ALDO INNOCENTI
RELAZIONE WALKING DEL MESE DI OTTOBRE 2008
Le escursioni del mese di ottobre sono iniziate il giorno 1: ci siamo recati a visitare la splendida
Badia a Settimo
, che si trova fra Lastra a Signa e Scandicci, una abbazia meravigliosa, circondata da mura medioevali che le conferiscono l’aspetto di una fortezza. E tanta era la potenza di questo monastero che nel medioevo arrivò addirittura ad avere la giurisdizione su tutto l’Appennino nel tratto compreso fra il Passo della Futa e il Passo del Giogo. L’8 ottobre siamo tornati in una delle zone da noi preferite: la
Garfagnana
ed esattamente nella zona di
Sillano
e del
ponte di Rocca di Soraggio
. A Sillano abbiamo visitato il paese e poi ci siamo recati nelle frazioni di Dalli di Sotto, Dalli di Sopra, Brica, Soraggio e Metello, e, inoltre, ci siamo dedicati a raccogliere le castagne che, in questa zona, sono assai belle. Abbiamo anche raggiunto il ponte di Rocca di Soraggio, un manufatto incredibile che scavalca il canyon del Serchio di Soraggio e conduce a una centrale dell’Enel; passando sopra il ponte sembra di essere sospesi nel vuoto. Dopo una settimana di pausa il giorno 15 siamo andati a visitare la
Villa Medicea di Poggio a Caiano
, una delle tante residenze della potente famiglia de’ Medici: forse non tutti sanno che in questa villa sono morti nel 1587, a poche ore di distanza l’uno dall’altra, Francesco I de’ Medici e la moglie, che prima era stata sua amante, Bianca Cappello. Sin da allora la tradizione popolare aveva attribuito questa morte quasi simultanea ad un avvelenamento ma non c’erano prove: invece in questi ultimi anni, esaminando i resti mortali dei due, è stato appurato che furono avvelenati con l’arsenico, forse dal fratello di lui, il cardinale Ferdinando I, che ne prese il posto. Il 21 siamo andati a
Pescia
, a visitare la
capitale dei fiori
: la cittadina è ricca di chiese e di monumenti, come il Duomo, la chiesa di San Francesco, la chiesa della Madonna a piè di piazza. Infine le escursioni del mese di ottobre sono terminate il giorno 25 con la visita a
Scarperia
in Mugello, la
patria dei ferri taglienti
, famosa, appunto, per i coltelli e per il bel Palazzo dei Vicari.
Giorno 3
La
Badia a Settimo
e' uno dei piu' importanti complessi religiosi medievali della piana di Firenze: la tradizione ne attribuisce la fondazione, che risalirebbe all’XI secolo, a Lotario dei conti Cadolingi di Fucecchio, anche se i primi riferimenti documentari sono del 988 e la dedicazione al Salvatore fa pensare ad una presenza gia' in epoca longobarda. I Cadolingi favorirono il potenziamento dell’abbazia: nei primi due secoli alla guida di essa si alternarono i Benedettini cluniacensi e i Vallombrosani; nel 1236 s'insediarono i Cistercensi, rimasti fino alle soppressioni leopoldine di fine Settecento. Si deve a loro la realizzazione del grande complesso e del potente sistema economico che da esso dipendeva. La Badia si presenta ancora oggi maestosa, ma, a causa dell'alienazione del patrimonio religioso, parte del complesso e' di proprieta' privata e non e' visitabile, mentre si puo' visitare la parte relativa al culto. All’interno della chiesa, dedicata a S. Salvatore e a S. Lorenzo, si conservano diverse opere d’arte di grande importanza come la terracotta invetriata di Benedetto Buglioni, due piccoli affreschi del Ghirlandaio, l’altare maggiore in pietre dure, il tabernacolo di Giuliano da Maiano, gli affreschi di Giovanni da San Giovanni nella Cappella di S. Quintino. Nella parete sinistra si trovano due tombe: una conserva le ceneri delle contesse Gasdia e Cilla, della famiglia Cadolingi, che morirono negli ultimi anni dell’XI secolo, l’altra il corpo del poeta Dino Campana. Dino Campana e' morto