ALDO INNCOCENTI
RELAZIONE WALKING DEL MESE DI SETTEMBRE 2008
Anche nel mese di settembre assai numerose sono state le uscite di Ursea e Walking Italy: la prima escursione, giorno 3, è stata assolutamente eccezionale perché a distanza di molti anni (13 per l’esattezza) siamo tornati nell’
Orrido di Botri
, il canyon che si trova all’inizio della Garfagnana, che è Riserva Naturale e nel quale nidifica l’aquila. E’ stata un’esperienza unica perché per percorrerlo bisogna entrare per forza nell’acqua. I giorni 8, 9 e 10 siamo andati all’
Isola del Giglio
: l’isola è veramente splendida, con un mare cristallino e le coste incontaminate. Infatti vi insistono solo tre piccoli paesi: Giglio Porto, Giglio Castello e Campese, per una popolazione di circa 1.500 abitanti, così le coste sono sgombre di abitazioni e si possono circumnavigare non incontrando mai opere dell’uomo. Il 17 siamo andati a
Piastrola
, l’abitazione che si trova sopra Pruno, in Alta Versilia, per assistere al fenomeno del
Sole nell’arco del monte Forato
: in questo periodo l’inclinazione solare permette di vedere il fenomeno solo parzialmente per cui con l’amico Sirio, abitante di Piastrola, ci siamo dovuti spostare sopra la località di Colle a Iapoli, riuscendo a cogliere solo parzialmente il fenomeno. Il 24 siamo stati nella zona di Carrara e siamo andati a visitare la
Cava Museo dei Fantiscritti
e il paese di
Colonnata
, famoso nel mondo per il suo
lardo
, fama assolutamente meritata. Il 29 siamo andati a
Impruneta
, grosso borgo posto sulla strada che da Firenze conduce nel Chianti: qui si trova il Santuario di S. Maria che custodisce una veneratissima immagine della Madonna. Infine il giorno 30 abbiamo chiuso in bellezza e siamo andati a visitare la
Certosa del Galluzzo
Giorno 3
L’
Orrido di Botri
e' una stretta gola formatasi in seguito a movimenti tellurici, incassata fra due pareti di roccia alte anche alcune centinaia di metri che, in alcuni punti, si avvicinano fino quasi a toccarsi: e' formato dall’unione di due torrenti, il rio Mariana (che scende da Foce a Giovo) e il rio Ribellino (che scende da Campolino). Dalla confluenza di questi due torrenti nasce il rio Pelago che e' il corso d’acqua che scorre dentro il canyon: dove le pareti sono piu' strette il fondo e' occupato completamente dall’acqua per cui chi lo vuole percorrere deve per forza bagnarsi. Uscito dalla stretta gola in localita' Ponte a Gaio il rio Pelago muta il suo nome in Fegana e prosegue il suo cammino fino a gettarsi nel Serchio poco piu' a nord di Borgo a Mozzano. Le visite all'interno della Riserva Naturale dell'Orrido di Botri sono consentite dal 1 giugno al 30 settembre previo pagamento di un biglietto d'ingresso del costo di 2 euro: il servizio e' svolto dal Corpo Forestale dello Stato che ha in gestione tutta la Riserva Naturale. Non e' piu', quindi, obbligatorio come un tempo essere accompagnati da guide autorizzate: per entrare e' obbligatorio il casco, che viene fornito direttamente quando si paga il biglietto, e sono consigliate calzature idonee chiuse e allacciate. Su prenotazione e' possibile usufruire del servizio di guida per il gruppi di almeno 8 persone: il costo a persona e' di 5 euro. SWK235
Giorni 8, 9 e 10
L'
Isola del Giglio
fa parte dell'Arcipelago toscano ed e' raggiungibile con un'ora di traversata tramite i traghetti che partono da Porto S. Stefano per approdare a Giglio Porto, unico porto dell'isola. La sua superficie e' kmq. 21,21, lo sviluppo costiero di km. 28, si presenta con forma montuosa con una catena che l'attraversa per tutta la sua lunghezza: e' formata da graniti, salvo nella zona del Franco, caratterizzata da calcari triassici, e nella parte piu' occidentale, composta da gabbri, serpentine e scisti. Tre sono i paesi presenti: Giglio Porto (unico porto dell'isola dalle case multicolori ed il mare di una limpidezza impensabile per una zona portuale), Giglio Castello (sede del Comune, situato