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Notizie ed attivita' del mese di luglio 2008

ALDO INNOCENTI

RELAZIONE WALKING DEL MESE DI AGOSTO 2008

Nel mese di agosto assai numerose sono state le uscite di noi di Ursea e Walking Italy: abbiamo iniziato il giorno 6 quando ci siamo recati sul monte Prado, nell’Appennino tosco – emiliano; pochi sanno che con i suoi 2054 m. s.l.m. questa montagna è la più alta della Toscana. Il giorno 11 siamo tornati sul monte Gennaio partendo dal Rifugio Porta Franca: da qui transitava l’antica strada per l’Emilia e questa era la zona di confine con lo Stato Pontificio da cui deriva il nome di zona franca da tasse. Il 13, insieme agli amici Damino e Barinci, abbiamo fatto una escursione sul Montalbano per andare alla Torre di S. Alluccio: questa località fino agli anni Cinquanta del XX secolo costituiva la gita classica per gli abitanti di Quarrata e delle zone circostanti. Infatti per l’Ascensione, Pasquetta, Ferragosto, ecc. dalla pianura le persone salivano alla Torre per fare l’escursione transitando dalla Fonte del Sasso Regino. Il giorno 15 siamo andati a visitare lo splendido borgo di Santa Fiora, situato alle pendici del monte Amiata: tra le cose da ammirare citiamo la Peschiera e la chiesa della Madonna delle Nevi, sotto il cui pavimento nasce il fiume Fiora, la cui sorgente è possibile ammirare grazie ad alcune lastre di vetro poste sul pavimento. Il 16 siamo tornati nella zona dell’Amiata e siamo saliti sul monte Labro: questa montagna, sassosa e spoglia di alberi, porta sulla sua vetta una torre di tipo nuragico costruita dalla comunità della chiesa giusrisdavidica fondata alla fine dell’Ottocento da David Lazzeretti, il profeta dell’Amiata. Sotto la torre si trova una grotta dove si può osservare l’altare della chiesa giurisdavidica: la sua visione è veramente suggestiva, quasi irreale; se venite qui portatevi dietro una torcia elettrica perché la grotta è completamente al buio. Il 17 abbiamo visitato il Parco Faunistico del monte Amiata, che, contrariamente a quanto afferma il nome, si trova alle pendici del monte Labro e non del monte Amiata: qui è possibile osservare animali in libertà grazie a percorsi naturalistici che si snodano alle pendici della montagna. Tra gli animali presenti citiamo lupi, caprioli, cervi, daini, camosci, mufloni e i caratteristici asini del monte Amiata. Il 20 siamo andati a Campocatino, splendida conca glaciale situata sopra il lago di Vagli in Garfagnana, per salire al Passo della Focolaccia: luoghi bellissimi ma itinerario assai faticoso per raggiungere una passo che le cave hanno completamente devastato. Infine il 27 con l’amico Michele Frosini abbiamo percorso la Via della Foce o Strada del Duca, una carrozzabile fatta costruire agli inizi dell’Ottocento da Maria Luigia, Duchessa di Lucca: questa strada inizia in Val di Luce, versante toscano, e termina a Tereglio in Garfagnana, valicando l’Appennino al Passo di Foce a Gioco.

Giorno 6

MONTE PRADO Il monte Prado , con i suoi 2054 m. s.l.m., e' la vetta piu' alta di tutta la Toscana : si eleva sul crinale dell'Appennino - tosco - emiliano presentandosi come un massiccio scosceso nella parte settentrionale, piu' dolce nella parte meridionale. Situato nel Parco Nazionale dell'Appennino tosco - emiliano, insieme alla sua conca glaciale, gode di particolare protezione naturalistica in quanto la flora e la fauna presenti nella zona sono di rilevante importanza: il versante settentrionale della montagna e' catalogato come zona A di riserva integrale, per cui in tale area non e' consentito uscire dai sentieri segnalati, soprattutto per la tutela della ricca flora alpina. Questo itinerario ci permette di raggiungere questa montagna partendo dal Rifugio Cella, ricovero di pastori che si trova alla base del monte Cella, poco distante da Casone di Profecchia, localita' situata sulla Strada Statale del Passo delle Radici fra Castiglione Garfagnana e il Passo delle Radici stesso. Dalla cima del Prado belle visioni sulla catena appenninica, sulle Alpi Apuane e sul sottostante Lago Bargetana, sopra il quale incombe la mole possente del monte Cusna. SWK525