il 1° marzo del 1932 a Castel Pulci, allora manicomio: viene sepolto nel cimitero di San Colombano (localita' vicina a Badia a Settimo), in un quadratino di terra all'epoca riservato ai pazzi defunti. Allo scoccare del decimo anno dalla morte il corpo del poeta doveva essere disseppellito per andare a finire nell'ossario comune. Piero Bargellini (fondatore nel 1929 della rivista letteraria "Il Frontespizio" e poi sindaco di Firenze), venuto a San Colombano a visitare la tomba del poeta, volle cercare proprio nell'abbazia degna collocazione ai resti di Campana. Grazie al contributo delle Belle Arti la cappella del '300 - dedicata a San Bernardo - venne restaurata e la tomba del poeta poteva essere inaugurata il 3 marzo 1942, proprio all'interno della trecentesca cappella. Nel 1944, pero', i tedeschi in ritirata minavano il campanile della Badia, che nella caduta travolse anche la cappella: questa non fu mai piu' ricostruita mentre il campanile e' stato rifatto come e dov'era; nel '46, recuperata la cassetta con i resti del poeta, Campana trovo' finalmente pace all’interno della chiesa. SWK 534
Giorno 8
Sillano
, 750 m. s.l.m., situato sui contrafforti dell'Appennino tosco- Emiliano, percorso dal Serchio di Dalli e da quello di Soraggio, è il comune più settentrionale della Garfagnana: le frazioni del comune di Sillano sono
Brica, Villa Soraggio, Metello, Dalli Sopra, Dalli Sotto, Camporanda, Capanne, Magliano a Mattina e Magliano a Sera
. Nel versante del Serchio di Dalli si trovano le due frazioni più importanti, Dalli di Sopra e Dalli di Sotto, adagiate ai piedi dell'Alpe di Mommio e di Faggiola, mentre nella valle di Soraggio, zona ancora intatta e di grande bellezza, un tempo selvaggia e rupestre, un tempo si diceva che vi abitassero le fate. A Soraggio è ancora vivo il detto di "Come menar l'Orso a Modena", quando si parla di una cosa molto pericolosa: infatti il territorio di Sillano è stato per molti secoli dominio degli Estensi, i quali avevano concesso ai pastori della zona di poter portare a pascolare le proprie pecore oltre il crinale appenninico, in territorio geografico emiliano; in cambio, però, i pastori una volta all'anno dovevano catturare vivo un orso (allora se ne trovavano molti sui contrafforti dell'Appennino)e condurlo al Duca a Modena, cosa estremamente rischiosa, che è divenuta sinonimo di operazione molto pericolosa. Alla testa della valle di Sillano si trova il Passo di Pradarena (1579 m. s.l.m.), il più alto valico dell'Appennino tosco - emiliano, che divide la valle del Serchio da quella del Secchia e sul quale, secondo la tradizione, durante uno dei suoi viaggi dal castello di Canossa in Toscana, la Contessa Matilde volle innalzare un ospizio per viandanti. Non per niente la località dove sorgeva questo ospizio, che aveva anche un oratorio, si chiama Ospitaletto e si trova sulla strada che da Sillano conduce al Passo: ora delle antiche costruzioni non restano che pochi sassi. SWK 364
Il
ponte di Rocca di Soraggio
è un manufatto che conduce ad una centrale dell'Enel in località Rocca di Soraggio: è un ponte impressionante perchè poggia sui due versanti di un canyon in fondo al quale scorre il Serchio di Soraggio. Devo dire che camminare sopra il ponte fa una certa impressione perché il Serchio di Soraggio scorre sotto di noi alla base della fenditura ad una notevole distanza: la stretta gola è molto bella e le sue pareti sono verticali. Il Serchio di Soraggio si unisce poi al Serchio di Sillano ed in insieme formano il ramo appenninico del Serchio: infatti a Piazza al Serchio giunge anche un altro ramo, quello che proviene dalla Apuane (dai piedi del Pisanino). SWK 217
Giorno 15
La
Villa Medicea di Poggio a Caiano