a quota 405 s.l.m., cinto da imponenti mura intervallate da tre torri a pianta circolare e da sette a base rettangolare; eretto dai Pisani nel XII sec.), e Campese (ultimo a nascere come centro abitato, costituisce oggi l'insediamento turistico piu' importante dell'isola con la sua bella e ampia spiaggia sabbiosa: la sua baia e' incorniciata dal Faraglione da un lato, e dall'imponente Torre medicea dall'altro). Il mare del Giglio e' di una limpidezza cristallina tanto che le sue acque costituiscono il paradiso dei subacquei: e' presenta anche una scuola di sub. Molte e stupende sono le spiaggiette e le cale raggiungibili tramite la sentieristica o solo via mare: sull'isola si possono noleggiare piccole imbarcazioni che si possono condurre senza patente nautica e consentono di raggiungere calette irraggiungibili via terra o di effettuare un bellissimo giro dell'isola. SWK529
Giorno 17
Il
monte Forato
(m. 1223 e m. 1209 le sue due cime) è una delle vette più famose e più frequentate della catena apuana: l’arco naturale che fa del monte Forato una montagna veramente unica, è alto 32 m. e alto 26 m. con uno spessore minimo è di 8 m. All'origine di questa caratteristica figura, da cui la montagna ha tratto il nome, c'è l'azione erosiva di vento e acqua che hanno inciso il calcare sfruttando le fratture della roccia. Il Forato ha sempre attratto l'uomo per la sua forma unica e anche i poeti lo hanno declamato, come nel secolo scorso Giuseppe Tigri che così lo descriveva: "D'immane ponte adamantino a foggia, ch'arte tu credi, eppur natura eresse!". In questo itinerario voglio però raccontare della
visione del sole che passa nell'arco nel Forato
, che avviene a Piastrola (località posta sopra Pruno in Alta Versilia) circa 20 minuti dopo il sorgere del sole nei giorni 22 / 25 maggio (nei quali si osserva nel miglior modo possibile) e 20 / 23 luglio.SWK175
Giorno 24
Nel bacino marmifero di
Carrara
si contano 190
cave
, di cui un centinaio attive: fino al 1995 le cave hanno costituito un caso a parte nella normativa mineraria nazionale in quanto la materia era ancora regolamentata dalle Leggi Estensi del 1751 in base alle quali i canoni di concessione venivano calcolati non sulla ricchezza mineraria del sottosuolo ma sul reddito agrario della concessione, risultando, quindi, irrisori rispetto al valore reale dell’area. Questa situazione consentiva anche la pratica del settimo, un subaffitto della concessione a terzi del marmo prodotto: solo nel 1995 il comune di Carrara, con una storica sentenza, è riuscito a legiferare una normativa in cui il canone di concessione viene calcolato sul reale valore del prodotto di cava e vietando ogni forma di subaffitto; tutte le cave esistenti sono ordinate per numerazione progressiva e all’ingresso di ognuna è posto un cartello identificativo riportante il nome della cava e il numero con il quale è identificata all’Ufficio Catastale. La quasi totalità delle cave risulta compresa da ovest a est nel grande anfiteatro naturale che parte dal Monte Uccelliera (m. 1246) al Monte Borla (m. 1460), al Monte Sagro (m. 1749) alla Cima di Gioia (m. 810) e al Monte Brugiana (m. 960) :possiamo dire che il bacino marmifero è compreso in tre valli che sono separate fra loro dalle pendici del Monte Maggiore (m. 1396); il paesaggio è stato profondamente modificato dalle escavazioni e dai ravaneti, le discariche di marmo frutto delle escavazioni che ricoprono di bianco le valli, oltre che dalle strade di arroccamento che incidono i ripidi versanti.SWK85
Colonnata