Giorno11

ALTRA IMMAGINE DEL MONTE GENNAIO DA PORTA FRANCA Il monte Gennaio (1814 m. s.l.m.), situato sul crinale dell'Appennino tosco - emiliano fra il Passo della Nevaia e il Passo del Cancellino, e' una delle mete preferite dagli escursionisti perche' raggiungibile da tre localita' diverse e in un tempo relativamente breve: infatti vi si puo' arrivare da Porta Franca, transitando da Pracchia e Orsigna, dalla Casetta Pulledrari, transitando da Maresca, e da Pratorsi, transitando da Gavinana. In questo itinerario si trattera' del percorso che si effettua da Porta Franca, con partenza da Pian Grande, localita' dove giunge una strada sterrata, anche assai disagevole, che inizia dalla localita' di case Corrieri, situata oltre Orsigna, lunga 6,3 km. Il monte Gennaio segna lo spartiacque fra la Valle delle Verdiana e la Valle dell'Orsigna e con i suoi 1814 m. permette di osservare un vasto panorama, soprattutto verso est: infatti fino ai lontanissimi Monti Sibillini non c'e' montagna che lo superi in altezza. In alcune carte ancora oggi viene chiamato monte Uccelliera, cosi' come viene identificata con Uccelliera quella bella fonte che si trova sul suo pendio est e che toccheremo in questo percorso: sono toponimi legati ai vecchi tempi quando in quest'area si effettuava la caccia agli uccelli di passo. SWK526

Giorno 13

Siamo saliti con gli amici Damino e Barinci all’antica Torre di S. Alluccio sul Montalbano : questa località costituiva la gita classica che tutti gli abitanti di Quarrata e zone circostanti effettuavano per Pasquetta, Ascensione, Ferragosto, ecc. transitando dalla Fonte del Sasso Regino e dal Sasso Regino. Siamo sul crinale del Montalbano e fino a cinquanta anni fa tutta l’area circostante la torre era coltivata: grano, patate, segale, ecc. che rendevano autosufficienti coloro che risiedevano in questo immobile che era di proprietà del Conte Spalletti di Lucciano. Era, insomma, la gita che si potevano permettere le persone di allora: da S. Allucio transitava un’antica strada medioevale che collegava Vinci con la zona del Pistoiese. L’itinerario per S. Alluccio non è ancora pronto.

Giorno 15

PESCHIERA DI SANTA FIORA: 4' IMMAGINE Ci siamo recati a Santa Fiora , antica cittadina adagiata alle pendici del monte Amiata, dalla quale nasce il fiume Fiora: la Peschiera e' senza dubbio la costruzione piu' nota del borgo. Fatta costruire dai conti Sforza nel XV sec., costituisce uno splendido esempio di parco – giardino e raccoglie le copiose acque del Fiora che vanno poi ad alimentare l’acquedotto omonimo che rifornisce del prezioso liquido tutta la Maremma. In essa si trovava, e lo si trova ancora oggi, un vivaio di trote e l’acqua che usciva andava ad alimentare gli opifici industriali (ferriera, gualchiera) e i mulini: nell’acqua nuotano anatre e cigni e sotto la superficie si intravedono pesci enormi, mentre sul lato nord si trova un bel parco. Splendida e' l’immagine della Peschiera con alle spalle le antiche case di Santa Fiora: unica e veramente suggestiva. All'interno della chiesa della Madonna delle Nevi e' possibile vedere la sorgente del Fiora, le cui acque fuoriescono dal lato sud della Peschiera e cadono in un grande lavatoio nel quale le donne locali vanno ancora oggi a lavare i propri panni. SWK82

Giorno 16

CAMPANA E TORRE GIURISDAVIDICHE SUL MONTE LABRO E’ la giornata dell’escursione sul monte Labro , montagna particolare che si trova alle pendici dell'Amiata ed e' completamente priva di vegetazione: sulla sua sommita' si trova una torre nuragica, simbolo della chiesa giurisdavidica fondata da David Lazzaretti, il profeta dell'Amiata . La chiesa giurisdavidica fondata da David Lazzaretti esiste ancora con una comunita' di circa 300, 400 persone: fino dai tempi della morte del profeta, i suoi seguaci lo ricordano con dei falo' che vengono accesi sulla vetta del Monte Labro nella notte di Ferragosto. E' una cosa molto suggestiva vedere ai nostri giorni questi fuochi accesi sulla sommita' del monte: osservarli fa tornare indietro nel tempo e ci ricorda la figura di David Lazzaretti, ucciso con violenza, proprio lui che era profeta della non violenza. Il Monte Labro emana una grande fascino: proprio sulla vetta si trova la grotta dove aveva la sede la chiesa Giurisdavidica e ai piedi della torre si incontrano due campane con inciso il simbolo della chiesa fondata dal Lazzaretti, una croce preceduta da una C rovesciata e seguita da una C, )+( . Dalla vetta panorama vastissimo: di fronte il Monte Amiata e tutt'intorno lo sguardo si perde nell'immensita' dell'orizzonte. SWK 18 4P01