venne fatta costruire a partire dal 1479 da Lorenzo il Magnifico che ne affido' l'incarico a Giuliano da Sangallo, il quale, sfruttando in piu' parti le mura del vecchio castello preesistente, la eresse in puro stile rinascimentale. Il grande complesso sorge al culmine di una collina dalla quale si domina un vasto panorama che abbraccia le valli dell'Ombrone e del Bisenzio, con lo sguardo che si spinge fino a Firenze. La villa, di forma rettangolare, e' un blocco pieno che poggia sopra un basamento porticato, sormontato da un'ampia terrazza. Due rampe di scale semicircolari, che portano al piano sopraelevato, sono il risultato di una trasformazione operata ai primi dell'Ottocento che ha sostituito quelle dritte progettate dal Sangallo. Al centro del piano sopraelevato si apre un porticato con colonnato, sormontato da un timpano, sotto il quale sfilano su sfondo azzurro, figure bianche in terracotta invetriata, copia del fregio attribuito al Sansovino. La villa ha vissuto i momenti di maggior splendore in coincidenza con i fasti della famiglia Medici, ma fu anche residenza prediletta dai Lorena e, al tempo di Firenze capitale d'Italia, dei Savoia: qui talvolta vi abito' il re Vittorio Emanuele II con la moglie morganatica Rosa Vercellana, contessa di Mirafiori. Ma nella villa accaddero fatti di sangue e drammi d'amore: qui morirono in circostanze misteriose, a poche ore di distanza l'uno dall'altra (fra il 19 e il 20 ottobre 1587) il Granduca di Toscana Francesco I e sua moglie Bianca Cappello. Sembra che sia stati avvelenati da Ferdinando, fratello di Francesco, che poi gli successe nel titolo: le ultime ricerche condotte sui resti di Francesco I rafforzano la tesi dell'avvelenamento. SWK 535
Giorno 21
Capitale toscana dei fiori,
Pescia
è una città ricca di storia e di tradizioni: divisa in due dal fiume Pescia di Pescia (si perchè c'è anche la Pescia di Collodi), si presenta con due agglomerati urbani contrapposti, uno cresciuto intorno al principale edificio religioso, la Cattedrale, e l'altro sviluppatosi intorno al Palazzo Comunale e alla grande piazza (l'attuale piazza Mazzini) dove si sviluppò il mercato civico. Innumerevoli sono gli edifici religiosi e civili degni di essere citati: la Cattedrale, la chiesa di S. Maria Maddalena, la chiesa di S. Chiara, l'Oratorio della Madonna a Piè di Piazza, la chiesa di S. Domenico, la chiesa dei Santi Stefano e Niccolao, il Palagio, il Palazzo Comunale e la Torre Civica. Tra i musei citiamo il Museo Civico di Scienze Naturali e Archeologia della Valdinievole in piazza Leonardo da Vinci e il Museo della Carta situato nella vicina Pietrabuona. Tra le tradizioni tipiche di Pescia ricordiamo la produzione dei cesti che servivano per la spedizione dei fiori recisi che venivano prodotti in città: la produzione dei fiori a Pescia risale agli anni ’20 del secolo scorso, ma solo nel 1930 si iniziò a produrre anche cestini per fiori. SWK 355
Giorno 25
A 285 m. s.l.m., al centro di quella grande vallata che è il Mugello, si trova l'antico borgo di
Scarperia
, fondato col nome di Castel S. Barnaba in un luogo conosciuto come "la Scarperia", perché alla scarpa, cioè ai piedi, dell'Appennino; da lì, infatti, iniziava una salita al passo del Giogo, erta e difficile, cioè "ria". Lo stemma del Comune è lo stesso del Comune di Firenze, il giglio rosso in campo bianco: il paese è famoso in tutto il mondo per la produzione di ferri taglienti. Fin dalla nascita del paese, nel 1306, la cittadina si è caratterizzata per essere uno dei centri di produzione più noti d’Italia: in tempi recenti, si è assistito ad un rinnovato sviluppo di questa attività che ha permesso a Scarperia di mantenere il suo ruolo di centro nazionale e internazionale dei ferri taglienti. |