ALDO INNOCENTI
RELAZIONE URSEA-WALKING DEL MESE DI GIUGNO 2008
Nel mese di giugno abbiamo effettuato diverse escursioni: il 2 siamo andati in Val d’Arbia e abbiamo visitato il castello di Bibbiano e la Pieve di Corsano; il 7 siamo tornati in Val d’Arbia e siamo andati a vedere l’antico Borgo di Buonconvento e la Grancia di Cuna; il 12 siamo stati all’Abbazia di S. Antimo; il 15 siamo stati nella zona della Montagnola Senese e abbiano visitato il borgo fortificato di Staggia, Monteriggioni, Castel Pietraio, Pievescola, la Pieve di San Giovanni Battista a Ponte allo Spino e il borgo di Torri; il giorno 20 siamo tornati in Garfagnana e abbiamo visitato Pieve Fosciana e tre sue frazioni di montagna, Bargecchia, Sillico e Capraia; il 25 siamo stati in vetta al monte Gennaio, nell’Appennino tosco – emiliano, partendo dalla localita' di Pratorsi.
Giorno 2
La Pieve di San Giovanni Battista a Corsano e' raggiungibile dal centro di Monteroni d'Arbia, localita' situata lungo la via Cassia, pochi km. a sud di Siena. Il nome di Corsano viene citato per la prima volta in un documento del 1 settembre del 915 perché e' in questa localita' che Berengario II, re d’Italia, concedeva a S. Adalberto vescovo di Bergamo, di poter fabbricare una abitazione per se e i suoi successori vicino alle mura di Pavia. La pieve romanica si trova al centro della Val d’Arbia, immersa in un paesaggio eccezionale, come attestano le foto collegate a questo itinerario. Il fiume Arbia (in realta' poco piu' di un torrente) segna allo stesso tempo la campagna e la storia senese: se dal punto di vista fisico caratterizza la zona a sud - est della citta' ed accompagna idealmente il tracciato della Via Cassia, dal punto di vista storico e' un simbolo della battaglia di Montaperti del 1260, ricordata da Dante nel Purgatorio e che ancora oggi viene citata come simbolo dello spirito indipendente della comunita' senese. 514 - PIEVE DI CORSANO IN VAL D'ARBIA
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Il castello di Bibbiano si trova a 4 chilometri di distanza da Buonconvento, centro fortificato della Val d'Arbia: e' composto da due elementi, il palazzo e le mura quadrate che lo circondano completamente. Al castello si accede ancora attraverso l'antico ponte levatoio che scavalca un fossato che circonda completamente l'edificio. Una torre di origine trecentesca, ridisegnata all'inizio del 1500 da Baldassarre Peruzzi, domina il tutto. Il castello, costruito nel 1200 e conosciuto anticamente come Bibbiano Guiglieschi, e' appartenuto a numerose famiglie patrizie senesi. Al castello, che non e' visitabile, faceva capo una azienda di trecento ettari: addirittura dalla fattoria del castello dipendevano ben 59 poderi. L'insediamento fortificato e' presente in loco almeno dall'850, proprieta' del conte longobardo Guinigi di Reghinari, legato imperiale al tempo di Ludovico II. 511 - CASTELLO DI BIBBIANO
Giorno7
Buonconvento deve le sue fortune al fatto di essere collocata lungo la Via Francigena, l'importante arteria che collegava nel Medioevo Roma all'Europa Centrale: nell'itinerario descritto da Filippo II re di Francia nel 1191 la localita' e' ricordata come Bon - Couvent. Infatti il toponimo Buonconvento deriva dal latino bonus conventus e ha il significato di comunita' felice, fortunata: una comunita' di persone che gode della fertilita' della terra e dei vantaggi derivanti dal passaggio dell'importante Via Francigena o Romea. Qui i viandanti interrompevano il viaggio per alloggiare e rifocillarsi. La struttura urbanistica del borgo si articola sull'asse nord - sud lungo l'antica Via Francigena: nel centro del paese questa strada ha la denominazione di via Soccini e su di essa si affacciano gli edifici principali, la chiesa dei Santi Pietro e Paolo, l'Oratorio di San Sebastiano o dell'Arciconfraternita della Misericordia, il Palazzo Pretorio, il Palazzo Ricci - Socini, che ospita il Museo d'Arte Sacra della Val d'Arbia. Al borgo di Buonconvento, circondato da mura trecentesche, si accedeva da due porte: la Porta Senese, a nord e ancora intatta, e la Porta Romana, a sud e distrutta dai tedeschi nel 1944. 512 - BUONCONVENTO
La Grancia di Cuna si trova nei pressi di Monteroni d’Arbia, lungo la Statale Cassia, che in questa zona coincide con l’antica Via Francigena: e' uno degli esempi meglio conservati di fattoria fortificata medievale. Infatti una grancia si sviluppava sul luogo dove, in eta' medioevale, si trovavano un ospizio o un ospedale per l'accoglienza dei viaggiatori: in questa fattoria venivano depositati il grano e tutti gli altri prodotti agricoli che servivano a mantenere l’ospedale che la possedeva. Per difendere i prodotti raccolti e la gente che vi abitava dalle numerose incursioni che si facevano a quei tempi la fattoria veniva protetta con fortificazioni, divenendo cosi' un piccolo borgo autonomo. La Grancia di Cuna sorge dove gia' nel secolo XII esisteva uno Spedale destinato ad accogliere e a dare assistenza ai pellegrini e ai mercanti che transitavano lungo la via Francigena: nel secolo XIII, divenuto proprieta' del potente Spedale di Santa Maria della Scala di Siena, l'edificio fu oggetto di numerosi lavori di ampliamento. Il complesso di Cuna consiste in un grande blocco quadrato con mura a scarpa, due torri d'angolo dotate di apparato difensivo a sporgere sul fronte meridionale. 510 - GRANCIA DI CUNA