, al centro di un grande bacino marmifero, è famosa in tutto il mondo per il marmo che vi si estrae e, soprattutto, per il lardo che vi si produce. E' un borgo di origine romana e il nome stesso deriva "colonia": vi vennero ad abitare da coloro che erano addetti al lavoro nelle cave di marmo, il famoso "marmo lunense" di Romani. Il Bacino di Colonnata costituisce la parte orientale della regione marmifera carrarese e conta una settantina di cava, di cui 44 attive, distribuite su una superficie di 500 ettari: l’accesso al bacino è consentito da una strada asfaltata che risale la valle del torrente Carrione, sede di numerose segherie per la lavorazione del marmo, fino a giungere al paese di Bedizzano; da qui la strada, attraversando un fitto bosco di castagni, corre lungo il versante orientale della valle ed in breve giunge all’imbocco del bacino.SWK23
Giorno29
A
Impruneta
si trova la Basilica di S. Maria che custodisce una venerata l'Immagine della Vergine (opera attribuita dalla tradizione a San Luca Evangelista e ridipinta dall'inglese Ignazio Hugford nel 1758) e che conserva pregevoli opere d'arte quali i dipinti seicenteschi di Jacopo Chimenti detto l'Empoli e di Matteo Rosselli, una Crocefissione di Luca della Robbia, la Natività della Vergine di Domenico Cresti detto il Passignano e il Martirio di San Lorenzo di Cristofano Allori. Presso la Sala Silvani della Basilica si trova il Museo del Tesoro di Santa Maria all'Impruneta, inaugurato nel luglio del 1987. Il museo, suddiviso nelle sezioni degli Argenti e dei Codici Miniati, costituisce una raccolta di rilevante interesse storico e di grande fascino artistico. Nella prima sezione, che raccoglie opere di grande raffinatezza, spiccano i doni offerti alla Vergine in occasione delle processioni del 1633 e del 1711, il nucleo degli oggetti di cristallo di rocca donati dalle granduchesse medicee ed altre oreficerie, tra cui una croce del Ghiberti ed un crocifisso seicentesco realizzato presumibilmente nelle botteghe granducali. La sezione dei Codici Miniati è formata da 11 splendidi codici miniati di cui sette manoscritti del XIV secolo e quattro cinquecenteschi, nei quali il fregio laterale assume spiccate funzioni decorative. Da segnalare nell'ultima sala il cuscino e il velo rinvenuti nel sepolcro del vescovo di Fiesole Antonio degli Agli, mecenate della Pieve di Santa Maria. L’itinerario Walking Italy per Impruneta non è ancora pronto.
Giorno30
Abbiamo chiuso il mese in bellezza visitando la
Certosa del Galluzzo
: il complesso monumentale è situato sulla sommità di Monte Acuto, detto anche “Monte Santo”, un colle di forma conica situato nelle vicinanze dell’abitato del Galluzzo, paese a sud di Firenze. Il complesso monastico fu voluto da Niccolò Acciaioli, personaggio di spicco dell’ambiente politico ed economico trecentesco fiorentino. Appartenente ad una delle famiglie di banchieri più ricche di Firenze, raggiunse l’apice del potere nel Regno di Napoli, presso la corte angioina. I primi documenti in cui Niccolò esprime la volontà di fondare un monastero dedicato a San Lorenzo Martire, risalgono al 1338. Nel 1810, durante la soppressione napoleonica, molte opere d'arte vennero sottratte al monastero e non tutte poterono essere recuperate. I monaci Certosini abbandonarono la certosa nel 1866 in quanto era diventata di proprietà dello Stato, fino a che, nel 1958, tornò ad essere gestita dai monaci, questa volta dell'ordine cistercense. Sono ancora presenti gli ambienti riservati alla farmacia, la cui attività risale al Cinquecento, e che oggi sono utilizzati per la produzione di liquori. All'interno del Convento, nell'area del chiostro, si trovano alcune terrecotte realizzate da Andrea e Giovanni della Robbia, mentre le lunette del Pontormo decoravano il chiostro grande e ora si possono osservare nella Pinacoteca della Certosa. L’itinerario Walking Italy per la Certosa del Galluzzo non è ancora pronto.
Gite in calendario per Ottobre
Tra le gite che abbiamo in programma in questo mese cito senz’altro quella per l’Alta Garfagnana, zona di Sillano (SWK364) e Piazza al Serchio (SWK386), con visita anche al famoso ponte di Rocca di Soraggio (SWK217). Tra le altre si dovrebbe andare in Mugello a visitare la
Mostra: Mugello, culla del Rinascimento
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