Giorno 17

ALTANA LUPI: 2' IMMAGINE Il 17 abbiamo visitato il Parco Faunistico del monte Amiata , che, contrariamente a quanto afferma il nome, si trova alle pendici del monte Labro e non del monte Amiata: qui è possibile osservare animali in libertà grazie a percorsi naturalistici che si snodano alle pendici della montagna. Il monte Labro e' noto per essere stato la sede della Chiesa Giusrisdavidica fondata da David Lazzeretti, il Profeta dell'Amiata . Questo Parco si ispira ai grandi parchi faunistici nei quali il visitatore attraversa il territorio degli animali selvatici, senza intralciare il consueto modo di vita di questi animali. All'interno del Parco si snoda una rete sentieri che consente di girarlo in lungo e largo, apprezzandone la varieta' di ambienti: si passa, infatti, dagli ambienti boschivi agli ampi spazi aperti, che si coprono di fioriture in certi periodi dell'anno, al corso del torrente Onazio. Se siamo fortunati possiamo avere qualche incontro ravvicinato con cervi, daini e caprioli e, con molta fortuna, con il lupo. Il trekking e' sconsigliabile sicuramente nelle ore piu' calde dell'estate, mentre e' molto piu' facile osservare animali nei periodi primaverile e autunnale, soprattutto all'alba e al tramonto. All'interno del Parco, un sistema di sentieri, che non devono mai essere abbandonati, e apposite strutture, come l'altana per l'osservazione del lupo, permettono l'avvistamento, senza interposte barriere fra visitatori ed animali di moltissime specie. SWK 527

Giorno 20

CAMPOCATINO IN CAMPOCATINO FOCOLACCIA Siamo andati in Garfagnana e abbiamo raggiunto quella splendida località che è Campocatino : l’itinerario per il Passo della Focolaccia inizia proprio dalla splendida conca di Campocatino (1000 m. s.l.m.) uno dei luoghi piu' belli delle Apuane, una splendida conca erbosa con i caselli che un tempo usavano i pastori, dominata dalla mode del monte Roccandagia, e termina in uno dei luoghi piu' malridotti delle Apuane, il Passo della Focolaccia, sconvolto dalle cave che lo hanno abbassato di oltre 50 metri, trasformando quello che era un passo d'alta quota, ricco di pascoli e di tranquillita', in uno scenario dantesco, veramente infernale. Il percorso passa dal versante nord del Roccandagia, valicando il valico della Tombaccia (1350 m.) e prosegue verso la Carcaraia, zone carsica per eccellenza, ricca di inghiottitoi, doline e anche di grotte di notevole importanza speleologica. Nel tratto Tombaccia - Focolaccia eccellenti visioni sulla valle dell'Acqua Bianca e sul monte Pisanino. SWK150

Giorno 27

CRINALE APPENNINO TOSCO - EMILIANO Abbiamo chiuso il mese in bellezza e con l’amico Michele Frosini abbiamo percorso la Via della Foce, o Strada del Duca : la Via della Foce (chiamata Strada del Duca nella cartografia IGM) e' una strada che unisce la Valle delle Pozze (l’odierna Val di Luce), versante modenese, con la Val Fegana, versante lucchese, strada che vanta un’antica storia. Questa transappenninica venne costruita a regola d’arte ma senza particolare entusiasmo comportando enormi spese ma pochissima utilita' pratica: la sua costruzione inizio' subito dopo il Congresso di Vienna quando, dopo la fine del dominio napoleonico, in Europa furono restaurate gli antichi ordinamenti politico – amministrativi: a quasi duecento anni dalla sua costruzione la strada e' ora frequentata prevalentemente per uso turistico. I lavori di costruzione di questa strada ebbero inizio nel 1819 e terminarono nel 1823: il percorso si snoda per la Valle delle Pozze (l'odierna Val di Luce) abbandonandola a Case Coppi e a Romesecchi si affaccia nella Valle delle Tagliole, taglia, poi, il fianco settentrionale e occidentale del Balzo delle Rose e della Femminamorta e, giunta a Foce a Giovo, scende all'Ospitaletto nella garfagnina Valle della Fegana, per poi proseguire fino a Tereglio e a Bagni di Lucca. La Ducale Via della Foce venne ufficialmente inaugurata il 31 luglio 1823 giorno in cui il Duca di Modena Francesco IV° percorse la strada incontrandosi all'Ospitaletto con la Duchessa di Lucca Maria Luigia. SWK250

Gite in calendario per Settembre

LE CAVE DALLA PIAZZA DELLA CHIESA DI COLONNATA Tra le gite che abbiamo in programma in questo mese cito senz’altro quella per Colonnata e le Cave di Marmo di Carrara : Colonnata, al centro di un grande bacino marmifero, è famosa in tutto il mondo per il marmo che vi si estrae e, soprattutto, per il lardo che vi si produce. E' un borgo di origine romana e il nome stesso deriva "colonia": vi vennero ad abitare da coloro che erano addetti al lavoro nelle cave di marmo, il famoso "marmo lunense" di Romani. Il Bacino di Colonnata costituisce la parte orientale della regione marmifera carrarese e conta una settantina di cava, di cui 44 attive, distribuite su una superficie di 500 ettari: l’accesso al bacino è consentito da una strada asfaltata che risale la valle del torrente Carrione, sede di numerose segherie per la lavorazione del marmo, fino a giungere al paese di Bedizzano; da qui la strada, attraversando un fitto bosco di castagni, corre lungo il versante orientale della valle ed in breve giunge all’imbocco del bacino. SWK23

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