Il ciclo ne ha cambiato radicalmente l’aspetto e, per la sua importanza, ha portato nel 1978 al riconoscimento della chiesa come edificio sacro monumentale di notevole interesse artistico, da parte del Ministero dei Beni Culturali. Temi biblici ed evangelici si succedono nei vari dipinti:
I Profeti Isaia e Geremia, la Deposizione e Resurrezione di Cristo, L’ultima cena, I quattro cavalieri dell’Apocalisse, la Piscina Probatica, la Resurrezione di Lazzaro, Gesu' nell’orto del Getsemani, la Pentecoste
ed altri. 541 - SANTUARIO DELLA MADONNA DEL BUON CONSIGLIO A PONTE BUGGIANESE (affreschi di Pietro Annigoni)
Giorno 22
Siamo andati nel comune di
Bagno a Ripoli
dove, lungo la riva orografica sinistra dell’Arno, si trova un grande manufatto del passato: le
Gualchiere di Remole
. Le gualchiere – o mulini da follare – furono poste in uso per la prima volta in Inghilterra, nella meta' del secolo XI. La loro meccanica si basava su un grosso cilindro orizzontale, mosso da una ruota ad acqua, sulla quale una fila di denti sfalsati imprimeva un movimento alternato ad una serie d'aste incernierate, che in tal modo comprimevano i tessuti di lana all'interno di vasche, provvedendo anche ad un'azione di riscaldamento. La meccanizzazione del processo di gualcatura fu il segnale evidente del grande sviluppo raggiunto dalle manifatture nel Trecento.
Uno dei piu' rilevanti impianti di gualchiere, realizzato intorno alla meta' del Trecento, e' quello di Remole, situato lungo il corso dell'Arno, lungo la strada che unisce Firenze a Rosano. Le gualchiere di Remole costituiscono uno dei pochi esempi d'opificio industriale d'epoca tardo - medievale esistenti ancora oggi in Italia, documentando, al tempo stesso, lo sviluppo raggiunto dalla manifattura laniera fiorentina. Di proprieta' delle famiglie Albizzi, Rucellai e Valori, nel 1541 l'edificio di Remole fu acquistato dall'Arte della Lana, che gesti' l'attivita' delle gualchiere fino al 1728, quando, in seguito alla sua soppressione, gli impianti entrarono a far parte dei beni di Santa Maria del Fiore. In eta' napoleonica le gualchiere di Remole vennero prese in consegna dalla Camera di Commercio di Firenze, mentre attualmente sono di proprieta' del Comune di Firenze, pur sorgendo nel territorio di Bagno a Ripoli. 542 - GUALCHIERE DI REMOLE
Giorno 26
Siamo tornati nuovamente nel comune di Bagno a Ripoli per andare a vedere la zona di Villamagna.
Villamagna
e' un piccolo borgo situato sulle colline che dominano l'Arno, in comune di Bagno a Ripoli, in eccellente posizione panoramica perche' offre splendide visioni sul fiume Arno e sulla citta' di Firenze.
Lungo la strada che dalla provinciale per Rosano conduce a Villamagna s'incontra
Villa La Tana
, che fu residenza di Bianca Cappello. Proprieta' dei Bucelli ai primi del Quattrocento, quando era una piccola casa turrita, la villa fu denominata la Tana proprio per le sue ridotte proporzioni e dopo alcuni passaggi di proprieta' fu acquistata nel 1570 dalla Cappello e dal consorte Pietro di ser Zenobi Bonaventuri. Due anni dopo la morte del marito, nel 1576, la nobildonna vendette la villa all’ospedale di Santa Maria Nuova che nel 1631 lo cedette al barone Giulio di Bettino Ricasoli.
A Villamagna si trova la
Pieve di San Donnino
, ricostruita nell’XI secolo in severe forme romaniche sul sito di un piu' antico edificio risalente all’VIII secolo. All'interno della chiesa si trova l'urna che racchiude le spoglie del Beato Gherardo: figlio di contadini, nato a Villamagna intorno al 1174, Gherardo fu per due volte in Terrasanta, al seguito di nobiluomini della famiglia Folchi, Cavalieri di Malta, che avevano possedimenti a Villamagna. Di ritorno dalla sua seconda missione in Palestina, durata sette anni, Gherardo si fermo' ad Assisi, dove preso l'abito del terziari francescani. Si ritiro' poi a vivere in eremitaggio a Villamagna.
A poca distanza da Villamagna, lungo la strada che conduce al Convento dell'Incontro, nei pressi del cimitero, si trova
l'Oratorio del Beato Gherardo
, che fu in origine il romitorio che ospito' l'umile Gherardo di Villamagna. D'impianto romanico, ha semplice pianta rettangolare priva di abside; il paramento murario a bozze di alberese e' sostenuto da contrafforti a scarpa. La copertura e' a capanna, un piccolo campanile a vela si eleva alla sommita' del tetto, e subito sotto sono gli spioventi del tetto.
Dall'Oratorio, proseguendo il cammino, giungiamo fino a dove ha termine la strada, proprio di fronte al cancello del
Convento dell'Incontro
. Il convento francescano dell'Incontro si erge su un colle, alto 557 m. s.l.m., ad oriente della citta' di Firenze, sulla parte sinistra dell'Arno. Fu donato dal Granduca Cosimo III de' Medici a San Leonardo da Porto Maurizio che ne prese possesso, insieme ai suoi confratelli, il 25 Marzo del 1716. L'edificio fu costruito intorno alla chiesina di San Macario e ai resti della torre longobarda trasformata gia' in precedenza in torre campanaria. 543 - VILLAMAGNA |