Giorno12
Procedendo da Montalcino in direzione sud dopo 10 km. si incontra in aperta campagna, nel comune di Castelnuovo dell’Abate, la splendida Abbazia di Sant’Antimo (m. 318 s.l.m.), tra i maggiori monumenti romanici della regione con la grandiosita' dell’edificio esaltata dall’integrita' della campagna che la circonda: secondo un’antica leggenda fu fondata nel 781 dall’imperatore Carlo Magno (si sa per certo che esisteva nell’812) quando, con il suo seguito di ritorno da Roma nel transitare lungo la via Francigena, corse il rischio di essere colpito dall’epidemia di peste che imperversava nella zona. Fece un voto chiedendo la grazia per sé e per il suo seguito e, ottenutala, fece costruire in prossimita' del fiume Starcia una bella chiesa: l’attuale chiesa ha sostituito nel 1118 la basilica preromanica esistente.$Wk157
Giorno 15
Il borgo di Staggia si trova a pochi km. dall’uscita di Colle Val d’Elsa sud della Superstrada Firenze – Siena, ma fa parte del Comune di Poggibonsi. Le fortune di questo paese sono dovute al fatto di trovarsi lungo il percorso dell’antica e famosa Via Francigena. Il castello di Staggia ha pianta rettangolare e sorge sopra un rilievo: la costruzione non e' orientata in riferimento al tracciato viario del borgo. Le mura, attualmente visibili, con un circuito a poligono irregolare, risalgono all'intervento fiorentino del 1431. Non sono invece rimaste tracce della fortificazione senese del 1273, né di quella che i Fiorentini costruirono un secolo piu' tardi. Le mura del borgo di Staggia, raccordate al castello sul lato settentrionale, si presentano ancora oggi pressoché integre, ad eccezione di due brevi interruzioni, e presentano il tracciato della ricostruzione del 1372. Sono intervallate da torri quadrate o poligonali ed esistono ancora tracce del camminamento di ronda, posto all'interno a raccordare le torri. Il paese si trova la Chiesa di Santa Maria Assunta, nota dal 994: dell'edificio romanico originale, pero', ben poco e' sopravvissuto all'intervento di restauro messo in atto agli inizi del Novecento. Accanto a questa chiesa si trova il Museo Pala del Pollaiolo che custodisce diverse opera d’arti, tra le quali la piu' pregevole e' il quadro raffigurante Santa Maria Maddalena trasportata in cielo dagli angeli, opera di Antonio del Pollaiolo: siamo certi che fu dipinta in Staggia quando il pittore, trovandosi a lavorare a San Gimignano, in seguito ad una malattia, fu ricoverato nello spedale di Staggia e dipinse questo soggetto perché tra la popolazione del luogo era vivissimo il culto di S. Maria Maddalena. 513 - STAGGIA
Chiunque abbia percorso almeno una volta la superstrada Firenze – Siena non puo' non ricordarsi di Monteriggioni: la cittadina appare sopra un colle circondata da una possente ed ininterrotta cinta muraria come non se ne vedono altre tanto da costituire di per sé una immagine unica. Monteriggioni per la sua bellezza e la sua posizione naturale e' diventato sinonimo di Toscana tanto da fare da sfondo naturale a film e a spot pubblicitari : e' molto frequentato dai turisti che ogni anno arrivano a 70.000 presenze. All’interno della cinta muraria e delle sue torri, vero e proprio simbolo della cittadina, e' racchiuso in piccolissimo borgo impostato sull’ asse viario che collega le due porte e dal tipico aspetto medioevale ; delle 15 torri originarie oggi ne sono visibili soltanto 11 perché 4 sono ormai ridotte a livello delle mura. 124 - MONTERIGGIONI
Giorno 20
Siamo tornati in Garfagnana: abbiamo visitato Pieve Fosciana e la sua splendida pieve dedicata a San Giovanni Battista; poi siamo andati a vedere tre paesi situati in Alta Garfagnana, sui contrafforti dell’Appennino, Bargecchia, Sillico e Capraia: in quest’ultimo borgo si trova un eremo mariano. Questo itinerario walking non e' ancora pronto.
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Giorno 25
Dopo tantissimi anni, siamo tornati sulla vetta del monte Gennaio, 1814 m. s.l.m., situato nell’Appennino tosco – emiliano, fra il Passo della Nevaia e il Passo del Cancellino, con partenza dalla localita' di Pratorsi: giornata serena, limpida, panorama immenso. Questo itinerario Walking non e' ancora pronto |